Oniferi

Autunno in Barbagia a Oniferi 2026: Cortes Apertas

Il paese di Oniferi ai piedi di una collina verde
© Aggrucar · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Il 28 e 29 novembre 2026 Oniferi, piccolo paese della Barbagia di Ollolai a circa 20 km da Nuoro, apre le sue cortes per Autunno in Barbagia – Cortes Apertas. Per due giorni cortili, cantine e case del centro accolgono i visitatori con prodotti del territorio, artigianato, canto e musica. È l’occasione giusta per conoscere un borgo di tradizione pastorale che custodisce una delle necropoli preistoriche più importanti dell’interno dell’isola: le domus de janas di Sas Concas.

Cortes Apertas a Oniferi: storia e significato

In sardo cortes apertas significa “cortili aperti”. Nei paesi della Barbagia la corte era il cuore della casa: lo spazio interno dove si faceva il pane, si conservavano vino e formaggi, si lavorava la lana e si accoglievano parenti e vicini. Aprire le corti ai forestieri vuol dire mostrare la vita quotidiana di un paese, non una sua versione da cartolina.

Da questa idea è nato il circuito Autunno in Barbagia, promosso dalla Camera di Commercio di Nuoro, che da settembre a dicembre porta ogni fine settimana i visitatori in un centro diverso del Nuorese. Ogni paese racconta se stesso: le sue ricette, i suoi mestieri, le sue feste.

Oniferi conta circa 900 abitanti, distribuiti in sei rioni storici – su Nodu, monte Ormina, santu Juvanne, su Cantaru, su Pizu de s’Ortu, Untana e Sant’Antoni – e ha origini medievali, anche se il suo territorio è abitato fin dal Neolitico. È anche uno dei centri del canto a tenore, il canto polifonico a quattro voci maschili che l’UNESCO ha riconosciuto patrimonio immateriale dell’umanità: i gruppi di Oniferi hanno portato questa tradizione anche all’estero.

Cosa vedere e cosa succede durante l’evento

Durante le Cortes Apertas il centro storico diventa un percorso a piedi tra corti e case private aperte per l’occasione. Di solito si trovano:

  • degustazioni di pane, formaggi, salumi, dolci e vino preparati da famiglie, associazioni e piccoli produttori;
  • artigiani al lavoro e mostre di oggetti e strumenti della vita contadina e pastorale;
  • canto a tenore e musica tradizionale, che a Oniferi hanno un ruolo speciale;
  • visite alle chiese e, quando organizzate, ai siti archeologici del territorio.

Il programma preciso (orari, corti aperte, visite guidate, spettacoli) viene pubblicato dal Comune di Oniferi e dagli organizzatori nei giorni precedenti: controllalo prima di partire.

In paese merita una sosta la chiesa parrocchiale di Sant’Anna, di origine quattrocentesca, più volte rimaneggiata e ricostruita a tre navate nel Novecento. Ancora più suggestiva è la vecchia parrocchiale di San Gavino martire, del XV secolo, isolata in un prato: San Gavino, antico patrono, si festeggia a fine ottobre.

La chiesa quattrocentesca di San Gavino a Oniferi
© Aggrucar · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Cosa mangiare a Oniferi e cosa portare a casa

La cucina di Oniferi è quella della Barbagia pastorale: semplice, legata alle stagioni e agli animali allevati sui pascoli intorno al paese. Tra le cose da cercare nelle corti:

  • pane carasau e altri pani tradizionali cotti nel forno a legna;
  • formaggi di pecora e ricotta dei pastori locali;
  • salsiccia e salumi stagionati;
  • dolci tradizionali a base di mandorle, miele e sapa;
  • vino rosso del territorio, spesso offerto direttamente dalle famiglie.

Da portare a casa: un formaggio stagionato, un pacco di carasau (si conserva a lungo ed è leggero in valigia), miele, vino e qualche oggetto di artigianato. Molti espositori sono piccoli produttori: tieni a portata di mano un po’ di contanti.

Cosa vedere a Oniferi e dintorni

La necropoli di Sas Concas

La ragione per cui molti scoprono Oniferi è Sas Concas, una necropoli di circa venti domus de janas – letteralmente “case delle fate”, tombe scavate nella roccia – ricavate in uno sperone di trachite accanto alla strada per Nuoro. Risale all’età del Rame, intorno al terzo millennio a.C., ed è considerata la più grande e antica della Barbagia. Su alcune pareti sono incise figure umane stilizzate capovolte, forse immagini dei defunti; la cosiddetta Tomba dell’Emiciclo ha un’anticamera, una cella semicircolare con soffitto inclinato e cinque cellette secondarie. Le domus de janas sono un patrimonio così importante che nel 2025 l’UNESCO ha iscritto una selezione di questi siti sardi nella Lista del Patrimonio Mondiale.

Nuraghi, menhir e paesaggio

Il territorio conta una quarantina di nuraghi, tra cui Ola, Murtas, Badu Pedrosu e Brodu, oltre a dolmen, menhir e tombe dei giganti. Meritano una menzione anche le necropoli di Brodu e di sos Settiles, quest’ultima circondata da menhir. Il paese, a quasi 500 metri di quota, guarda verso il Gennargentu e la valle di sa Costa, coperta di sugherete, querce, lecci e olivastri e attraversata dal Rivu Mannu, affluente del Tirso.

I paesi vicini

A pochi minuti ci sono Orani, con il Museo Nivola dedicato allo scultore Costantino Nivola, Sarule, ai piedi del Monte Gonare con il suo santuario, Orotelli e Olzai.

Come arrivare a Oniferi e consigli pratici

Oniferi si trova lungo la superstrada SS131 DCN (Abbasanta–Nuoro–Olbia), il che la rende una delle tappe più comode da raggiungere.

  • Da Olbia (aeroporto e porto): circa 1 ora e un quarto di auto lungo la SS131 DCN.
  • Da Cagliari: circa 2 ore, con la SS131 fino ad Abbasanta e poi la DCN verso Nuoro.
  • Da Alghero: circa 1 ora e mezza.

L’auto è praticamente indispensabile: i mezzi pubblici nei fine settimana sono limitati. A fine novembre in Barbagia fa freddo, soprattutto la sera: porta giacca pesante, scarpe comode per le strade in pietra e un ombrello. Arriva in tarda mattinata per goderti le corti con calma prima della folla del pomeriggio. I posti letto in paese sono pochi: prenota per tempo a Oniferi, nella vicina Orani o a Nuoro.

Domande frequenti su Cortes Apertas a Oniferi

Quando si svolge Autunno in Barbagia a Oniferi nel 2026?

Sabato 28 e domenica 29 novembre 2026.

Cosa sono le domus de janas di Sas Concas?

Sono circa venti tombe scavate nella roccia di trachite durante l’età del Rame, alcune con incisioni di figure umane capovolte. Si trovano nel territorio di Oniferi, accanto alla strada per Nuoro.

Serve pagare per visitare le corti?

Passeggiare per il paese e visitare le corti aperte normalmente non richiede un biglietto, mentre degustazioni e prodotti si pagano presso i singoli espositori. Eventuali visite guidate possono avere regole proprie: verifica nel programma ufficiale.

Oniferi è adatta alle famiglie con bambini?

Sì: il centro è piccolo e si gira a piedi, e tra artigiani, animali, musica e archeologia c’è molto da scoprire anche per i più piccoli. Tieni presente che le strade sono in pendenza e in pietra, quindi un passeggino robusto o un marsupio sono più pratici.

Fonte: www.portalesardegna.com