Ovodda

Autunno in Barbagia a Ovodda 2026: Cortes Apertas

Dettaglio del costume femminile di Ovodda con velo bianco e manica ricamata
© Gianni Careddu · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Sabato 7 e domenica 8 novembre 2026 Ovodda, piccolo paese della Barbagia di Ollolai ai piedi del Gennargentu, apre le sue case per la tappa di Autunno in Barbagia. Cortes Apertas a Ovodda significa cortili in granito, prodotti dei pastori e dell’orto, artigianato, costumi tradizionali e il canto a tenore: un fine settimana per conoscere uno dei paesi più autentici dell’interno della Sardegna.

Storia e significato: Ovodda e le sue tradizioni

Ovodda conta poco meno di 1.500 abitanti e sorge ai piedi del monte Orohòle, sul versante occidentale del Gennargentu. Il suo territorio scende dalle cime oltre i 1.200 metri fino alle valli dei fiumi, ed è abitato fin dal Neolitico e dall’età nuragica. Nel Medioevo il paese faceva parte del Giudicato di Arborea; dopo il 1420 passò sotto gli Aragonesi e poi ai feudatari spagnoli, fino all’abolizione del feudalesimo nel 1839. Nelle campagne c’era anche un altro villaggio, Oleri, abbandonato nel Quattrocento dopo una pestilenza: le sue terre furono divise tra Ovodda e Gavoi.

Ovodda fa parte della cosiddetta “zona blu” della Barbagia, una delle aree del mondo con la più alta concentrazione di centenari in rapporto agli abitanti: uno stile di vita fatto di lavoro all’aperto, cibo semplice e legami forti di comunità.

Il paese è conosciuto in tutta la Sardegna per un carnevale diverso da tutti gli altri: Mehuris de Lessìa, che si celebra il Mercoledì delle Ceneri, quando altrove il Carnevale è già finito. Non ci sono maschere vere e proprie: i partecipanti si anneriscono il volto con la fuliggine del sughero bruciato, indossano abiti di recupero e pelli, suonano pentole e campanacci e trasformano il paese in un “mondo alla rovescia” dove nessuno è spettatore. Al centro della festa c’è Don Conte, un grande fantoccio portato in giro su un carro che al tramonto viene processato e bruciato.

Autunno in Barbagia, il circuito di cui fa parte la tappa, è nato nel 1996 a Oliena ed è promosso dalla Camera di Commercio di Nuoro con l’azienda speciale ASPEN e i Comuni.

Cosa vedere a Ovodda durante Cortes Apertas

Nelle ultime edizioni la tappa di Ovodda ha preso il nome di Ungrones de Bidda, cioè “gli angoli del paese”: le stradine lastricate, decorate da murales, e le case a corte in granito si riempiono di bancarelle a tema e di dimostrazioni. Ecco cosa ci si può aspettare, sulla base degli ultimi anni:

  • Pane carasau, formaggi e dolci preparati davanti ai visitatori, con la possibilità di vedere tutte le fasi della lavorazione.
  • Il costume tradizionale, anche con la vestizione mostrata dal vivo.
  • Mestieri antichi, come la ferratura dei cavalli, e laboratori per bambini e ragazzi.
  • Sa domo de su massaiu, la casa tipica del contadino, aperta alle visite.
  • Musica itinerante e canto a tenore, il canto polifonico a quattro voci maschili della Barbagia, riconosciuto dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità.
  • Mostre di foto d’epoca, abiti e oggetti della vita del paese, e in alcune edizioni un’escursione guidata nel territorio.

Il programma 2026 con orari e iniziative viene pubblicato dal Comune di Ovodda e dai canali ufficiali di Autunno in Barbagia.

Gruppo folk di Ovodda in costume tradizionale con lo stendardo del paese
© Gianni Careddu · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

Cosa mangiare e cosa portare a casa da Ovodda

A Ovodda si mangia la cucina dei pastori. Il pane carasau, la sfoglia sottile e croccante che i pastori portavano con sé per settimane, è la base di tutto. Poi ci sono i formaggi pecorini e la ricotta, i salumi, la carne arrostita e i dolci tradizionali a base di mandorle, miele e sapa, tra cui i pistiddos, preparati soprattutto nelle feste.

Da portare a casa: una pila di carasau ben incartata (si conserva a lungo), un pecorino stagionato, miele e dolci del paese. Tieni a portata di mano qualche contante per i piccoli produttori.

Il paese e i dintorni: cosa vedere vicino a Ovodda

In paese merita una sosta la parrocchiale di San Giorgio, il patrono, con il campanile in granito. In campagna, nel sito dell’antico villaggio di Oleri, si trova la chiesetta campestre di San Pietro. Il territorio conserva menhir, domus de janas (le piccole tombe scavate nella roccia dalle comunità del Neolitico) e diversi resti di nuraghi.

A breve distanza c’è il lago di Cucchinadorza, bacino artificiale circondato da boschi, parte del sistema del Taloro insieme ai laghi di Gusana e Benzone. Tutti i paesi confinanti meritano una deviazione: Gavoi, con il centro storico in granito e il lago di Gusana; Fonni, il paese più alto della Sardegna; Teti, con il villaggio nuragico di S’Urbale e il museo archeologico; e Desulo, porta del Gennargentu.

Un consiglio: nello stesso fine settimana anche Mamoiada partecipa a Cortes Apertas (6–8 novembre). I due paesi sono vicini e si possono visitare in un unico weekend.

Come arrivare a Ovodda e consigli pratici

Ovodda si raggiunge in auto. Da Nuoro servono circa 45 minuti. Dall’aeroporto e dal porto di Olbia, così come dagli aeroporti di Alghero e Cagliari, calcola circa 2 ore o poco più, percorrendo in buona parte la statale 131 e poi le strade interne della Barbagia, con molte curve.

  • Abbigliamento: a novembre a Ovodda fa fresco di giorno e freddo la sera; porta strati caldi, una giacca impermeabile e scarpe comode per le strade in pietra.
  • Quando arrivare: in mattinata, per goderti le dimostrazioni con calma e trovare parcheggio più facilmente.
  • Contanti: utili per assaggi e acquisti dai piccoli produttori.
  • Dormire: le strutture in paese sono poche; prenota presto un B&B o un agriturismo nella zona, oppure appoggiati a Nuoro, Gavoi o Fonni.

Domande frequenti su Cortes Apertas a Ovodda 2026

Quando si svolge Autunno in Barbagia a Ovodda nel 2026?

La tappa di Ovodda si svolge sabato 7 e domenica 8 novembre 2026.

Cos’è il carnevale di Ovodda?

È Mehuris de Lessìa, il carnevale del Mercoledì delle Ceneri: volti anneriti, abiti di recupero, musica improvvisata e il processo al fantoccio di Don Conte, che viene bruciato al tramonto. Non si svolge durante Cortes Apertas ma a febbraio o marzo, secondo il calendario della Quaresima.

Cos’è il canto a tenore?

È il canto tradizionale della Sardegna centrale, eseguito da quattro voci maschili (bassu, contra, mesu boghe e boghe). Dal 2005 l’UNESCO lo riconosce come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Si possono visitare Ovodda e Mamoiada nello stesso weekend?

Sì. Nel 2026 Mamoiada apre le sue cortes dal 6 all’8 novembre e Ovodda il 7 e l’8: i due paesi sono vicini e si combinano facilmente.

Fonte: www.portalesardegna.com