Sassari

Festa di Santa Caterina a Sassari 2026

La chiesa gesuita di Santa Caterina nel centro storico di Sassari
© Gianni Careddu · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

Mercoledì 25 novembre 2026 Sassari festeggia Santa Caterina d’Alessandria nella chiesa che porta il suo nome, l’antica chiesa dei Gesuiti nel cuore del centro storico.

È una festa raccolta, molto diversa dai grandi eventi estivi come i Candelieri: un’occasione perfetta per scoprire un angolo meno conosciuto di Sassari e uno dei monumenti più importanti della città.

Storia della chiesa di Santa Caterina a Sassari e significato della festa

Santa Caterina d’Alessandria è una delle sante più popolari della cristianità: secondo la tradizione era una giovane colta e coraggiosa, martirizzata ad Alessandria d’Egitto all’inizio del IV secolo. È rappresentata con la ruota del suo martirio ed è considerata protettrice degli studenti, dei filosofi e di chi lavora con il sapere. La sua memoria liturgica cade proprio il 25 novembre.

A Sassari la sua festa si lega a una chiesa dalla storia particolare. I Gesuiti arrivarono in città a metà del Cinquecento e vi fondarono il loro collegio, da cui nacque poi l’Università di Sassari. La chiesa, in origine dedicata a Gesù e Maria, fu cominciata nel 1579 e aperta al culto nel 1609, su progetto dei gesuiti Giovanni Maria Bernardoni e Giovanni De Rosis, che si ispirarono alla chiesa del Gesù di Roma. È considerata la prima chiesa della Sardegna costruita secondo i canoni della Controriforma.

Il nome di Santa Caterina arrivò più tardi, nell’Ottocento, quando fu demolita l’antica chiesa medievale dedicata alla santa che sorgeva nell’attuale piazza Azuni: il titolo passò così all’edificio gesuitico. Per questo oggi i sassaresi celebrano Santa Caterina in una chiesa che, per architettura e storia, racconta soprattutto l’epoca dei Gesuiti.

Cosa vedere e cosa succede alla festa di Santa Caterina

Il centro della giornata sono le celebrazioni religiose in chiesa e la processione con la statua della santa per le strade del centro storico. Intorno, per tutto il giorno, un mercatino di prodotti tipici porta tra le vie strette della città vecchia formaggi, dolci, salumi e prodotti artigianali. Orari delle messe e percorso della processione vengono comunicati ogni anno dalla parrocchia: conviene verificarli qualche giorno prima.

Approfitta della festa per guardare con calma la chiesa, che merita da sola la visita:

  • La facciata su due ordini, chiusa da un timpano curvo, con lo stemma dei Gesuiti sopra il portale e una vetrata del pittore sardo Filippo Figari nella finestra centrale.
  • L’interno a croce latina con navata unica e cappelle laterali, dove il classicismo rinascimentale convive con volte costolonate di gusto ancora gotico e con la cupola su tamburo ottagonale all’incrocio del transetto.
  • Le tele del pittore fiammingo Bartolomeo Bilevelt, la statua seicentesca di Santa Caterina nel presbiterio e la cappella del Santissimo Crocifisso, con il crocifisso seicentesco venerato dai sassaresi.

Accanto alla chiesa, nell’edificio dell’antica casa dei Gesuiti, ha sede la Pinacoteca Nazionale di Sassari: una visita che completa bene la giornata.

Facciata in pietra della chiesa di Santa Caterina a Sassari
© Gianni Careddu · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

Cosa mangiare a Sassari e cosa portare a casa

Sassari ha una cucina di città, popolare e saporita, diversa da quella dei paesi dell’interno. Da provare almeno una volta:

  • La fainè, sottile torta di farina di ceci cotta nel forno a legna, eredità degli scambi con la Liguria: la si mangia semplice o con cipolle, salsiccia o acciughe, ed è un piatto tipico proprio dei mesi freddi.
  • Lo zimino, grigliata di interiora (cuore, fegato, rognone) cotta sulla brace, e la cordula, treccia di budella d’agnello.
  • Le lumache (in sassarese monzette o giogga), cucinate in umido o al sugo.

Dal mercatino puoi portare a casa formaggi di pecora, miele, torroni e dolci sardi a base di mandorle, oltre a oggetti di artigianato. Novembre è anche il mese dell’olio nuovo: nel Sassarese gli uliveti sono tantissimi e l’extravergine appena franto è un ottimo ricordo.

Cosa vedere a Sassari e nei dintorni

La chiesa di Santa Caterina è a pochi passi dai luoghi simbolo del centro storico. In una passeggiata puoi vedere:

  • il Duomo di San Nicola, con la sua spettacolare facciata barocca;
  • la Fontana di Rosello, monumento simbolo della città;
  • Piazza d’Italia, il grande salotto ottocentesco di Sassari, e il Corso Vittorio Emanuele, l’antica via principale;
  • il Museo Nazionale Sanna, con importanti collezioni archeologiche dalla preistoria all’età romana.

Nei dintorni, a breve distanza in auto, ci sono l’altare preistorico di Monte d’Accoddi, monumento unico nel Mediterraneo occidentale, la basilica romanica di San Gavino a Porto Torres e la basilica della Santissima Trinità di Saccargia, con le sue fasce bianche e nere. Anche in autunno vale la pena una gita sulla costa, verso Stintino o Alghero.

Come arrivare a Sassari e consigli pratici

  • In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Alghero-Fertilia, a circa mezz’ora di auto. Da Olbia ci vuole circa 1 ora e un quarto, da Cagliari circa 2 ore e mezza lungo la SS131.
  • In nave: il porto di Porto Torres, con traghetti da Genova e da altri porti, è a circa 20 minuti di strada.
  • In città: il centro storico si gira a piedi. Conviene lasciare l’auto fuori dalle vie più strette e camminare.
  • Quando arrivare: la festa cade di mercoledì; il mercatino è aperto tutto il giorno, quindi puoi organizzarti con calma, mattina o pomeriggio.
  • Cosa portare: a fine novembre a Sassari fa fresco e può piovere: giacca e ombrello. Tieni qualche contante per le bancarelle.
  • Dove dormire: in centro ci sono hotel e B&B per tutte le tasche.

Domande frequenti sulla festa di Santa Caterina a Sassari

Quando si svolge la festa di Santa Caterina a Sassari nel 2026?

Mercoledì 25 novembre 2026, giorno della memoria liturgica di Santa Caterina d’Alessandria.

Dove si trova la chiesa di Santa Caterina a Sassari?

Nel centro storico, in piazza Santa Caterina, accanto alla Pinacoteca Nazionale e a pochi minuti a piedi dal Duomo e da Piazza d’Italia.

Perché la chiesa dei Gesuiti si chiama Santa Caterina?

In origine era dedicata a Gesù e Maria. Nell’Ottocento, con la demolizione dell’antica chiesa medievale di Santa Caterina, il titolo della santa passò all’edificio gesuitico.

Dove trovo il programma della festa?

Orari delle messe e della processione vengono comunicati dalla parrocchia e dal Comune di Sassari nei giorni precedenti: controlla prima di partire.

Fonte: siviaggia.it

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