Santu Lussurgiu

Artes e Sabores a Santu Lussurgiu 2026

I tetti di Santu Lussurgiu nella conca del Montiferru
© Sailko · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Sabato 12 e domenica 13 dicembre 2026 Santu Lussurgiu, nel cuore del Montiferru, in provincia di Oristano, apre le porte del suo centro storico per Artes e Sabores, la rassegna dedicata ad artigianato, arte, cultura, sapori e tradizioni del paese. Tra le case in pietra e le vie in salita si incontrano botteghe aperte, produttori, punti di degustazione e musica.

Il nome, in sardo, significa proprio “arti e sapori”: due cose di cui Santu Lussurgiu può andare fiero, e che in pieno clima prenatalizio diventano un’ottima ragione per una gita nell’entroterra.

Storia di Santu Lussurgiu e significato di Artes e Sabores

Santu Lussurgiu, poco più di duemila abitanti a circa 500 metri di quota, sorge sul versante orientale del Montiferru, un antico massiccio vulcanico. Il paese è raccolto in una conca naturale che la tradizione descrive come un vecchio cratere, con le case disposte ad anfiteatro. Il nome viene da San Lussorio, martire sardo: il primo nucleo del paese crebbe nel Medioevo intorno al suo santuario, l’attuale chiesa di Santa Croce.

Da secoli Santu Lussurgiu è un paese di artigiani. Qui hanno lavorato e lavorano coltellinai, sellai, fabbri e maestri del ferro battuto, falegnami, calzolai e tessitrici. Il legame con il cavallo è fortissimo, e spiega la tradizione delle selle e dei finimenti in cuoio. Artes e Sabores, organizzata dal centro commerciale naturale del paese insieme al Comune, agli espositori e a varie associazioni locali, nasce per mostrare questo patrimonio di mestieri e di prodotti, facendolo vivere nelle strade e nelle case del centro storico.

Cosa vedere e cosa succede durante Artes e Sabores

La rassegna si sviluppa come un percorso nel centro storico, tra punti espositivi, botteghe artigiane aperte al pubblico e punti ristoro. Nelle ultime edizioni il programma ha compreso anche:

  • artigiani al lavoro e mostre di coltelli, selle e finimenti in pelle, tessuti al telaio, ceramiche e cassapanche in legno;
  • visite guidate alle chiese e ai musei del paese;
  • concerti e canti della tradizione, animazione per le strade e attività per bambini.

Approfitta della visita per entrare nel Museo della tecnologia contadina del Centro di cultura popolare UNLA, con le sue sale piene di strumenti, attrezzi e macchinari della vita agricola e artigiana di un tempo. Santu Lussurgiu è anche una delle capitali del canto a cuncordu, il canto polifonico maschile a quattro voci che accompagna in particolare i riti della Settimana Santa: se ti capita di ascoltarlo, non perdertelo.

Il programma dettagliato di ogni edizione viene pubblicato dagli organizzatori e dal Comune nei giorni precedenti.

Antica fontana pubblica in pietra nel centro di Santu Lussurgiu
© Sailko · Wikimedia Commons · CC BY 3.0

Cosa mangiare a Santu Lussurgiu e cosa portare a casa

Il Montiferru è terra di pascoli e di boschi, e i suoi prodotti hanno un carattere unico:

  • Casizolu: formaggio a pasta filata fatto con il latte delle vacche di razza sardo-modicana, Presidio Slow Food. Ha la tipica forma a pera.
  • Carne di bue rosso di razza sardo-modicana, anch’essa Presidio Slow Food.
  • Abbardente: l’acquavite lussurgese, distillata dal vino, con una lunga tradizione nel paese.
  • Salumi, pane tradizionale e dolci fatti in casa.

Per un ricordo che dura una vita, scegli un coltello forgiato a mano da un maestro lussurgese, un oggetto in cuoio o un tessuto al telaio. Fra i manufatti tipici del paese ci sono anche i tappeti con la lavorazione detta a pibiones, a piccoli rilievi.

Cosa vedere a Santu Lussurgiu e nel Montiferru

Il centro storico, con le sue case in pietra scura, le scalinate e i vicoli, è già un motivo di visita. Da non perdere:

  • la chiesa di Santa Croce, antico santuario di San Lussorio, e la parrocchiale di San Pietro Apostolo;
  • la terrazza panoramica di Sa Rocca, sopra il paese;
  • le cascate di Sos Molinos, con i resti di vecchi mulini e gualchiere;
  • San Leonardo de Siete Fuentes, piccola frazione immersa in un bosco di lecci e sugheri, con una chiesa romanica del XII secolo e le sorgenti da cui prende il nome. Ogni anno, a fine primavera, ospita una storica fiera del cavallo.

Il territorio conserva anche nuraghi, domus de janas e tombe dei giganti. Poco lontano ci sono la basilica romanica di Santa Maria di Bonarcado, il Nuraghe Losa di Abbasanta e il pozzo sacro di Santa Cristina a Paulilatino; scendendo verso ovest si raggiunge la costa del Montiferru e, più a sud, la penisola del Sinis.

Come arrivare a Santu Lussurgiu e consigli pratici

  • In auto: si lascia la SS131 nella zona di Abbasanta e si sale verso il Montiferru. Da Oristano ci vogliono circa 40 minuti.
  • Dagli aeroporti: da Cagliari circa 1 ora e mezza, da Alghero circa 1 ora e mezza, da Olbia circa 2 ore.
  • Dai porti: da Cagliari circa 1 ora e mezza, da Porto Torres circa 1 ora e mezza, da Olbia circa 2 ore.
  • Quando arrivare: la rassegna si svolge nel fine settimana; arriva in tarda mattinata per girare le botteghe con la luce del giorno e fermati per pranzo.
  • Abbigliamento: a dicembre in montagna fa freddo e può piovere; le vie sono in salita e in pietra, quindi servono scarpe comode e antiscivolo.
  • Contanti: utili per piccoli acquisti e degustazioni.
  • Dove dormire: in paese e nei dintorni ci sono B&B, agriturismi e alberghi; anche Oristano è una buona base.

Domande frequenti su Artes e Sabores a Santu Lussurgiu

Quando si svolge Artes e Sabores 2026?

Sabato 12 e domenica 13 dicembre 2026, nel centro storico di Santu Lussurgiu.

Che cosa significa “Artes e Sabores”?

In sardo vuol dire “arti e sapori”: la rassegna unisce artigianato, arte e prodotti tipici del paese.

Cosa comprare a Santu Lussurgiu?

Coltelli fatti a mano, selle e oggetti in cuoio, tessuti, il formaggio casizolu e l’acquavite abbardente.

Cosa vedere vicino a Santu Lussurgiu?

San Leonardo de Siete Fuentes, le cascate di Sos Molinos, la basilica di Bonarcado, il Nuraghe Losa e il pozzo sacro di Santa Cristina.

Fonte: sagreautentiche.it