Autunno in Barbagia a Atzara 2026: Cortes Apertas

Sabato 21 e domenica 22 novembre 2026 Atzara apre cortili, case storiche e cantine per la sua tappa di Autunno in Barbagia – Cortes Apertas. Nel cuore del Mandrolisai, tra colline coperte di vigne, questo borgo inserito tra i Borghi più belli d’Italia unisce due passioni: il vino Mandrolisai DOC e la pittura che, a inizio Novecento, ha reso famosi i suoi costumi in tutta Europa.
Storia e significato: Atzara, il vino e i pittori
Autunno in Barbagia è la manifestazione che ogni fine settimana, da settembre a dicembre, porta i visitatori in un paese diverso dell’interno della Sardegna, aprendo le cortes, i cortili delle case tradizionali, per far conoscere prodotti, mestieri e tradizioni. Ad Atzara la tappa ha spesso un titolo che dice tutto: “dal vino alla pittura”.
Il paese ha origini medievali: si ritiene sia nato intorno all’anno Mille, e la tradizione colloca il primo nucleo in località Bigia ‘e josso, vicino a una fonte. Il centro conserva l’impronta dell’epoca catalana, con case basse in granito, travi di quercia e porte e finestre decorate da pietre scolpite. Nel Seicento qui risiedevano i feudatari, nel palazzo dei conti di San Martino, chiamato in paese Palazzo de su Conte.
All’inizio del Novecento Atzara attirò un gruppo di pittori spagnoli “costumbristi”, affascinati dagli abiti e dalla vita del paese: Eduardo Chicharro, Antonio Ortiz Echagüe e Bernaldo de Quirós. Sulle loro orme arrivarono i grandi artisti sardi del primo Novecento, da Giuseppe Biasi a Filippo Figari, da Francesco Ciusa a Mario Delitala. Il copricapo femminile tradizionale, sa tiagiola, divenne un soggetto ricorrente nelle loro tele.
Cosa vedere ad Atzara durante Cortes Apertas
Il primo indirizzo è il MAMA – Museo d’arte moderna e contemporanea Antonio Ortiz Echagüe, ospitato in un edificio ottocentesco restaurato. Ha una sala storica con fotografie del paese di inizio Novecento, una sezione con opere di artisti spagnoli, italiani e sardi e uno spazio per le mostre temporanee: è il modo migliore per capire perché un piccolo paese di collina sia finito nei musei europei.
Poi c’è la chiesa parrocchiale di Sant’Antioco, bell’esempio di gotico-catalano della fine del Quattrocento, con due altari lignei barocchi, una Madonna col Bambino della fine del Cinquecento e argenti antichi. Più raccolta e antica è la chiesetta romanica di Santa Maria Bambina.
Durante Cortes Apertas cortili e magazzini ospitano artigiani, produttori e cantine. Nelle ultime edizioni ci sono state degustazioni, visite in cantina, il percorso del vino “Longevitas Mandrolisai”, la vestizione con il costume di Atzara, dimostrazioni di tintura naturale e con l’indaco, l’apertura della prima botte con l’assaggio del vino nuovo, la sfilata de s’antiga, considerata di buon auspicio per il vino e il raccolto, e serate di canti e balli sardi. Il programma 2026 viene pubblicato dal Comune e dall’organizzazione: verificalo prima di partire.

Cosa mangiare e cosa portare a casa
Il protagonista è il Mandrolisai, vino rosso a denominazione di origine controllata prodotto sulle colline tra Atzara, Sorgono e i paesi vicini. Nasce dall’unione di tre vitigni sardi: il Bovale sardo (qui chiamato Muristellu), il Cannonau e la Monica. È un vino di carattere, perfetto con le carni arrosto e i formaggi di montagna. Una bottiglia acquistata direttamente da un produttore locale è il souvenir più azzeccato.
Tra i dolci, quasi tutti a base di mandorle, cerca is bucconettes, su gattou (il croccante di mandorle) e sa tumballa ‘e latte. Tipico anche su pane ‘e sapa, dolce preparato con la sapa, il mosto cotto, che un tempo si offriva ai forestieri durante la festa del patrono. Atzara è inoltre famosa per i suoi tappeti e per la tessitura, tra le più raffinate dell’isola.
Il paese e i dintorni: cosa vedere vicino ad Atzara
Atzara si trova sulle pendici sud-occidentali del Gennargentu, al confine tra le province di Nuoro e Oristano. Il paesaggio è fatto di vigneti, frutteti, boschi e colline: in autunno la luce e i colori sono quelli che hanno incantato i pittori. Il territorio è ricco di testimonianze preistoriche, con domus de janas (le tombe scavate nella roccia), tombe dei giganti e nuraghi; il più noto è il nuraghe Abba Gadda, in buono stato di conservazione.
A pochi minuti c’è Sorgono, capoluogo del Mandrolisai, con il nuraghe Lò e il santuario campestre di San Mauro. Puoi proseguire verso Tonara, paese del torrone, Tiana con la sua antica gualchiera, Meana Sardo e, scendendo verso sud, Laconi con il suo parco e il museo delle statue-menhir.
Come arrivare ad Atzara e consigli pratici
- Dall’aeroporto e dal porto di Cagliari: lungo la SS131 e poi verso il Mandrolisai; circa 1 ora e 45 minuti.
- Da Oristano: circa 1 ora.
- Dall’aeroporto e dal porto di Olbia: circa 2 ore e mezza, passando per la SS131 o per Nuoro.
- Da Alghero e Porto Torres: circa 2 ore, sulla SS131.
L’auto è la soluzione più pratica: nel weekend i mezzi pubblici per l’interno sono pochi. Se pensi di fare degustazioni, organizzati con un guidatore che non beve. Arriva in mattinata per goderti il museo e le cantine prima della folla del pomeriggio. A novembre in collina fa fresco e può piovere: vestiti a strati e scegli scarpe comode per le strade in pietra. Porta contanti per produttori e artigiani. Ad Atzara e a Sorgono ci sono B&B e agriturismi, ma nei giorni dell’evento vanno a ruba: prenota con anticipo.
Domande frequenti su Cortes Apertas Atzara 2026
Quando si svolge Autunno in Barbagia ad Atzara nel 2026?
Sabato 21 e domenica 22 novembre 2026. Gli orari dettagliati sono comunicati dal Comune e dagli organizzatori nei giorni precedenti.
Che vino è il Mandrolisai DOC?
È un vino rosso (esiste anche in versione rosato) prodotto nel Mandrolisai da un uvaggio di Bovale sardo, Cannonau e Monica. Atzara ne è uno dei centri principali e a maggio ospita anche una sagra del vino.
Perché Atzara è chiamato il paese dei pittori?
Perché a inizio Novecento vi soggiornarono pittori spagnoli come Antonio Ortiz Echagüe ed Eduardo Chicharro, seguiti da molti artisti sardi, che ritrassero i costumi e la vita del paese. Il museo MAMA, intitolato a Ortiz Echagüe, racconta questa storia.
Cosa vedere ad Atzara in un giorno?
Il museo MAMA, la chiesa di Sant’Antioco, le vie del centro storico con le case in granito e almeno una cantina del Mandrolisai; se hai tempo, il nuraghe Abba Gadda e la vicina Sorgono.
Fonte: www.portalesardegna.com



