Sassari

Discesa dei Candelieri a Sassari 2027

Un candeliere decorato con nastri colorati tra la folla nelle vie di Sassari durante la Faradda
© Gianni Careddu · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

La Discesa dei Candelieri, in sassarese Faradda di li candareri, è la festa più amata di Sassari, che molti in città chiamano semplicemente la Festha Manna, la festa grande. Ogni anno, alla vigilia dell’Assunta, i Gremi portano a spalla enormi colonne di legno decorate, facendole danzare lungo le vie del centro. Nel 2027 l’appuntamento è sabato 14 agosto, dal tardo pomeriggio fino a sera inoltrata.

Storia dei Candelieri di Sassari e del voto alla Madonna

Le origini della festa sono molto antiche e, secondo gli storici, probabilmente pisane: a Pisa, città con cui Sassari ebbe stretti legami nel Medioevo, i fedeli offrivano alla Vergine ceri votivi portati in processione. Con il tempo le offerte di cera furono sostituite da grandi colonne di legno, i candelieri, e la processione divenne un voto all’Assunta per ottenere protezione dalla peste, che colpì Sassari più volte tra il Cinquecento e il Seicento. Già nel XVI secolo un’ordinanza regolava la discesa da piazza Castello alla chiesa di Santa Maria di Betlem.

Protagonisti della festa sono i Gremi, le antiche corporazioni di mestiere della città: massai, macellai, fabbri, viandanti, piccapietre, falegnami, contadini, calzolai, ortolani, muratori e sarti, a cui negli ultimi anni si sono aggiunti nuovi gremi. Ognuno ha il suo candeliere, i suoi colori, la sua bandiera e un Obriere Maggiore che lo guida. Dal 2013 la Faradda fa parte del patrimonio culturale immateriale UNESCO, insieme alle altre grandi macchine a spalla italiane: la Varia di Palmi, i Gigli di Nola e la Macchina di Santa Rosa di Viterbo.

Cosa vedere alla Faradda 2027: i candelieri che danzano

I candelieri e i portatori

Ogni candeliere è una colonna di legno alta circa tre metri, sormontata da un capitello e decorata con nastri colorati, bandierine e fiori, e può pesare diversi quintali. A portarlo sono otto uomini del gremio, che si danno il cambio lungo il percorso. I bambini del gremio tengono i lunghi nastri che scendono dal capitello. La cosa più bella da vedere è il ballo: al ritmo di tamburi e pifferi i portatori fanno ondeggiare e girare il candeliere, incitati dalla folla che chiede di farlo danzare ancora.

La giornata del 14 agosto

La festa comincia già dalla mattina, con la vestizione dei candelieri nelle sedi dei gremi e il Gremio dei Massai che si reca dal sindaco. Nel pomeriggio i candelieri si radunano in piazza Castello; da qui parte la discesa lungo il corso Vittorio Emanuele, la via principale del centro storico. Lungo il corso, davanti al Palazzo di Città, il sindaco e la giunta accolgono il corteo e i Massai scambiano la loro bandiera con il gonfalone del Comune. Il gremio dei Muratori fa una breve deviazione per un ballo simbolico contro la peste.

L’arrivo a Santa Maria di Betlem

La discesa termina davanti alla chiesa di Santa Maria di Betlem, dove i candelieri entrano uno dopo l’altro, in ordine inverso rispetto alla sfilata. Con una cerimonia insieme ai frati e all’arcivescovo il voto viene sciolto, per essere rinnovato l’anno successivo. Vedere i candelieri varcare la porta della chiesa, tra applausi e commozione, è uno dei momenti più intensi dell’estate sassarese.

I portatori del Gremio sollevano a spalla il candeliere durante la Faradda di Sassari
© Gianni Careddu · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

Cosa mangiare a Sassari

Sassari ha una cucina popolare tutta sua. La specialità più famosa è la fainè, sottile torta di farina di ceci di origine ligure cotta nel forno a legna, spesso con cipolle o salsiccia. I più curiosi possono provare lo zimino, grigliata di interiora, e le monzette, lumachine cucinate in umido o al forno. Da portare a casa: pecorino e formaggi del Logudoro, pane tradizionale, dolci di mandorle e una bottiglia di Moscato di Sorso-Sennori, vino dolce prodotto a pochi chilometri dalla città, oppure un Cannonau o un Vermentino.

Cosa vedere a Sassari e dintorni

Nel centro storico meritano una visita il Duomo di San Nicola con la sua facciata barocca, la Fontana di Rosello, simbolo della città, l’elegante piazza d’Italia con il palazzo della Provincia e il Museo Nazionale Sanna, con reperti dalla preistoria all’età romana. La stessa chiesa di Santa Maria di Betlem, legata ai frati minori, conserva le cappelle dei gremi e i candelieri durante l’anno.

Nei dintorni: l’altare preistorico di Monte d’Accoddi, monumento unico nel Mediterraneo, la basilica romanica della Santissima Trinità di Saccargia a Codrongianos, la basilica di San Gavino a Porto Torres e il borgo medievale di Castelsardo. Ad agosto il mare è vicino: la spiaggia di Platamona è a pochi chilometri, e in meno di un’ora si arriva a Stintino con la spiaggia della Pelosa o ad Alghero.

Come arrivare a Sassari e consigli pratici

L’aeroporto più vicino è Alghero-Fertilia, a circa mezz’ora di auto. Da Olbia servono circa un’ora e un quarto, da Cagliari circa due ore e mezza lungo la SS131. Chi arriva in traghetto può sbarcare a Porto Torres, a circa 20 minuti dalla città.

  • Orari: la discesa parte in genere nel tardo pomeriggio e si conclude in tarda serata; il programma ufficiale va verificato sul sito del Comune di Sassari.
  • Dove mettersi: il corso e piazza Castello si riempiono presto. Arriva con largo anticipo e scegli un punto lungo il percorso; nella parte finale, verso Santa Maria di Betlem, la folla è più fitta.
  • Caldo: a metà agosto le temperature sono alte, porta acqua e un cappello per le ore di attesa.
  • Traffico: il centro è chiuso alle auto, parcheggia lontano e muoviti a piedi.
  • Alloggio: il 14 agosto è vigilia di Ferragosto, prenota presto o dormi ad Alghero, Porto Torres o sulla costa.

Domande frequenti sui Candelieri di Sassari

Quando si svolge la Discesa dei Candelieri 2027?

Sabato 14 agosto 2027, vigilia dell’Assunta, dal tardo pomeriggio fino a sera.

Qual è il percorso dei Candelieri?

Da piazza Castello lungo il corso Vittorio Emanuele fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem, sempre in discesa: per questo si chiama Faradda, “discesa”.

I Candelieri sono patrimonio UNESCO?

Sì, dal 2013, all’interno della Rete delle grandi macchine a spalla italiane insieme a Palmi, Nola e Viterbo.

Si può assistere gratuitamente?

Sì, la Faradda si svolge per le strade del centro e chiunque può seguirla lungo il percorso.

Esperienze nei dintorni