Cosa fare a Ittiri
Cosa vedere a Ittiri: centro in trachite rossa, Nostra Signora di Coros, necropoli di Sa Figu, olio Bosana, carciofi e l'Ittiri Folk Festa di luglio.

Stiamo raccogliendo le prime esperienze per questa zona. Torna presto, oppure segnalaci un operatore che conosci.
Ittiri è una cittadina di circa 8.000 abitanti su un altopiano a circa 450 metri, nel Coros, a circa 18 km da Sassari e 28 km da Alghero. È la “città della trachite rossa”, la pietra che colora strade, balconi e facciate del centro. Vale la visita per le chiese romaniche, un territorio fitto di nuraghi e necropoli, e per uno dei festival folk più noti dell'isola. È ideale per chi ama archeologia, tradizioni e prodotti della terra.
Cosa vedere a Ittiri
Il centro storico
Vie lastricate, facciate in trachite rossa e palazzi liberty e déco, come il palazzo Sussarellu, raccontano la prosperità agricola del paese. Nelle piazze sono esposte le sculture della Biennale della trachite.
Le chiese
San Pietro in Vincoli, del XIII secolo, conserva un coro con volta a crociera, la parte più antica. L'ex convento di San Francesco (1610) è oggi parrocchiale. In campagna sorge Nostra Signora di Coros, chiesa cistercense del Duecento legata all'abbazia di Paulis, i cui ruderi si trovano tra Ittiri e Uri.
Sa Figu e i siti archeologici
Il territorio conta decine di nuraghi. La necropoli di Sa Figu riunisce domus de janas (tombe scavate nella roccia) e tombe più recenti, con un protonuraghe e un circolo megalitico vicini. Meritano una visita anche la necropoli di Ochila, gli ipogei di Musellos e l'area di Runara, con dolmen, nuraghi, tombe dei giganti e un pozzo sacro.
Il museo della radio
In via Dante, il museo della radio “Mario Faedda” espone apparecchi d'epoca accanto a un antico mulino.
Cosa fare a Ittiri
Le campagne tra uliveti, vigne e carciofaie si esplorano a piedi o in bici, da sito archeologico a chiesa campestre; i vicini laghi del Cuga, del Bidighinzu e del Temo offrono passeggiate e pesca sportiva. Si possono visitare i frantoi dove nasce l'olio di Bosana, assaggiare formaggi in azienda o scoprire la lavorazione della trachite e del tappeto. Scopri qui sotto le esperienze proposte dagli operatori del posto.
Storia
Abitato dal periodo prenuragico, il territorio era popolato in età nuragica dai Coracensi citati da Tolomeo. Nel Medioevo fece parte del Giudicato di Torres, conteso poi tra Doria e Arborea, e intorno al 1350 passò agli Aragonesi. Le pesti del 1376 e del 1657 lo colpirono duramente; in epoca sabauda divenne contea e fu riscattato nel 1839.
Cosa mangiare e cosa comprare
Ittiri è terra di carciofo spinoso sardo e di olio extravergine di oliva Bosana, prodotto nei frantoi del paese. Da assaggiare i formaggi di pecora, il miele e i pirichitos, dolcetti glassati. Tra i souvenir, oggetti in trachite, tappeti e bottoni del costume tradizionale.
Feste e tradizioni
Nella seconda metà di luglio l'Ittiri Folk Festa, nata nel 1985, porta in paese gruppi di canto e ballo da tutto il mondo. Tra fine marzo e inizio aprile Prendas de Ittiri mette in vetrina agroalimentare e artigianato. A fine giugno si festeggia San Giovanni Battista, l'8 settembre la festa di Nostra Signora di Coros e a fine settembre San Maurizio. In dicembre i cori sardi animano le rassegne natalizie.
Dintorni
- Uri: il complesso nuragico di Santa Caterina e il lago Cuga.
- Usini: le cantine e la necropoli di S'Elighe Entosu.
- Ossi: la necropoli di Mesu 'e Montes.
- Banari: la chiesa campestre di Santa Maria di Cea.
- Alghero: il mare e il centro storico, a circa 28 km.
Come arrivare e quando andare
L'aeroporto di Alghero-Fertilia è a circa 30 minuti d'auto, il porto di Porto Torres a circa 40. Autobus ARST collegano Ittiri a Sassari e Alghero. La primavera è perfetta per carciofi, campagne verdi e Prendas; luglio per il Folk Festa.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Ittiri?
Una giornata per centro, chiese e Sa Figu; due se vuoi esplorare Runara e i laghi.
Quando si tiene l'Ittiri Folk Festa?
Tradizionalmente nella seconda metà di luglio.
Ittiri è adatta alle famiglie?
Sì: i siti archeologici all'aperto e le feste estive sono un'ottima scoperta anche per i bambini.







