Cosa fare a Padru
Cosa vedere e fare a Padru, vicino a Olbia: Monte Nieddu, Pedrabianca, il belvedere Sa Contra 'e s'Ifferru, Santu Miali, trekking e mountain bike.

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Padru è un giovane comune dell'entroterra nord-orientale, a circa 30 minuti d'auto da Olbia, diventato autonomo da Buddusò solo nel 1996. Il paese è piccolo, ma il territorio è vasto e selvaggio: foreste di lecci e sughere, rocce di granito e quarzo, borghi sparsi e panorami che arrivano fino a Tavolara. È la meta ideale per chi cerca trekking, mountain bike e natura vera a due passi dal mare di San Teodoro.
Cosa vedere a Padru
Monte Nieddu e le foreste
La foresta demaniale di Monte Nieddu, che sfiora i 1.000 metri, offre viste sulla costa di San Teodoro e sull'area marina di Tavolara. Il territorio comprende anche le foreste di Sa Pianedda, S'Ozzastreddu e Usinavà, tra leccete, sugherete e macchia mediterranea, e confina con il parco di Tepilora.
Sa Contra 'e s'Ifferru
Il nome significa più o meno «la roccia che porta all'inferno», ma il belvedere regala una vista a 360 gradi sulle vallate della Sardegna centrale, fino al Gennargentu.
Pedrabianca
Piccola frazione con case di pietra e fango costruite su rocce bianche di quarzo, ai margini del parco di Tepilora. Lungo la strada si incontra la formazione rocciosa di Sa Conchedda de fizza ona.
Santu Miali
Complesso archeologico a circa 1 km dal paese verso Olbia: resti di un edificio romano, forse una villa rustica, una necropoli di 15 sepolture e i ruderi di due chiese medievali. Nelle tombe è stato trovato un tesoretto di circa 3.500 denari d'argento.
Chiese
In paese c'è la chiesa di San Michele, inaugurata nel 1849; nella frazione di Sa Serra sorge la chiesa campestre di Sant'Elia.
Cosa fare a Padru
Qui si viene per il trekking e la mountain bike sui sentieri forestali, per le passeggiate a cavallo e per il kayak sui fiumi. In autunno i boschi si riempiono di funghi, mentre nelle aree picnic si trovano sorgenti come quella di Sos Pantamos. Gli amanti della fotografia possono esplorare i villaggi abbandonati di Poltolu, Baddevera e Piras. Scopri qui sotto le escursioni proposte dagli operatori del posto.
Storia
Le origini sono poco documentate: forse un presidio militare romano, certamente un insediamento di pastori nel Settecento. Il nome Padru compare nel 1777 nei registri parrocchiali di Buddusò, del cui territorio fece parte fino al 1996, quando un referendum portò all'autonomia comunale.
Cosa mangiare e cosa comprare
La cucina è quella pastorale del nord-est: formaggi di pecora e capra, carni arrosto, pane carasau e dolci tradizionali. Lo stemma, con uva e un'ape, richiama vino e miele. In autunno, i funghi dei boschi.
Feste e tradizioni
A fine maggio si festeggia Sant'Elia nella chiesetta di Sa Serra. In paese si parla il sardo logudorese, mentre nella frazione di Biasì si parla gallurese.
Dintorni
- Parco di Tepilora, tra foreste e fiumi.
- San Teodoro, con le spiagge di La Cinta e Cala Brandinchi.
- Loiri Porto San Paolo e la vista su Tavolara.
- Buddusò e Alà dei Sardi, sull'altopiano granitico.
- Olbia, con il centro storico e il museo archeologico.
Come arrivare e quando andare
L'aeroporto e il porto di Olbia sono a circa 30 minuti d'auto. Primavera e autunno sono le stagioni migliori per il trekking; in estate puoi alternare escursioni al mattino e mare nel pomeriggio.
Domande frequenti
Padru ha il mare?
No, è nell'interno, ma le spiagge di San Teodoro sono a circa 30 minuti d'auto.
Padru è adatta per il trekking?
Sì: foreste demaniali, belvedere e sentieri la rendono una delle mete escursionistiche più interessanti vicino a Olbia.
Quanto tempo serve?
Una giornata per un'escursione e Pedrabianca; un weekend per esplorare foreste e parco.







