Gadoni

Autunno in Barbagia a Gadoni 2026: Cortes Apertas

Veduta del paese di Gadoni immerso nel verde della Barbagia di Belvì
© Raffaele Mereu (Leleottantatre) · Wikimedia Commons · Public domain

Sabato 28 e domenica 29 novembre 2026 Gadoni chiude il mese di novembre di Autunno in Barbagia – Cortes Apertas aprendo case e cortili del suo centro storico. Piccolo borgo di montagna della Barbagia di Belvì, affacciato sulla valle del Flumendosa, Gadoni è legato da millenni al rame della miniera di Funtana Raminosa, oggi museo di archeologia industriale.

Storia e significato: Gadoni, il paese del rame

Autunno in Barbagia è la manifestazione che, ogni fine settimana da settembre a dicembre, porta i visitatori in un paese diverso dell’interno della Sardegna. Le cortes sono i cortili delle case tradizionali, e durante Cortes Apertas le famiglie e le associazioni li aprono per mostrare prodotti, mestieri e tradizioni. Nelle ultime edizioni la tappa di Gadoni ha preso il nome di Prendas de Jerru, “i tesori dell’inverno”.

Il paese attuale nasce nel Quattrocento, ma la storia del suo territorio è molto più antica. Il rame è il simbolo di Gadoni: nelle località di Funtana Raminosa e Seddas is Puzzus sono stati trovati manufatti in bronzo, segno che già i nuragici fondevano il metallo estratto qui. Fenici, cartaginesi e romani scavarono gallerie che, all’inizio del Novecento, furono riutilizzate dalla miniera moderna. Fino alla fine del secolo scorso l’economia del paese ruotava intorno all’attività mineraria; oggi si basa su agricoltura, allevamento e artigianato.

Il legame con la miniera resta vivo anche nel calendario: all’inizio di dicembre Gadoni festeggia Santa Barbara, patrona dei minatori, mentre la patrona del paese, Santa Marta, si celebra a fine luglio.

Cosa vedere a Gadoni durante Cortes Apertas

Il cuore della visita è il rione più antico, disegnato a semicerchio, con stradine lastricate in pietra rossa e nera, scalinate e muraglioni. Qui le domos antigas, le case di una volta, si aprono con mostre ed esposizioni, e nei cortili trovi i produttori e gli artigiani del paese. Al centro si trovano la parrocchiale dell’Assunta e la chiesa di Santa Marta.

Gadoni è famosa per sa burra, il tappeto tradizionale tessuto dalle donne al telaio orizzontale: nato come coperta per le notti d’inverno, è poi diventato tappeto da tavola e durante le processioni viene steso su davanzali e balconi. Accanto alla tessitura della lana vedrai la lavorazione del legno e la produzione del miele.

Nelle edizioni recenti il programma ha incluso falò in piazza, canti e balli tradizionali, musica la sera e il rito del fuoco Is Fraccheras. Per il programma 2026 fai riferimento al Comune e agli organizzatori. Da non perdere la miniera di Funtana Raminosa, una delle miniere di rame più ricche d’Europa, oggi parte del Parco Geominerario della Sardegna: le visite guidate si prenotano in anticipo presso l’ufficio turistico del paese.

Cosa mangiare e cosa portare a casa

La cucina di Gadoni è quella della montagna sarda: formaggi di pecora e capra, carni arrosto, miele e tanti tipi di pane. Cerca il pistoccu, pane secco e croccante che si conserva a lungo, il pani ‘e pattata, fatto con le patate, il cocoi erda e il mustazzu a corrusu, pani tradizionali delle feste. Il miele locale, prodotto in un territorio ricco di boschi e fioriture spontanee, è un ottimo regalo da portare a casa.

Se cerchi un ricordo che duri nel tempo, un piccolo tappeto in lana tessuto a mano o un oggetto in legno lavorato da un artigiano del paese racconteranno Gadoni molto meglio di un souvenir qualunque.

Il paese e i dintorni: cosa vedere a Gadoni e vicino

Gadoni conta circa 800 abitanti e sorge a circa 700 metri di quota, sulle pendici del Gennargentu. Il suo territorio è un paradiso per chi ama la natura: gole, canyon, cascate e laghetti tra boschi e rocce calcaree. L’altopiano di Corongia ospita una foresta di lecci, tassi, terebinti e ginepri; nella valle del Flumendosa crescono noci, ciliegi e castagni; nei boschi di Crontas vivono rapaci come l’aquila reale.

Tra le meraviglie naturali ci sono le grotte di Gruttas Albas, con volte altissime, e di Gruttas de Perdu, ricche di stalattiti e stalagmiti, le pareti rocciose di Lattinazzu con il pinnacolo di su Campalini, il paesaggio quasi lunare del Monte sa Scova, la cascata di sa Stiddiosa e le piscine naturali di Is Caddaias, al confine con Seulo. Il territorio è attraversato da sentieri per trekking ed escursioni a cavallo. Nei dintorni meritano una visita Aritzo, Belvì, Seulo e, un po’ più a sud, Laconi.

Come arrivare a Gadoni e consigli pratici

  • Dall’aeroporto e dal porto di Cagliari: circa 2 ore di auto, lungo la SS131 e poi per le strade interne verso Laconi e la Barbagia di Belvì.
  • Da Nuoro: circa 1 ora e mezza.
  • Dall’aeroporto e dal porto di Olbia: almeno 2 ore e mezza.
  • Da Alghero e Porto Torres: circa 2 ore e mezza, via SS131.

L’auto è indispensabile e le ultime strade sono di montagna, strette e tortuose: mettiti in viaggio con margine. Fine novembre a Gadoni significa freddo, specie la sera intorno ai falò: porta giacca pesante, cappello e scarpe con buona suola per le strade in pietra e le scalinate. Se vuoi visitare la miniera, prenota prima e porta qualcosa di caldo anche per l’interno. Tieni con te contanti per i piccoli produttori. I posti letto in paese sono pochi: cerca un B&B a Gadoni o nei paesi vicini come Aritzo e prenota presto.

Domande frequenti su Cortes Apertas Gadoni 2026

Quando si svolge Autunno in Barbagia a Gadoni nel 2026?

Sabato 28 e domenica 29 novembre 2026. Orari e attività vengono pubblicati dal Comune e dagli organizzatori nei giorni precedenti.

Si può visitare la miniera di Funtana Raminosa?

Sì, con visite guidate su prenotazione. Durante l’evento c’è molta richiesta, quindi conviene contattare in anticipo l’ufficio turistico di Gadoni.

Cos’è sa burra?

È il tappeto tradizionale di Gadoni, tessuto in lana al telaio orizzontale. Un tempo si usava come coperta, poi come tappeto da tavola, e oggi è uno dei simboli dell’artigianato del paese.

Cosa vedere vicino a Gadoni?

La cascata di sa Stiddiosa e le piscine naturali di Is Caddaias, le grotte di Gruttas Albas, l’altopiano di Corongia e la valle del Flumendosa, oltre ai paesi di Aritzo, Belvì e Seulo.

Fonte: www.portalesardegna.com