Cosa fare a Silanus
Cosa vedere a Silanus, nel Marghine: complesso di Santa Sabina con nuraghe e pozzo sacro, San Lorenzo, nuraghe Corbos, feste e consigli di viaggio.

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Silanus è un paese di circa duemila abitanti nel cuore della catena del Marghine, in provincia di Nuoro, a circa 10 km da Macomer. È famoso per il complesso di Santa Sabina, dove una chiesetta medievale sorge accanto a un nuraghe, e per la longevità dei suoi abitanti: all'inizio degli anni Duemila contava sette centenari. Fa parte dei Borghi autentici d'Italia ed è perfetto per chi cerca archeologia, chiese antiche e tradizioni vive.
Cosa vedere a Silanus
Complesso di Santa Sabina
Uno dei luoghi più fotografati della Sardegna centrale: il nuraghe monotorre con i resti del villaggio, il pozzo sacro coperto a tholos e la piccola chiesa di Santa Sabina, costruita intorno all'XI secolo su un edificio bizantino e ancora meta di pellegrinaggi. Nei pressi c'è la tomba di giganti di Pedra Pinta.
Chiesa di San Lorenzo
Costruita intorno al 1150 nell'area dell'antico villaggio, dipendeva da un'abbazia benedettina e conserva affreschi del Trecento.
Altre chiese del paese
Sa Maddalena, in stile gotico-catalano (1582); Nostra Signora d'Itria, del Seicento, con statue lignee policrome; Santa Croce e la parrocchiale di Sant'Antonio Abate.
Nuraghe Corbos e altri siti
Il nuraghe Corbos è maestoso e ben conservato; nel territorio ci sono anche i nuraghi Madrone e s'Ulivera e diverse tombe di giganti.
Cosa fare a Silanus
Dedica una mattinata al giro archeologico tra Santa Sabina, Corbos e San Lorenzo, magari con una guida che racconti il legame tra nuraghi e chiese medievali. Le colline del Marghine intorno al paese si prestano a escursioni a piedi e in bici, tra ulivi, vigne e pascoli. Silanus è anche un paese di tappeti tessuti a mano e di pani e dolci tradizionali: chiedi di visitare un laboratorio. Scorri qui sotto le esperienze proposte dagli operatori locali e scegli quella che fa per te.
Storia
Abitata fin dalla preistoria, come mostrano nuraghi e tombe di giganti, la zona conobbe poi Punici e Romani. Nel Medioevo Silanus faceva parte del giudicato di Torres; dopo il 1259 passò all'Arborea e al Marchesato di Oristano, e dopo la battaglia di Macomer del 1478 agli Aragonesi. Nel Settecento rientrò nel marchesato del Marghine e nel 1839 fu riscattato con l'abolizione del feudalesimo.
Cosa mangiare e cosa comprare
Formaggi di pecora come pecorino, ricotta e casizzolu, pani e dolci tradizionali, olio e vino delle colline. Da portare a casa: un tappeto tessuto a mano.
Feste e tradizioni
- Sant'Antonio Abate: a metà gennaio, con fuochi, processione e degustazioni; apre il carnevale silanese.
- Sagra de su ischidu: nella prima metà di maggio, sul sagrato di Santa Sabina, con ricette pastorali e premio caseario.
- San Giovanni: fuochi rionali la sera del 23 giugno.
- San Lorenzo: intorno al 10 agosto, con processione, spettacoli e gara poetica.
- Santa Sabina: novena a settembre, con i gosos, canti religiosi sardi.
- Canto a tenores: una rassegna biennale riunisce cori da tutta la Sardegna.
Dintorni
- Bortigali, con il nuraghe Orolo e il monte Santu Padre.
- Lei e Bolotana, ai piedi del Marghine.
- Macomer, con il nuraghe Santa Barbara.
- Dualchi, con il nuraghe Ponte.
Come arrivare e quando andare
Silanus è a circa 10 km da Macomer e dalla SS131; la stazione sulla linea Macomer–Nuoro è servita dai treni ARST. Gli aeroporti di Alghero-Fertilia e Olbia sono a circa un'ora e mezza, Cagliari-Elmas a circa due ore. Primavera e settembre sono i momenti migliori, tra sagre, novene e clima mite.
Domande frequenti
Dove si trova la chiesa di Santa Sabina?
In campagna, nel territorio di Silanus, a pochi minuti d'auto dal paese, accanto all'omonimo nuraghe.
Quanto tempo serve per visitare Silanus?
Mezza giornata per Santa Sabina e il paese; una giornata intera con Corbos e San Lorenzo.
Silanus è adatta alle famiglie?
Sì: il complesso di Santa Sabina è facile da raggiungere e affascina anche i più piccoli.







