Fuochi di Sant’Antonio e Mamuthones a Mamoiada 2027

Sabato 16 e domenica 17 gennaio 2027 Mamoiada, nel cuore della Barbagia, celebra Sant’Antonio Abate con uno dei riti più antichi e suggestivi della Sardegna. La sera del 16 si accendono i grandi fuochi nei rioni del paese; il 17 i Mamuthones e gli Issohadores escono per la prima volta nell’anno e danzano intorno ai falò, aprendo ufficialmente il carnevale barbaricino.
Fuoco, campanacci, maschere di legno e una comunità intera in strada: se vuoi vedere la Sardegna più profonda, questo è il momento.
Storia e significato dei fuochi di Sant’Antonio a Mamoiada
A Mamoiada la festa si chiama Sant’Antoni ‘e su ohu, “Sant’Antonio del fuoco”. Secondo una leggenda diffusa in tutta la Sardegna, Sant’Antonio Abate scese all’inferno e ne rubò il fuoco per donarlo agli uomini, nascondendolo nel suo bastone di ferula: un racconto che ricorda il mito di Prometeo e che spiega perché la festa del santo, a metà gennaio, sia una festa di falò.
Il fuoco, nel cuore dell’inverno, ha un valore di purificazione e di buon auspicio per la nuova annata. Allo stesso significato si legano i Mamuthones: secondo l’interpretazione più comune, il suono cupo dei loro campanacci servirebbe ad allontanare il male e a propiziare buoni raccolti. Le origini delle maschere sono molto discusse e affascinano da sempre studiosi e visitatori; ciò che è certo è che il rito è profondamente sentito dalla comunità, che lo tramanda di generazione in generazione.
Cosa succede: il programma tipico dei fuochi e della prima uscita
16 gennaio: sa die de su Pesperu e i falò
La vigilia, davanti alla chiesa parrocchiale, il parroco benedice il primo fuoco e i fedeli vi girano intorno tre volte recitando il Credo. Con i tizzoni benedetti si accendono poi i falò dei rioni: ogni quartiere ha il suo, preparato con grandi cataste di legna. Intorno ai fuochi la gente si riunisce fino a tarda notte e offre a tutti vino e dolci tipici. È una festa di comunità, ma i visitatori sono accolti con grande ospitalità.
17 gennaio: la prima uscita dei Mamuthones e degli Issohadores
Nel giorno del santo avviene la prima issida, la prima uscita dell’anno delle maschere. Dopo la vestizione, che si svolge nelle sedi delle associazioni che curano il rito, il corteo attraversa il paese e raggiunge i rioni dove ardono i falò, danzando intorno a ciascuno di essi. La festa continua fino a sera.
- I Mamuthones indossano pelli di pecora nere, una maschera di legno scuro (la visera) e portano sulla schiena un pesante carico di campanacci. Avanzano curvi, in due file parallele, con un passo lento e cadenzato: a ogni salto, con un colpo di spalle, fanno suonare tutti i campanacci all’unisono.
- Gli Issohadores vestono una giubba rossa e una maschera bianca e si muovono con agilità accanto ai Mamuthones, guidandoli. Con la soha, una lunga fune, “catturano” tra il pubblico ragazze o amici: essere presi è segno di buon augurio.
Orari e dettagli cambiano di anno in anno: il programma ufficiale viene diffuso dalla Pro Loco e dal Comune di Mamoiada.

Cosa mangiare e cosa portare a casa da Mamoiada
Intorno ai fuochi si assaggiano i dolci della tradizione preparati per la festa, come le caschettas, i popassinos (bianchi e neri, con uva passa e frutta secca) e il coccone ‘in mele, a base di miele. Ma il vero orgoglio di Mamoiada è il vino Cannonau: il paese conta decine di piccole cantine, molte delle quali a conduzione familiare, e i suoi vini rossi sono tra i più apprezzati dell’isola. Una bottiglia di Cannonau di Mamoiada è il souvenir perfetto.
Completa la spesa con formaggi di pecora della Barbagia, salumi e pane tradizionale. Molti visitatori portano a casa anche una piccola maschera di legno intagliata a mano, realizzata dagli artigiani locali.
Cosa vedere a Mamoiada e nei dintorni
Mamoiada, circa 2.400 abitanti a oltre 600 metri di quota, è a pochi chilometri da Nuoro. Da vedere:
- il Museo delle Maschere Mediterranee, che racconta i Mamuthones e gli Issohadores insieme alle maschere tradizionali di altri paesi del Mediterraneo e d’Europa: la tappa ideale per capire il rito;
- Sa Perda Pintà, nota anche come stele di Boeli: un menhir di granito alto oltre due metri e mezzo, decorato con cerchi concentrici e coppelle, ritrovato nel 1997;
- il santuario dei Santi Cosma e Damiano, a pochi chilometri dal paese, circondato dalle casette dei pellegrini (cumbessias);
Nei dintorni puoi visitare Orgosolo con i suoi celebri murales, Nuoro con il Museo del Costume, la casa natale di Grazia Deledda e il Monte Ortobene, e i paesi della Barbagia come Gavoi e Fonni.
Come arrivare a Mamoiada e consigli pratici
- In auto: da Nuoro ci vogliono circa 20 minuti.
- Dagli aeroporti: da Olbia circa 1 ora e mezza, da Cagliari circa 2 ore e mezza, da Alghero circa 2 ore.
- Dai porti: da Olbia circa 1 ora e mezza, da Cagliari circa 2 ore e mezza.
- Quando arrivare: per vedere la benedizione e l’accensione dei fuochi arriva nel pomeriggio del 16; per la prima uscita delle maschere, il 17 dal primo pomeriggio.
- Abbigliamento: a gennaio in Barbagia le notti sono molto fredde e può nevicare: vestiti a strati, scarpe pesanti, cappello e guanti. Attenzione a scintille e fumo vicino ai falò.
- Dove dormire: i posti in paese sono pochi e vanno prenotati in anticipo; in alternativa c’è Nuoro, a pochi minuti.
- Rispetto: è un rito molto sentito: fotografa pure, ma senza intralciare il passaggio delle maschere.
Domande frequenti sui fuochi di Sant’Antonio a Mamoiada 2027
Quando sono i fuochi di Sant’Antonio a Mamoiada nel 2027?
I falò si accendono la sera di sabato 16 gennaio 2027; la prima uscita dei Mamuthones e degli Issohadores è domenica 17 gennaio.
Chi sono i Mamuthones?
Sono le maschere tradizionali di Mamoiada: figure vestite di pelli nere, con il volto coperto da una maschera di legno scuro e un carico di campanacci sulla schiena. Sfilano accompagnati dagli Issohadores in giubba rossa.
Quando si vedono di nuovo i Mamuthones dopo Sant’Antonio?
Durante il carnevale, in particolare la domenica e il martedì di carnevale, quando tornano a sfilare per le vie del paese.
La festa è aperta ai visitatori?
Sì: si svolge nelle strade e nelle piazze e chiunque può assistere. Intorno ai fuochi i visitatori sono accolti con vino e dolci.



