Cosa fare a Mamoiada
Cosa vedere e fare a Mamoiada: Mamuthones e Issohadores, Museo delle Maschere Mediterranee, Sa Perda Pintà, cantine di Cannonau e feste.

Stiamo raccogliendo le prime esperienze per questa zona. Torna presto, oppure segnalaci un operatore che conosci.
Mamoiada è un paese della Barbagia di Ollolai a circa 640 metri di quota, a circa 15 km da Nuoro. È la patria dei Mamuthones e degli Issohadores, le maschere più famose della Sardegna, ed è anche una delle zone più vocate per il Cannonau, con decine di piccole cantine. Vale la visita per il Museo delle Maschere Mediterranee, per la misteriosa stele di Sa Perda Pintà e per l'atmosfera di un paese che vive le sue tradizioni tutto l'anno. È perfetto per chi ama la cultura popolare, il vino e l'archeologia.
Cosa vedere a Mamoiada
Il Museo delle Maschere Mediterranee
È la tappa obbligata e tra i musei più visitati della Sardegna. Racconta i Mamuthones e gli Issohadores, con i costumi, i campanacci e le maschere in legno, e li mette a confronto con le maschere tradizionali di altri paesi d'Europa e del Mediterraneo. Un video e le sale allestite fanno vivere il rito anche a chi non può assistere al carnevale.
Il Museo della cultura e del lavoro
Raccoglie oggetti, attrezzi e testimonianze della vita agropastorale del paese: un buon complemento al museo delle maschere per capire la comunità mamoiadina.
Sa Perda Pintà, la stele di Boeli
È una grande lastra di granito alta circa 2,7 metri, scoperta per caso nel 1997 nel giardino di una casa. È decorata con motivi concentrici o a spirale e numerose coppelle: un monumento preistorico unico, il cui significato è ancora dibattuto.
Le chiese
Nel centro merita una visita la chiesa di Nostra Signora di Loreto, costruita probabilmente intorno al 1600, con una cupola riccamente affrescata. A circa 5 km dal paese, sull'altopiano, sorge il santuario dei Santi Cosma e Damiano (Santu Cosomo), circondato da una cinquantina di casette per i pellegrini, le umbissìas.
Cosa fare a Mamoiada
- Degustazioni di Cannonau: Mamoiada conta circa un centinaio di cantine, per lo più piccole e familiari, su circa 350 ettari di vigneto. Visitarne una e assaggiare il vino con chi lo produce è una delle esperienze più belle del paese.
- Incontrare gli intagliatori di maschere: alcuni artigiani intagliano ancora a mano le maschere in legno di Mamuthones e Issohadores; vederli all'opera è affascinante.
- Escursioni: tra vigneti, campagne e altipiani, verso il santuario di Santu Cosomo e le colline della Barbagia.
- Itinerari archeologici: Sa Perda Pintà e i siti preistorici del territorio, magari con una guida.
Qui sotto trovi le esperienze proposte dagli operatori di Mamoiada e dintorni, dalle cantine ai tour culturali: scegli e prenota la tua.
Storia
Il territorio era abitato già in età preistorica, come testimonia la stele di Sa Perda Pintà, e conserva tracce nuragiche. Nel Medioevo Mamoiada fece parte del Giudicato di Arborea; dopo la sua caduta nel 1420 passò al marchesato di Oristano e poi agli Aragonesi. Nel 1604 fu unita al Ducato di Mandas e venne riscattata nel 1839, con la fine del feudalesimo. Le origini dei Mamuthones restano misteriose: molti studiosi le collegano a riti agrari e pastorali antichissimi.
Cosa mangiare e cosa comprare
Il prodotto simbolo è il Cannonau di Mamoiada, rosso intenso e profumato. Accanto al vino, la cucina barbaricina: pecorino, salumi, carni arrosto, pane carasau e dolci tradizionali delle feste. Da portare a casa: una bottiglia acquistata direttamente in cantina e, per un ricordo unico, una maschera in legno intagliata dagli artigiani del paese.
Feste e tradizioni
- Sant'Antonio Abate (16–17 gennaio): si accendono i grandi falò e il 17 gennaio i Mamuthones e gli Issohadores escono per la prima volta dell'anno, danzando attorno ai fuochi.
- Carnevale (tra febbraio e marzo): i Mamuthones, con maschere nere di legno, pelli di pecora e pesanti campanacci sulla schiena, avanzano con passi cadenzati; gli Issohadores, con maschera bianca e corpetto rosso, li guidano e lanciano la soha, una fune, per "catturare" gli spettatori.
- Santi Cosma e Damiano (26–27 settembre): festa al santuario campestre di Santu Cosomo.
- Autunno in Barbagia: in autunno il paese apre cantine, case e cortili ai visitatori.
Dintorni
- Nuoro: musei, Monte Ortobene e la casa di Grazia Deledda, a circa 20 minuti.
- Orgosolo: il paese dei murales, alle porte del Supramonte.
- Fonni: la montagna del Gennargentu e il carnevale degli Urthos e Buttudos.
- Gavoi e il lago di Gusana: un paese in granito e un lago tra i boschi.
- Oliena: il Monte Corrasi e la sorgente di Su Gologone.
Come arrivare e quando andare
Mamoiada è a circa 20 minuti da Nuoro. L'aeroporto più vicino è Olbia, a circa un'ora e un quarto d'auto; Cagliari è a circa due ore, lungo la SS131 e poi la strada per la Barbagia. Il periodo più emozionante è gennaio–febbraio, per Sant'Antonio e il carnevale; l'autunno è perfetto per la vendemmia e le cantine, mentre primavera ed estate sono ideali per escursioni e musei.
Domande frequenti
Quando si possono vedere i Mamuthones?
Tradizionalmente il 17 gennaio, per Sant'Antonio, e durante il carnevale; in altri periodi possono comparire in occasioni speciali. Il museo delle maschere ne racconta la storia tutto l'anno.
Si possono visitare le cantine di Mamoiada?
Sì, molte cantine accolgono i visitatori per degustazioni, di solito su prenotazione.
Quanto tempo serve per visitare Mamoiada?
Mezza giornata per museo e centro; una giornata intera aggiungendo una cantina e Sa Perda Pintà.
Mamoiada è adatta alle famiglie?
Sì: il museo delle maschere affascina i bambini, e il carnevale è uno spettacolo che si ricorda a lungo.





