Autunno in Barbagia a Ortueri 2026: Cortes Apertas

Sabato 12 e domenica 13 dicembre 2026 Ortueri, nel cuore del Mandrolisai, chiude l’anno di Autunno in Barbagia – Cortes Apertas insieme a Orune. Le vie del centro storico, raccolte attorno al colle di sa Serra, si riempiono di cantine aperte, vino del territorio, pani e dolci tradizionali, e degli oggetti in sughero che hanno reso famoso il paese.
Cortes Apertas a Ortueri: storia e significato
In sardo cortes apertas significa “cortili aperti”. Il circuito Autunno in Barbagia, promosso dalla Camera di Commercio di Nuoro, porta ogni fine settimana, da settembre a dicembre, i visitatori in un paese diverso dell’interno, dove famiglie, artigiani e associazioni aprono le proprie corti per raccontare la vita di comunità.
Ortueri, poco più di mille abitanti a circa 580 metri di quota, si trova a metà strada tra Oristano e Nuoro, nel Mandrolisai, la più occidentale delle Barbagie. Il paese ha origini medievali; il primo abitato sorgeva più a valle, tra le località di Travi e Alas Ruinas, e il territorio conserva tracce romane. La sua identità è legata alla terra: vigne, boschi di sughere e lecci, sorgenti. Per generazioni gli uomini di Ortueri hanno lavorato come scorzini, i raccoglitori di sughero, al punto che il paese viene chiamato la capitale degli scorzini.
Le Cortes cadono pochi giorni dopo la festa di San Nicola (6 dicembre), patrono del paese, legata al dolce s’angule: un periodo in cui Ortueri è già in clima di festa.
Cosa vedere a Ortueri durante le Cortes Apertas
Durante l’evento le corti e le case del centro si aprono con esposizioni di prodotti locali, degustazioni e dimostrazioni di mestieri. Nelle edizioni passate si sono visti:
- la lavorazione del sughero, con la costruzione del tipico sgabello su meseddu de ortigu;
- la tessitura e l’intreccio di fibre naturali (is chimulas), tappeti e abiti tradizionali in orbace;
- la caseificazione dal vivo e i forni dei panifici e delle pasticcerie del paese;
- le maschere del Carnevale di Ortueri, Is Sonaggiaos e S’Urzu;
- canti a più voci, anche dai balconi storici, balli in costume e la sfilata dei carri trainati dai buoi;
- visite a case storiche e cortili aragonesi.
Il programma 2026 è pubblicato dal Comune di Ortueri e dagli organizzatori nei giorni precedenti.
Impossibile non notare la chiesa parrocchiale di San Nicolò, costruita tra Settecento e Ottocento, con un campanile di circa 38 metri: uno dei più alti della Sardegna, che domina il paese da qualunque punto lo si guardi.

Cosa mangiare e bere a Ortueri: il vino del Mandrolisai
Ortueri fa parte della zona di produzione del Mandrolisai DOC, un rosso che nasce dall’unione di tre vitigni: Bovale sardo (almeno il 35%), Cannonau e Monica. È un vino da montagna, profumato, che in paese si assaggia spesso direttamente nelle cantine di famiglia. Accanto al vino, cerca:
- salsiccia e carni di animali allevati all’aperto;
- pecorino e ricotta;
- pani tradizionali e dolci di tutto l’anno, da su pabassinu (dolce con uva passa e frutta secca) a su pitzudu;
- olio d’oliva e miele.
Da portare a casa: qualche bottiglia di Mandrolisai, un oggetto in sughero (è leggero e resistente), un tessuto tradizionale. Porta contanti per i piccoli produttori.
Il paese e i dintorni: cosa vedere a Ortueri
- Parco Mui Muscas: un’area di bosco e macchia dove vivono circa cinquanta asinelli sardi, una razza protetta. Una visita molto amata dai bambini.
- Punta Pedrarba: una cima ripida coronata dalla roccia di sa Conca ‘e s’Isteddu, con vista sul Mandrolisai.
- Pedra Litterada e i sarcofagi di Prani e Laccos: testimonianze di età romana, con iscrizioni dedicate agli dei Mani.
- Santuario campestre di Santa Maria, meta della festa dell’8 settembre.
Nei dintorni meritano una sosta Sorgono e Atzara, altri paesi del vino del Mandrolisai, e Samugheo, famoso per la tessitura. Più a ovest si apre il grande lago Omodeo.
Come arrivare a Ortueri e consigli pratici
- Da Oristano: circa 1 ora di auto.
- Da Cagliari (aeroporto e porto): circa 1 ora e tre quarti, con la SS131 e poi strade provinciali.
- Da Nuoro: circa 1 ora e un quarto.
- Da Olbia e Alghero: circa 2 ore – 2 ore e un quarto.
L’ultima parte del percorso è su strade di collina strette e con curve: guida con calma, soprattutto al buio. A metà dicembre fa freddo e può piovere: abbigliamento caldo, impermeabile e scarpe comode. Arriva in mattinata, porta contanti e, se vuoi dormire in zona, prenota presto: i posti letto sono pochi. Lo stesso fine settimana è in programma anche la tappa di Orune, ma i due paesi sono lontani: meglio dedicare un giorno a ciascuno.
Domande frequenti su Cortes Apertas a Ortueri
Quando si svolge Autunno in Barbagia a Ortueri nel 2026?
Sabato 12 e domenica 13 dicembre 2026, tra le ultime tappe del calendario.
Per cosa è famoso Ortueri?
Per il sughero e i suoi raccoglitori, gli scorzini; per il vino Mandrolisai DOC; per il campanile di San Nicolò, tra i più alti dell’isola; e per il parco degli asinelli sardi di Mui Muscas.
Che vino si produce a Ortueri?
Il Mandrolisai DOC, un rosso ottenuto da Bovale sardo, Cannonau e Monica, prodotto in un piccolo gruppo di comuni tra cui Ortueri, Sorgono, Atzara, Meana Sardo, Desulo, Tonara e Samugheo.
Si possono visitare Ortueri e Orune nello stesso fine settimana?
Sì, ma conviene dedicare il sabato a un paese e la domenica all’altro: tra i due ci vuole più di un’ora di auto.
Fonte: www.portalesardegna.com



