Cosa fare a Ulassai
Cosa vedere e fare a Ulassai: grotta di Su Marmuri, cascate di Lequarci, Stazione dell'Arte di Maria Lai, arrampicata sui tacchi, cucina e feste.

Stiamo raccogliendo le prime esperienze per questa zona. Torna presto, oppure segnalaci un operatore che conosci.
Ulassai è un paese di montagna dell'Ogliastra, a circa 775 metri di quota, appoggiato sotto le pareti calcaree dei tacchi, gli altopiani a forma di tacco che caratterizzano questa parte della Sardegna. È famoso per la grotta di Su Marmuri, per le cascate che scendono dalla roccia e per Maria Lai, l'artista nata qui che ha trasformato il paese in un museo a cielo aperto. È la meta giusta per chi cerca natura forte, arte contemporanea, arrampicata e un'Ogliastra autentica, lontana dalla costa.
Cosa vedere a Ulassai
La grotta di Su Marmuri
Scavata nel Tacco di Ulassai, Su Marmuri è una delle grotte più spettacolari dell'isola: un percorso di quasi un chilometro tra sale altissime, laghetti e colonne nate dall'unione di stalattiti e stalagmiti. Si visita con guida; all'interno fa fresco anche in piena estate, quindi porta una felpa.
La Stazione dell'Arte e le opere di Maria Lai
L'ex stazione ferroviaria ospita la Stazione dell'Arte, museo di arte contemporanea dedicato a Maria Lai (1919–2013), una delle artiste italiane più importanti del Novecento. Nel 1981 Lai coinvolse tutto il paese nell'opera Legarsi alla montagna: un lungo nastro azzurro passò di casa in casa fino a legarsi al monte, in un gesto collettivo diventato celebre. Per le vie trovi ancora le sue opere all'aperto, e l'antico lavatoio è stato trasformato in uno spazio d'arte.
Le cascate di Lequarci e Lecorci
Dopo le piogge, l'acqua che esce dalle grotte del Tacco si getta a valle: le cascate di Lequarci, tra le più grandi della Sardegna, precipitano da quasi cento metri con un fronte molto largo, mentre quelle di Lecorci scivolano su pareti levigate sotto Su Marmuri. Il momento migliore per vederle è dopo un periodo piovoso, in inverno o in primavera.
Santa Barbara e i nuraghi
Nel bosco, a qualche chilometro dal paese, la piccola chiesa campestre di Santa Barbara è circondata dalle cumbessias, le casette dei pellegrini. Il territorio conserva anche nuraghi, tombe dei giganti e domus de janas, tra cui la fortezza nuragica di Seroni.
Cosa fare a Ulassai
Ulassai è una delle capitali sarde dell'arrampicata sportiva: le falesie dei tacchi, alte fino a un centinaio di metri, offrono centinaia di vie per tutti i livelli, e nella gola di Sa Tappara si pratica anche lo highline. Per chi preferisce camminare ci sono sentieri tra canyon, boschi e panorami: dalla cima del Bruncu Matzeu, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva fino al Gennargentu.
- Trekking ed escursioni guidate tra tacchi, gole e cascate.
- Speleologia leggera e visite alle grotte.
- Percorsi d'arte sulle tracce di Maria Lai.
- Esperienze di gusto con pane, formaggi e Cannonau della valle del Pardu.
Nell'elenco qui sotto trovi le esperienze proposte dagli operatori della zona: guide, scalatori e appassionati pronti a farti scoprire Ulassai dal suo lato più autentico.
Storia
Il territorio fu abitato fin dall'età nuragica, come mostrano i numerosi nuraghi e le tombe dei giganti. Il paese compare nei documenti nel 1217 con il nome di Ulazzai. Nel Medioevo passò tra i giudicati di Cagliari, Gallura e Arborea, poi sotto Pisa e gli Aragonesi, e fu feudo di diverse famiglie, fino al riscatto nel 1839. Nel 1893 arrivò la ferrovia per Cagliari, che ruppe in parte l'isolamento della valle. Nel Novecento il nome di Ulassai è diventato noto nel mondo grazie a Maria Lai e alla sua arte.
Cosa mangiare e cosa comprare
La cucina è quella dei pastori dell'Ogliastra: culurgiones chiusi a spighitta, coccoi prena (pane ripieno di patate e formaggio), arrosti di capretto e maialetto, formaggi di capra e pecora. Tra i dolci ci sono pabassinas e pardulas. Da portare a casa: miele amaro di corbezzolo, olio della valle del Rio Pardu, vino Cannonau, prosciutto e i tessuti lavorati al telaio orizzontale, tradizione che ha ispirato anche Maria Lai.
Feste e tradizioni
- San Sebastiano (20 gennaio): si accende il grande fuoco e inizia il carnevale, con la maschera di Su Maimulu.
- Settimana Santa: riti tradizionali con le matraccas, le raganelle di legno.
- Santa Barbara (terza domenica di maggio): festa campestre con processione, launeddas, gruppi folk e sagra dell'arrosto di capra.
- Festival dei Tacchi: rassegna di teatro all'aperto, in estate.
- Is Animeddas (Ognissanti): i bambini girano di casa in casa chiedendo dolci per le anime dei defunti.
Dintorni
- Jerzu: la "città del vino", capitale del Cannonau, a pochi minuti.
- Osini e Gairo Vecchio: paesi abbandonati dopo l'alluvione del 1951, suggestivi e silenziosi.
- Tortolì e Arbatax: il mare dell'Ogliastra, a circa 50 minuti d'auto.
- Perdasdefogu e il Tacco di Taccu: altri altopiani calcarei con panorami ampi.
Come arrivare e quando andare
Ulassai si raggiunge in auto: da Cagliari ci vogliono circa due ore, passando per la SS125 o per le strade interne. Il porto più vicino è Arbatax; gli aeroporti di linea sono Cagliari e Olbia. La primavera e l'autunno sono le stagioni ideali per arrampicare e camminare, l'estate per la grotta e i festival; dopo le piogge invernali le cascate danno il meglio.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Ulassai?
Una giornata piena basta per Su Marmuri, la Stazione dell'Arte e un giro in paese; per arrampicare o fare trekking conviene restare due o tre giorni.
Quando si vedono le cascate di Lequarci?
Solo dopo piogge abbondanti, di solito tra inverno e primavera; in estate sono quasi sempre asciutte.
Ulassai è adatta ai bambini?
Sì: la grotta, il museo e le passeggiate nei boschi di Santa Barbara piacciono anche ai più piccoli.





