Secondo piatto · PAT

Porceddu, il maialetto arrosto sardo

Porceddu, maialetti sardi da latte che arrostiscono allo spiedo accanto alla brace
© Japs 88 · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

In Sardegna una festa senza porceddu non è davvero una festa. Il maialetto da latte arrostito lentamente accanto alla brace, con la cotenna dorata che scrocchia sotto il coltello e la carne che si scioglie in bocca, è il piatto che mette d’accordo tutti: famiglie, pastori, compagnie di amici. Il nome cambia da zona a zona – porcheddu nel Logudoro e in Barbagia, porceddu e proxeddu nel Campidano – ma il rito è lo stesso: fuoco di legna, pazienza e qualcuno che gira lo spiedo raccontando storie.

Storia e significato

Il porceddu nasce nella cucina pastorale. Per le famiglie di un tempo il maiale era una ricchezza: sacrificare un maialino da latte significava rinunciare a prosciutti, salsicce, strutto e sanguinaccio che l’animale adulto avrebbe dato. Per questo era un cibo da grandi occasioni – la Pasqua, il Natale, i matrimoni, le feste del paese – e non un piatto di tutti i giorni.

Secondo alcune fonti l’arte della cottura allo spiedo girevole si sarebbe affinata durante il lungo periodo di dominazione spagnola, ma l’abitudine di cuocere la carne sul fuoco all’aperto, nelle campagne, è antica quanto la pastorizia sarda. Ancora oggi preparare il porceddu è un gesto di ospitalità: si fa per gli amici, per gli ospiti, per celebrare.

La preparazione e le varianti

Si usa un maialino da latte di pochi chili – in genere tra i 4 e i 7 kg, di poche settimane di vita. Pulito, aperto e infilzato nello spiedo, viene sistemato accanto alla brace, non sopra: la cottura è lenta, anche 4-5 ore, con il calore che arriva di lato. La legna è quella profumata delle campagne sarde, e il sale si dà con attenzione, spesso a cottura avviata, perché la cotenna diventi croccante e la carne resti tenera.

  • Allo spiedo: il metodo più diffuso, con gli spiedi piantati in verticale o inclinati attorno al fuoco;
  • A carraxiu: la cottura antica dei pastori, in una buca scavata nel terreno, con braci e rami aromatici sopra e sotto la carne;
  • Ammurtau: appena cotto, il maialino viene adagiato e coperto con rametti di mirto, che gli lasciano il loro profumo mentre riposa;
  • Al forno: la soluzione di casa e di molti ristoranti, quando non c’è il caminetto o lo spazio per il fuoco all’aperto.

Ogni famiglia ha i suoi segreti: chi aromatizza con mirto e alloro, chi con timo o rosmarino, chi pennella la cotenna con il lardo durante la cottura.

Prodotto agroalimentare tradizionale

Il suinetto sardo da latte (porcheddu) è inserito nell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) della Sardegna. Non ha una DOP o IGP, ma è uno dei simboli più forti della nostra cucina.

Per molti anni, a causa della peste suina africana, i suini sardi e le loro carni non potevano lasciare l’isola: il divieto, in vigore dal 2011, è stato rivisto dall’Unione Europea a fine 2022. Un motivo in più per dire che il porceddu vero si mangia qui.

Come si mangia

Il porceddu si taglia a pezzi con il coltello – mai con le forbici, dicono i puristi – e si serve caldo, spesso su un tagliere, a volte di sughero, con i rametti di mirto. Si mangia con le mani, senza fretta. Accanto non possono mancare il pane carasau o il pistoccu, qualche oliva, verdure di stagione e un buon Cannonau. Per chiudere, una seada al miele e un bicchierino di mirto.

Dove gustarlo

Il porceddu si trova in tutta l’isola, ma il posto giusto è l’agriturismo dell’entroterra: in Barbagia, a Oliena, Orgosolo, Dorgali, Mamoiada e Fonni, e in Ogliastra, molti agriturismi lo cuociono ancora alla brace, spesso su prenotazione. I paesi del Gennargentu, come Desulo e Aritzo, sono altre mete classiche. D’estate le feste di paese sono l’occasione per vederlo girare sugli spiedi: nel 2026 Arbatax, a Tortolì, ha ospitato la prima Sagra del Porceddu. E chi vuole capire davvero il rito può cercare un’esperienza in azienda agricola, dove si prepara il fuoco insieme ai padroni di casa.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra porceddu e porchetta?

La porchetta è un maiale più grande, disossato, farcito e cotto in forno; il porceddu è un maialino da latte di pochi chili, cotto intero accanto alla brace, con la cotenna croccante.

Quanto tempo ci vuole per cuocerlo?

Allo spiedo servono in genere 4-5 ore di cottura lenta, a una certa distanza dal fuoco. Fretta e fiamma diretta sono i due nemici del porceddu.

Cos’è il porceddu a carraxiu?

È la cottura più antica: il maialino viene sistemato in una buca nel terreno, tra braci e rami aromatici, e lasciato cuocere lentamente coperto di terra e fronde.

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