Gallura e Costa Smeralda · Provincia della Gallura Nord-Est Sardegna

Cosa fare a Olbia

Cosa vedere e fare a Olbia: San Simplicio, museo archeologico, nuraghi, spiagge di Pittulongu e Porto Istana, gite a Tavolara, cozze e feste.

Olbia, Sardegna
© Superbass · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

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Olbia si affaccia sull'omonimo golfo, nel nord-est della Sardegna, ed è per molti la prima immagine dell'isola: qui atterrano gli aerei e arrivano i traghetti. Ma fermarsi solo il tempo di ritirare l'auto a noleggio sarebbe un peccato. Dietro il porto c'è una città viva, con un centro pedonale pieno di locali, una storia lunga tremila anni e, a pochi minuti, spiagge di sabbia chiara con l'isola di Tavolara all'orizzonte. È la base ideale per chi vuole esplorare la Gallura e la Costa Smeralda senza rinunciare alle comodità di una città, ed è adatta a famiglie, coppie e a chi ama muoversi ogni giorno verso un posto diverso.

Cosa vedere a Olbia

Basilica di San Simplicio

È il monumento simbolo della città: una chiesa romanica in granito costruita tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo, sobria ed elegante, dedicata al patrono. È considerata il più importante edificio religioso medievale del nord-est sardo. Sotto e attorno alla basilica si estende un'antica necropoli con circa 450 sepolture di età punica, romana e cristiana, visitabile come museo.

Centro storico e chiesa di San Paolo

Il cuore di Olbia ruota attorno a corso Umberto, la via dello struscio, tra piazzette, negozi e tavolini all'aperto. Qui si trova la chiesa di San Paolo, riconoscibile da lontano per la cupola rivestita di maioliche colorate, costruita sopra resti di epoca punica e romana. In via Torino si vedono ancora tratti delle mura cartaginesi.

Museo Archeologico

Sorge sull'isolotto di Peddone, nel porto vecchio, in un edificio moderno. Racconta la storia della città dalle origini al Medioevo e conserva i resti delle navi romane e medievali emerse nel 1999, durante i lavori per il tunnel del porto: ventiquattro relitti che fanno di Olbia uno dei luoghi più importanti per l'archeologia navale nel Mediterraneo.

Siti nuragici e prenuragici

Nel territorio sono noti oltre cinquanta siti nuragici. I più facili da visitare sono il pozzo sacro di Sa Testa, vicino a Pittulongu, un tempio dell'acqua dell'età del Bronzo con scalinata e cortile; la tomba di giganti di Su Monte 'e s'Abe, con la sua esedra di lastre di granito; e il nuraghe Riu Mulinu sul colle di Cabu Abbas, un santuario fortificato con vista su tutto il golfo.

Castello di Pedres e acquedotto romano

Sulle colline alle spalle della città, il castello di Pedres è una piccola fortezza medievale di epoca pisana, arroccata su uno sperone di granito. Non lontano si possono vedere alcune arcate dell'acquedotto romano che portava l'acqua dalle sorgenti di Cabu Abbas alle terme cittadine.

San Pantaleo e Porto Rotondo

Nel territorio comunale ci sono anche due borghi molto diversi tra loro. San Pantaleo è un paesino di granito ai piedi di guglie rocciose, amato da artisti e artigiani, con una piazza raccolta attorno alla chiesa. Porto Rotondo, in parte nel comune di Olbia, è una località turistica elegante nata attorno al suo porticciolo, con architetture curate e una piazzetta animata nelle sere d'estate.

Cosa fare a Olbia

Il golfo è un invito a prendere il mare. Le escursioni in barca verso Tavolara, Molara e le cale della costa permettono di fare il bagno in acque trasparenti, dentro l'Area Marina Protetta Tavolara–Punta Coda Cavallo; chi ama il fondale può fare snorkeling e immersioni, con secche e pareti tra le più belle del Mediterraneo. Alle Saline e a Murta Maria il vento costante attira chi pratica windsurf e kitesurf, con scuole per principianti.

A terra, i sentieri attorno a San Pantaleo e sulle colline di granito si prestano a trekking e mountain bike con viste sul mare; nell'entroterra si possono fare passeggiate a cavallo tra sugherete e stazzi, le tipiche case rurali galluresi. Gli appassionati di vino trovano nella zona diverse cantine di Vermentino di Gallura da visitare con degustazione, mentre in città si può seguire un percorso archeologico tra basilica, mura puniche e museo. Sotto questa guida trovi le esperienze proposte dagli operatori di Olbia: scegli la tua e prenota direttamente.

Spiagge di Olbia

Pittulongu

A pochi chilometri dal centro, è la spiaggia degli olbiesi: una lunga serie di arenili (La Playa, Lo Squalo, Il Pellicano, Mare e Rocce, Bados) con sabbia chiara, acqua bassa e servizi. Ottima per le famiglie e per chi vuole il mare senza fare strada.

Porto Istana

A sud della città, quattro piccole insenature di sabbia bianca proprio di fronte a Tavolara. L'acqua è bassa e color turchese, il panorama sull'isola è tra i più fotografati della Sardegna. D'estate conviene arrivare presto.

Le Saline e Murta Maria

Spiagge ampie e ventilate, con una laguna alle spalle: sono il regno di windsurf e kite. Per chi cerca spazio e un'atmosfera sportiva.

Costa nord: Cugnana, Rena Bianca e Marinella

Verso Porto Rotondo e Portisco si trovano baie riparate, adatte nei giorni di maestrale, con acque calme e fondali sabbiosi.

Storia

Il territorio era già abitato in epoca nuragica, come mostrano pozzi sacri, tombe di giganti e nuraghi. Le fonti antiche attribuiscono la fondazione a coloni greci e il nome deriva probabilmente dal greco olbìa, "felice". Furono però i Cartaginesi, tra il V e il IV secolo a.C., a costruire la prima vera città con mura e torri. Con i Romani, dal 238 a.C., Olbia diventò un porto e una base navale importante, con foro, terme e acquedotto.

Nel Medioevo prese il nome di Civita e fu capitale del Giudicato di Gallura, uno dei quattro regni sardi; dopo la fine del giudicato, sotto Pisa, divenne Terranova. Dal 1862 si chiamò Terranova Pausania e solo nel 1939 riprese l'antico nome di Olbia. Nel secondo Novecento, con la nascita della Costa Smeralda, l'aeroporto e il porto dell'Isola Bianca, la città è cresciuta fino a diventare il principale centro economico del nord-est sardo.

Cosa mangiare e cosa comprare

Il prodotto simbolo sono le cozze di Olbia, allevate nel golfo da generazioni: gustale alla marinara, gratinate o nella pasta, con un bicchiere di Vermentino di Gallura, l'unico vino sardo con la DOCG. Dalla tradizione gallurese arrivano la suppa cuata (zuppa gallurese di pane, formaggio e brodo, cotta al forno), i chjusoni, gnocchetti conditi con sugo di carne, e le seadas fritte con miele. Da portare a casa: miele di corbezzolo, formaggi di pecora, oggetti in sughero e granito, tessuti e gioielli artigianali, che a San Pantaleo trovi nelle botteghe del paese.

Feste e tradizioni

La festa più sentita è quella di San Simplicio, il patrono, a metà maggio: processione con i costumi tradizionali, musica, fuochi d'artificio e il Palio della Stella, corsa a cavallo che richiama tanta gente. A fine giugno, per San Giovanni e la Madonna del Mare, si tengono una processione in mare e i falò. Nelle campagne e nelle frazioni si celebrano piccole feste campestri, con canti tradizionali e pranzi comunitari.

Dintorni

  • Isola di Tavolara: la grande montagna di calcare che domina il golfo, con la spiaggia dello Spalmatore di Terra e la curiosa storia del "regno" dei Bertoleoni. Le barche partono soprattutto da Porto San Paolo, a circa 20 minuti d'auto.
  • Golfo Aranci: a circa 20 minuti, con belle spiagge e la possibilità di escursioni in barca.
  • Costa Smeralda e Porto Cervo: a circa 35–40 minuti verso nord.
  • San Teodoro: a circa mezz'ora verso sud, con La Cinta e Cala Brandinchi.
  • Tempio Pausania e il Limbara: l'anima di granito e sughero della Gallura interna, a circa 45 minuti.

Come arrivare e quando andare

L'aeroporto Olbia–Costa Smeralda è a pochi minuti dal centro e ha voli da molte città italiane ed europee. Il porto dell'Isola Bianca collega Olbia con Civitavecchia, Livorno, Genova e altri porti della penisola. In auto, la città è raggiungibile da Sassari con la statale 729 e da Nuoro e Cagliari con la SS131 DCN; c'è anche la ferrovia per Golfo Aranci, Chilivani e Cagliari. Il periodo migliore va da maggio a ottobre: giugno e settembre offrono mare caldo e meno folla, luglio e agosto sono i mesi più vivaci. In primavera la città e le campagne sono ideali per archeologia e trekking.

Domande frequenti

Quanti giorni servono per visitare Olbia?

Per la città bastano uno o due giorni. Ma Olbia dà il meglio come base: con 5–7 giorni puoi alternare spiagge, Tavolara, la Costa Smeralda e l'entroterra gallurese.

Olbia è adatta alle famiglie?

Sì. Pittulongu e Porto Istana hanno acqua bassa e calma, il centro è pedonale e i servizi sono tanti. Le gite in barca nell'area marina sono un'esperienza che i bambini ricordano a lungo.

Qual è la spiaggia più bella vicino a Olbia?

Porto Istana, per i colori e la vista su Tavolara, è spesso la preferita. Pittulongu è la più comoda, Le Saline la più adatta a chi fa sport con il vento.

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