Barbagia e Nuorese · Provincia di Nuoro

Cosa fare a Orgosolo

Cosa vedere a Orgosolo: i murales, il Supramonte, la foresta di Montes, il Monte Novo San Giovanni, pranzo con i pastori, canto a tenore e feste.

Orgosolo, Sardegna
© Lamberto Zannotti · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

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Orgosolo è un paese di pastori nel cuore della Barbagia, a circa 620 metri di quota e a una mezz'ora d'auto da Nuoro. È famoso in tutto il mondo per i suoi murales, che trasformano le facciate delle case in un grande racconto di storia, lotte sociali e vita quotidiana. Alle sue spalle si apre il Supramonte, uno dei territori più selvaggi d'Italia, tra altopiani calcarei, foreste antiche e gole profonde. È la meta giusta per chi cerca la Sardegna più autentica: viaggiatori curiosi, escursionisti e appassionati di cultura popolare.

Cosa vedere a Orgosolo

I murales

Il primo murale fu dipinto nel 1969 da un collettivo milanese; dal 1975 l'insegnante Francesco Del Casino, insieme ai suoi studenti, ne realizzò molti lungo il corso principale, e poi si aggiunsero artisti locali e di altri paesi. Oggi sono ben più di centocinquanta: parlano di pastori e di lavoro, di guerre e di diritti, di fatti sardi e internazionali. Passeggiare lungo Corso Repubblica e nelle vie laterali è come sfogliare un libro di storia a cielo aperto.

Il centro e le chiese

Il paese conserva diverse chiese antiche: la parrocchiale di San Pietro, del Trecento, la piccola Sant'Antonio, tra le più antiche del paese, San Nicola, del Quattrocento, e la chiesa dell'Assunta, del Seicento.

La foresta di Montes e il Monte Novo San Giovanni

A sud del paese si estende la foresta di Montes, con lecci, tassi, agrifogli e ginepri secolari e le pinnettos, le capanne in pietra e legno dei pastori. Qui nasce il fiume Cedrino, alla sorgente di Funtana Bona. Su tutto domina il Monte Novo San Giovanni, una cima calcarea di oltre 1300 metri da cui si gode un panorama a perdita d'occhio sul Supramonte e sul Gennargentu.

Il Supramonte e l'archeologia

Il Supramonte di Orgosolo è un altopiano carsico di grotte, doline e pareti di roccia bianca. Tra le sue meraviglie c'è la dolina di Su Suercone, larga circa 500 metri, mentre ai margini del territorio si apre la gola di Gorropu, uno dei canyon più profondi d'Europa. Il territorio conta inoltre una trentina di nuraghi, tombe dei giganti, menhir e domus de janas, le tombe scavate nella roccia.

Cosa fare a Orgosolo

Il modo migliore per scoprire il Supramonte è con una guida esperta: il territorio è vasto, poco segnalato e povero d'acqua, e un accompagnatore ti porta nei punti più belli in sicurezza. Si può partire in fuoristrada verso Montes e il Monte Novo San Giovanni, camminare tra boschi e altopiani, fare trekking verso le doline o raggiungere il canyon di Gorropu. Un'esperienza tipica è il pranzo con i pastori, all'aperto, con carni arrosto, formaggi e canti a tenore. In paese vale la pena fare una visita guidata dei murales, per capire il significato e la storia di ogni dipinto. Gli operatori del posto propongono escursioni, tour in 4x4 e giornate con i pastori: le trovi qui sotto, pronte da prenotare.

Storia

Il territorio è abitato dal Neolitico, come mostrano domus de janas e menhir, e in età nuragica era punteggiato di torri e villaggi; sono stati trovati anche materiali punici e romani. Il paese compare nei documenti dal Trecento, legato al giudicato di Arborea, e poi passò sotto gli Aragonesi e diversi feudatari. Per secoli l'economia è stata quella della pastorizia transumante. Nel Novecento Orgosolo divenne noto per il fenomeno del banditismo, raccontato nel film Banditi a Orgosolo (1961) di Vittorio De Seta, e per la protesta di Pratobello del 1969, quando migliaia di abitanti occuparono pacificamente i pascoli destinati a un poligono militare, fino al ritiro dell'esercito. Da quella stagione di lotte nacquero anche i murales.

Cosa mangiare e cosa comprare

La cucina è quella pastorale della Barbagia: maialetto e agnello arrosto, pecorino, pane carasau, e sa purpuzza, carne di maiale macinata e speziata, tipica del periodo della macellazione. Si accompagna con il Cannonau della zona. Il prodotto più singolare è su lionzu, la benda di seta gialla del costume femminile, ottenuta da bachi allevati in paese e tinta con lo zafferano: un'arte rarissima. Si trovano anche coltelli artigianali e tessuti.

Feste e tradizioni

  • Sant'Antonio abate (17 gennaio): grandi fuochi nelle piazze.
  • San Marco (25 aprile): distribuzione di sa ita, pane e carne offerti ai fedeli.
  • Assunta (15 agosto): la festa più importante, con la processione della Madonna dormiente, i costumi tradizionali e sa vardia, la spettacolare corsa dei cavalli per le vie del paese.
  • Gustos e Nuscos (ottobre): la tappa di Orgosolo di Autunno in Barbagia, con case aperte e sapori locali.

Orgosolo è una delle patrie del canto a tenore, il canto polifonico a quattro voci riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità.

Dintorni

  • Oliena (circa 25 minuti): la sorgente di Su Gologone e il Monte Corrasi.
  • Mamoiada (circa 20 minuti): il museo delle maschere e i Mamuthones.
  • Nuoro (circa 30 minuti): musei e la casa di Grazia Deledda.
  • Dorgali e Cala Gonone (circa un'ora): il mare del Golfo di Orosei.

Come arrivare e quando andare

Orgosolo si raggiunge in auto da Nuoro in circa mezz'ora. L'aeroporto e il porto più vicini sono quelli di Olbia, a circa un'ora e mezza; da Cagliari servono circa due ore e mezza. Primavera e autunno sono perfetti per le escursioni nel Supramonte, con temperature miti e boschi in fiore o colorati; d'estate conviene camminare al mattino presto. Metà agosto è il momento giusto per la festa dell'Assunta.

Domande frequenti

Quanti murales ci sono a Orgosolo?

Sono più di centocinquanta e il numero cresce nel tempo; i più noti si trovano lungo Corso Repubblica.

Quanto tempo serve per visitare Orgosolo?

Due o tre ore bastano per i murales e il centro; per il Supramonte o la foresta di Montes calcola almeno una giornata intera.

Si può visitare il Supramonte da soli?

Solo se sei un escursionista esperto e ben preparato: i sentieri sono poco segnati e l'acqua è scarsa. Per la maggior parte dei visitatori è consigliata una guida.

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