Oristano

Sartiglia di Oristano 2027

Su Componidori mascherato a cavallo durante la Sartiglia di Oristano
© Sa Sartiglia (Fondazione Sa Sartiglia) · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

La Sartiglia di Oristano è la giostra equestre che ogni anno chiude il carnevale della città con corse al galoppo, maschere silenziose e acrobazie a cavallo. Nel 2027 si corre domenica 7 febbraio e martedì grasso 9 febbraio, nel centro storico di Oristano, tra la Cattedrale e via Mazzini. È uno degli appuntamenti più attesi dell’inverno sardo e vale da solo il viaggio.

Storia e significato della Sartiglia

La Sartiglia discende dai giochi d’addestramento militare diffusi in Europa nel Medioevo, quando i cavalieri si allenavano a colpire bersagli al galoppo. A Oristano i documenti più antichi conservati nell’archivio storico risalgono alla metà del Cinquecento, in pieno periodo spagnolo, e il nome stesso arriva dal castigliano sortija, “anello”: il bersaglio originario era infatti un anello, poi sostituito dalla stella. La parola si lega anche a sors, la sorte, perché la corsa è soprattutto un rito di buon auspicio.

A organizzare la festa sono due antiche corporazioni di mestiere, i gremi: il Gremio dei Contadini, legato a San Giovanni Battista, cura la corsa della domenica, mentre il Gremio dei Falegnami, legato a San Giuseppe, cura quella del martedì. Tutto comincia il 2 febbraio, giorno della Candelora, quando ciascun gremio nomina il proprio su Componidori, il capocorsa, consegnandogli un cero benedetto. Da quel momento il cavaliere prescelto porta il peso e l’onore di guidare la festa.

Il senso profondo della Sartiglia è agrario: più stelle vengono infilzate, più ricco sarà il raccolto dell’anno.

Cosa vedere alla Sartiglia 2027: vestizione, corsa alla stella e pariglie

La vestizione di su Componidori

La giornata inizia nella sede del gremio con la vestizione. Su Componidori sale su un tavolo, sa mesitta, e da quel momento non deve più toccare terra fino alla sera. Le massaieddas, ragazze in costume guidate dalla massaia manna, lo vestono e gli cuciono addosso camicia, velo e cappello, poi gli applicano la maschera di legno dall’espressione enigmatica, né maschile né femminile. Le due giornate si riconoscono anche dai colori: la maschera dei Contadini è più scura, con fiocchi rossi, quella dei Falegnami è chiara, color cera, con fiocchi rosa e azzurri. Al cavaliere viene affidata sa pipia de maiu, uno scettro fatto di mazzi di viole e pervinche con cui benedirà la folla.

La corsa alla stella

Il corteo, accompagnato da tamburini e trombettieri, raggiunge la pista di via Duomo, sotto la Cattedrale. Al centro del percorso pende da un nastro verde una stella di metallo. Su Componidori è il primo a lanciarsi al galoppo cercando di infilarla con la spada, poi tocca agli altri cavalieri che lui stesso designa, a partire dai suoi due aiutanti, su segundu e su terzu componi. Dopo la spada arriva lo stocco, un’asta di legno con cui il capocorsa tenta un’ultima volta. Ogni stella presa è accolta da un boato.

Sa remada e le pariglie

La corsa si chiude con sa remada: su Componidori percorre la pista disteso all’indietro sulla groppa del cavallo, benedicendo il pubblico con sa pipia de maiu. Nel pomeriggio la festa si sposta in via Mazzini per le pariglie, gruppi di tre cavalieri che corrono affiancati compiendo acrobazie in piedi sui cavalli lanciati al galoppo. Al tramonto, nella sede del gremio, avviene la svestizione: tolta la maschera, il “semidio” torna a essere un uomo.

Cavalieri in maschera sfilano a cavallo in via Mazzini durante la Sartiglia
© Sa Sartiglia (Fondazione Sa Sartiglia) · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Cosa mangiare a Oristano durante il carnevale

Il carnevale oristanese profuma di fritto: le zeppole (in sardo zippulas) si trovano ovunque nei giorni della Sartiglia, calde e zuccherate. Tutto l’anno la città è famosa per i mustazzolus, biscotti glassati della tradizione locale, e per la Vernaccia di Oristano, vino ambrato da meditazione prodotto nella valle del Tirso. Dalla vicina laguna di Cabras arrivano il muggine e la bottarga, ottimo ricordo da portare a casa insieme a un pecorino sardo o a una bottiglia di Vernaccia.

Cosa vedere a Oristano e dintorni

Il centro storico si gira a piedi in poche ore: la Cattedrale di Santa Maria Assunta con il campanile dalla cupola a cipolla, la Torre di Mariano II (detta anche di San Cristoforo), resto delle mura medievali, e piazza Eleonora d’Arborea, dedicata alla giudicessa che promulgò la Carta de Logu. Interessante anche l’Antiquarium Arborense. A pochi chilometri si trova la basilica romanica di Santa Giusta, affacciata sul suo stagno.

Verso ovest si apre la penisola del Sinis: le rovine fenicio-puniche e romane di Tharros, la chiesetta paleocristiana di San Giovanni di Sinis, le spiagge di chicchi di quarzo come Is Arutas e, a Cabras, il museo civico che espone i Giganti di Mont’e Prama, statue nuragiche in pietra tra le più antiche del Mediterraneo occidentale. In febbraio il Sinis è tranquillo e luminoso, perfetto per una passeggiata il lunedì tra le due corse.

Come arrivare alla Sartiglia e consigli pratici

Oristano si trova lungo la superstrada SS131 che attraversa l’isola. Dall’aeroporto di Cagliari-Elmas serve circa un’ora e un quarto di auto; da Alghero e da Olbia circa due ore. La città ha anche una stazione ferroviaria sulla linea che collega Cagliari al nord dell’isola, comoda per chi non vuole guidare. I porti più vicini per chi arriva in traghetto sono Cagliari, Porto Torres e Olbia.

  • Tribune: i posti a sedere lungo via Duomo e via Mazzini sono a pagamento e vanno acquistati per tempo tramite i canali ufficiali della Sartiglia; senza biglietto lo spazio per vedere è molto limitato.
  • Orari: la vestizione è a mezzogiorno circa e la corsa nel primo pomeriggio, ma il programma preciso va controllato ogni anno sul sito ufficiale e con il Comune.
  • Abbigliamento: febbraio può essere ventoso e umido, servono giacca e scarpe comode.
  • Alloggio: in città le camere finiscono presto; valuta anche Cabras, Santa Giusta o il Sinis.
  • Contanti: utili per bancarelle e chioschi di zeppole.

Domande frequenti sulla Sartiglia di Oristano

Quando si svolge la Sartiglia 2027?

Domenica 7 febbraio 2027, con il Gremio dei Contadini, e martedì grasso 9 febbraio 2027, con il Gremio dei Falegnami.

Chi è su Componidori?

È il capocorsa della Sartiglia, scelto dal gremio il giorno della Candelora. Mascherato e vestito secondo il rito, guida la corsa alla stella e benedice la folla; dalla vestizione alla svestizione non tocca mai terra.

Cosa significa infilare la stella?

È un segno di buon auspicio: secondo la tradizione, più stelle vengono prese durante la corsa, più l’annata agricola sarà abbondante.

Dove si svolgono la corsa e le pariglie?

La corsa alla stella si tiene in via Duomo, sotto la Cattedrale; le pariglie acrobatiche nel pomeriggio in via Mazzini.

Fonte: www.sardegnaturismo.it