Autunno in Barbagia a Desulo 2026: Cortes Apertas

Sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre 2026 Desulo apre le sue cortes per la tappa di Autunno in Barbagia, il circuito di Cortes Apertas che in autunno porta i visitatori nei paesi dell’interno della Sardegna. Qui la festa ha un nome tutto suo, La Montagna Produce, ed è una delle più longeve dell’isola: due giorni tra castagne, torrone, formaggi di montagna, legno lavorato a mano e il costume desulese, tra i più colorati della Sardegna.
Storia e significato di La Montagna Produce a Desulo
Desulo si trova a circa 900 metri di quota, sul versante occidentale del Gennargentu, il massiccio più alto della Sardegna, ed è uno dei centri della Barbagia di Belvì. Il paese è nato dall’unione di tre villaggi un tempo separati: Asuai, Ovolaccio e Issiria. Solo con la costruzione della strada e l’espansione edilizia del secondo Novecento i tre rioni si sono saldati in un unico abitato, ma ancora oggi ognuno conserva vicoli, case in scisto e chiese proprie.
Per secoli la montagna ha dato tutto: castagne e noci, legname, pascoli per pecore e capre. E i desulesi sono stati anche viaggiatori: da Asuai partivano i venditori ambulanti che giravano la Sardegna con i prodotti del paese, tanto che davanti alla chiesa di San Sebastiano una piazza è dedicata a loro. La Montagna Produce nasce proprio da qui: mostrare cosa sa fare un paese di montagna, dal campo al laboratorio.
Autunno in Barbagia è nato nel 1996 a Oliena, quando alcune famiglie aprirono i cortili di casa ai visitatori; dal 2001 ha il nome attuale ed è promosso dalla Camera di Commercio di Nuoro con l’azienda speciale ASPEN e i Comuni.
Cosa vedere a Desulo durante Cortes Apertas
Il centro storico, con i suoi vicoli stretti e le case in pietra dalle porte e finestre spesso bordate di azzurro, diventa un percorso di cortili aperti. Nelle ultime edizioni il cuore della festa è stato il rione di Asuai, con assaggi lungo le strade, ma la visita vale in tutti e tre i quartieri. Ecco cosa aspettarsi:
- Artigianato del legno: Desulo ha una lunga tradizione di intaglio, e durante la festa gli artigiani espongono e lavorano davanti al pubblico.
- Il costume tradizionale: in orbace (il panno di lana grezza tessuto in casa) rosso, arricchito da ricami e da stoffe preziose come velluto e damasco. È l’immagine stessa del paese, e alcune donne anziane lo indossano ancora ogni giorno.
- Il Premio Montanaru: durante La Montagna Produce si assegna il premio letterario intitolato ad Antioco Casula, detto Montanaru, il grande poeta in lingua sarda nato a Desulo.
- Sfilate e musica: nelle ultime edizioni si sono visti gruppi in costume e maschere tradizionali da varie parti dell’isola, cori e serate musicali.
Il programma cambia ogni anno: per orari, sfilate e concerti dell’edizione 2026 fai riferimento al Comune di Desulo e ai canali ufficiali di Autunno in Barbagia.

Cosa mangiare e cosa portare a casa da Desulo
A fine ottobre la montagna dà il meglio. Le castagne, arrostite in strada o lavorate in dolci, sono le protagoniste. Accanto trovi il torrone, uno dei prodotti più legati ai venditori desulesi, i formaggi di pecora e capra, la ricotta, i salumi di montagna e il succo di mele delle varietà locali.
Da portare a casa: un pezzo di torrone, castagne o nocciole, un formaggio stagionato e, se cerchi un ricordo che duri, un oggetto in legno intagliato da un artigiano del paese. Molti piccoli produttori accettano solo contanti.
Il paese e i dintorni: cosa vedere vicino a Desulo
A Desulo merita una visita la Casa museo di Montanaru, la casa natale del poeta nel rione di Ovolaccio, oggi museo etnografico con abiti tradizionali, attrezzi del lavoro agricolo e pastorale, oggetti di casa e la biblioteca di Casula. Da vedere anche la vecchia parrocchiale di Sant’Antonio Abate, il patrono, in onore del quale a metà gennaio si accendono i fuochi, e le chiese di Santa Croce e San Sebastiano.
Il territorio è ricco di archeologia: domus de janas, cioè le piccole tombe scavate nella roccia dalle comunità del Neolitico, una tomba di giganti e diversi nuraghi, tra cui alcuni ad altissima quota. Nei boschi intorno al paese si incontrano ancora le pinnettas, le capanne in pietra dei pastori.
Per chi ama camminare, il passo di Tascusì, a circa 1.250 metri, è il punto di partenza per escursioni verso Bruncu Spina e Punta La Marmora (1.834 metri), la cima più alta della Sardegna. Nei dintorni ci sono anche Tonara, famosa per il torrone, e Aritzo, paese delle castagne, mentre verso nord si raggiunge Fonni.
Come arrivare a Desulo e consigli pratici
Desulo è nel cuore dell’isola, lontano dalle grandi strade: la macchina è il modo più comodo per arrivarci. Da Nuoro servono circa 1 ora di auto passando per Fonni; da Cagliari e dal suo aeroporto circa 2 ore e mezza; dall’aeroporto e dal porto di Olbia e dall’aeroporto di Alghero si viaggia per poco più di 2 ore. L’ultimo tratto è tutto curve di montagna.
- Abbigliamento: a fine ottobre a 900 metri fa freddo, soprattutto la sera, e può piovere. Porta una giacca calda, strati e scarpe comode per le strade in pendenza.
- Orari: arriva in mattinata, quando c’è meno folla e i cortili sono più tranquilli. Il 1° novembre è festivo e il paese si riempie.
- Contanti: tienine sempre un po’ con te per assaggi e acquisti.
- Dormire: in paese e nei dintorni ci sono B&B e agriturismi, ma i posti finiscono presto: prenota con anticipo, oppure considera Nuoro come base.
Domande frequenti su Cortes Apertas a Desulo 2026
Quando si svolge Autunno in Barbagia a Desulo nel 2026?
La tappa di Desulo, La Montagna Produce, si svolge sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre 2026.
Cos’è La Montagna Produce?
È il nome della festa di Desulo all’interno di Autunno in Barbagia: una rassegna di prodotti agroalimentari, artigianato e cultura del paese, con cortili aperti, assaggi, mostre e il Premio letterario Montanaru.
Si può fare un’escursione sul Gennargentu nello stesso weekend?
Sì, se il meteo lo permette. Dal passo di Tascusì partono sentieri verso Bruncu Spina e Punta La Marmora. A novembre il tempo in quota cambia rapidamente: parti presto, vestiti a strati e informati sulle condizioni prima di salire.
Chi era Montanaru?
Montanaru è lo pseudonimo di Antioco Casula, poeta nato a Desulo e tra le voci più importanti della poesia in lingua sarda della prima metà del Novecento. La sua casa natale è oggi un museo etnografico.
Fonte: www.portalesardegna.com



