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Cosa fare a Stintino

Cosa vedere e fare a Stintino: La Pelosa e le spiagge, gite all'Asinara, Capo Falcone, Museo della Tonnara, vela latina, cucina di mare e consigli utili.

Stintino, Sardegna
© Gianni Careddu · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Stintino è un piccolo borgo di pescatori all'estremità nord-occidentale della Sardegna, su una lingua di terra stretta tra due mari che si allunga verso l'isola dell'Asinara. È famoso per la spiaggia della Pelosa, una delle più fotografate d'Italia, ma vale la visita anche per il suo porto colorato, la storia della tonnara e le giornate in barca tra isole e calette. È la meta ideale per famiglie con bambini piccoli, amanti del mare limpido, appassionati di vela e di natura protetta.

Cosa vedere a Stintino

Il borgo e i due porti

Il paese è raccolto attorno a due insenature: il porto vecchio, con le barche dei pescatori, e il porto nuovo, chiamato Porto Mannu ("porto grande"), dove attraccano i barconi diretti all'Asinara e le barche a vela. Le case basse e colorate, i vicoli ordinati e il lungomare si girano a piedi in poco tempo, ed è piacevole farlo al tramonto.

Il Museo della Tonnara

Sulla banchina del porto si trova il Museo della Tonnara (MUT), aperto nel 2016. Racconta la pesca del tonno con le reti fisse, i riti della mattanza, gli attrezzi e la vita dei tonnarotti, con uno sguardo alle altre tonnare del Mediterraneo. È la chiave per capire l'identità del paese.

La Torre della Pelosa e Capo Falcone

Sull'isolotto davanti alla spiaggia della Pelosa si alza la Torre della Pelosa, torre costiera aragonese della fine del Cinquecento, simbolo del luogo. Poco sopra, il promontorio di Capo Falcone offre uno dei panorami più belli dell'isola: da lassù si vedono l'Isola Piana, l'Asinara e, nelle giornate limpide, tutto il golfo dell'Asinara.

Lo stagno di Casaraccio

A circa 3 km dal paese, lo stagno di Casaraccio è una zona umida protetta dove si possono osservare uccelli acquatici, tra cui spesso i fenicotteri rosa. È una sosta tranquilla, lontana dalla folla delle spiagge.

Cosa fare a Stintino

Stintino è soprattutto mare. L'esperienza più richiesta è l'escursione all'Asinara, parco nazionale dal 1997: si arriva in barca dal porto e si esplora l'isola in fuoristrada, trenino, bicicletta elettrica o a piedi, tra calette deserte, l'ex carcere di massima sicurezza e gli asinelli bianchi che le hanno dato il nome. Molti scelgono anche il giro in barca o in gommone attorno all'Isola Piana e alla costa dell'Asinara, con soste per il bagno in acque trasparenti.

  • Vela e vela latina: Stintino è considerata la capitale della vela latina, la vela triangolare delle barche tradizionali; uscire su una di queste barche è un'esperienza unica.
  • Snorkeling e immersioni: i fondali attorno a Capo Falcone e all'Asinara sono ricchi di vita marina e di praterie di posidonia.
  • Kayak e SUP: lungo la costa orientale, più riparata dal maestrale, si pagaia con facilità anche da principianti.
  • Kitesurf e windsurf: le giornate di vento, frequenti in questa zona, attirano gli sportivi.
  • Bici e trekking: la strada panoramica verso Capo Falcone e le stradine attorno agli stagni si prestano a uscite in bicicletta o a passeggiate al tramonto.
  • Pesca-turismo: uscire in barca con i pescatori del posto per vedere da vicino il loro lavoro.

Le esperienze proposte dagli operatori di Stintino, dalle gite all'Asinara alle uscite in barca, le trovi qui sotto: scegli la tua e prenota il tuo giorno di mare.

Spiagge di Stintino

La Pelosa

Sabbia bianca finissima, acqua bassa e turchese, la torre aragonese sullo sfondo: la Pelosa è perfetta per i bambini, che possono camminare a lungo in pochi centimetri d'acqua. Per proteggerla, in alta stagione l'accesso è a numero chiuso con prenotazione online ed è obbligatorio stendere una stuoia sotto il telo; conviene verificare le regole aggiornate prima di andare. Accanto c'è la piccola Pelosetta, con lo stesso mare.

Le spiagge della costa orientale

Sul lato che guarda il golfo dell'Asinara si susseguono spiagge più tranquille e spesso meno affollate: Le Saline ed Ezzi Mannu, lunghe e sabbiose, Il Gabbiano, L'Ancora, Pazzona e Punta Negra. Sono una buona alternativa nei giorni di maestrale, quando questo versante è più riparato, e piacciono a chi cerca spazio e silenzio.

Le spiagge dell'Asinara

Con un'escursione in giornata si raggiungono le calette dell'Asinara, come Cala Sabina e Cala d'Oliva, dove l'accesso è regolato dal parco: acqua cristallina e pochissime persone.

Storia

Il territorio era frequentato fin dalla preistoria, ma il paese è recente. Nel 1885 lo Stato decise di trasformare l'Asinara in colonia penale e stazione di quarantena: le circa 45 famiglie di pescatori e pastori che vivevano sull'isola, in gran parte di origine ligure e sarda, dovettero lasciarla e fondarono un nuovo villaggio sulla penisola di fronte. Il nome viene dal sassarese isthintìni, "budello", per la forma stretta della penisola. La vita ruotava attorno alla pesca e alla tonnara, attiva per decenni. Frazione di Sassari per oltre un secolo, Stintino è diventato comune autonomo nel 1988 e oggi vive soprattutto di turismo e mare.

Cosa mangiare e cosa comprare

La cucina di Stintino è cucina di mare. Da provare la zuppa di aragosta con le patate, il polpo alla stintinese e il polpo in agliata (con una salsa di aglio e pomodoro), i ricci di mare in inverno e la bottarga di tonno, ricordo della tradizione della tonnara. Tra i dolci c'è la tumbarella. Da portare a casa: bottarga, tonno sott'olio e oggetti legati al mare e alla vela latina.

Feste e tradizioni

  • Sant'Isidoro, a maggio, festa campestre in località Ercoli.
  • Regata della vela latina, tra fine agosto e inizio settembre: dal 1983 decine di barche tradizionali con la vela triangolare sfidano il vento davanti al paese.
  • Madonna della Difesa, l'8 settembre, festa patronale con processione in mare tra le barche addobbate.

Dintorni

  • Parco nazionale dell'Asinara: a pochi minuti di barca, imperdibile per una giornata intera.
  • Porto Torres (circa 30 minuti d'auto): la basilica romanica di San Gavino e i resti della colonia romana di Turris Libisonis.
  • Argentiera (circa 40 minuti): ex villaggio minerario sul mare, con gli edifici della miniera affacciati sulla costa.
  • Alghero (circa 1 ora): città catalana con bastioni sul mare.
  • Sassari (circa 45 minuti): seconda città della Sardegna, con il centro storico e il museo Sanna.

Come arrivare e quando andare

L'aeroporto più vicino è quello di Alghero-Fertilia, a circa 50 minuti d'auto; Olbia è a circa 2 ore. Il porto di Porto Torres, con traghetti per la penisola e la Spagna, è a circa mezz'ora. Da Sassari e Porto Torres si arriva con la strada provinciale che corre lungo la penisola. Il periodo migliore va da maggio a inizio ottobre: giugno e settembre hanno mare caldo, meno folla e accesso più semplice alla Pelosa; luglio e agosto sono i mesi più vivaci ma anche i più affollati.

Domande frequenti

Quanti giorni servono per visitare Stintino?

Due o tre giorni bastano per goderti la Pelosa, una spiaggia della costa orientale, il paese con il museo e un'intera giornata all'Asinara. Con una settimana puoi alternare mare, barca ed escursioni nei dintorni.

Stintino è adatta alle famiglie?

Sì, è una delle mete più adatte ai bambini in Sardegna: la Pelosa e molte spiagge vicine hanno fondali bassi e sabbiosi, e il paese è piccolo e tranquillo.

Serve prenotare per andare alla Pelosa?

In alta stagione sì: gli ingressi sono limitati e si prenotano online. Controlla sempre le regole dell'anno in corso sul sito del Comune.

Come si va all'Asinara da Stintino?

Dal porto partono traghetti e barche per escursioni organizzate; sull'isola ci si muove con mezzi del parco, bici o tour guidati. È consigliato prenotare in estate.

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