Cosa fare a Santu Lussurgiu
Cosa vedere a Santu Lussurgiu: centro storico in pietra, San Leonardo de Siete Fuentes, cascate di Sos Molinos, museo contadino, casizolu e tradizioni.

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Santu Lussurgiu è un paese di montagna della provincia di Oristano, a circa 500 metri di quota sul versante orientale del Montiferru, raccolto in una conca verde che la tradizione indica come un antico cratere vulcanico. Il suo centro storico in pietra, con le strade acciottolate e le case di basalto, è tra i più suggestivi dell'interno sardo. Attorno ci sono boschi, sorgenti e cascate, mentre in paese resistono tradizioni forti come il canto a cuncordu e le corse a cavallo. È la meta ideale per chi ama camminare nella natura, gustare formaggi e prodotti di montagna e scoprire una Sardegna fuori dai circuiti balneari.
Cosa vedere a Santu Lussurgiu
Il centro storico e Sa Rocca
Il cuore del paese è un intreccio di vie in salita lastricate di pietra, archi, portali e case dove i restauri hanno riportato alla luce i muri di basalto e trachite. Salendo a Sa Rocca, uno sperone roccioso con una terrazza panoramica sormontata da una grande statua del Sacro Cuore, si abbraccia con lo sguardo tutta la conca e la valle verso la piana di Oristano.
Il Museo della tecnologia contadina
In pieno centro, il museo del Centro di cultura popolare racconta in undici sale il lavoro di un tempo: attrezzi agricoli, telai, strumenti per il vino, l'olio e il formaggio, macchine dei mestieri preindustriali. È uno dei musei etnografici più ricchi della Sardegna.
San Leonardo de Siete Fuentes
A pochi chilometri dal paese, in un bosco di lecci, roverelle e castagni, sorge la piccola borgata di San Leonardo, nata attorno a una chiesa romanica del XII secolo e a un antico ospedale dei Cavalieri di San Giovanni. Il nome viene dalle siete fuentes, le "sette sorgenti" di acqua fresca che sgorgano nel bosco. D'estate è un luogo amato per i picnic all'ombra.
Le cascate di Sos Molinos
Al confine con Bonarcado, il rio Bau 'e Mela forma un salto di una quindicina di metri. Lungo il corso d'acqua restano i ruderi di antichi mulini e di gualchiere, le macchine ad acqua usate per follare la lana. Le cascate danno il meglio in inverno e in primavera, quando il ruscello è pieno.
Cosa fare a Santu Lussurgiu
- Trekking nel Montiferru: sentieri tra boschi e sorgenti collegano il paese, San Leonardo e le cime del massiccio.
- Passeggiate a cavallo: il cavallo è parte dell'identità del paese, e uscite nei boschi e nei pascoli sono un modo autentico di scoprire il territorio.
- Mountain bike sulle strade forestali del Montiferru.
- Visite in caseificio e in distilleria: per assaggiare il casizolu e conoscere l'abbardente.
- Ascoltare il canto a cuncordu, se capita l'occasione, durante feste ed eventi.
Per vivere i boschi, i cavalli e i sapori del Montiferru con chi li conosce da sempre, scopri qui sotto le esperienze proposte dagli operatori del posto.
Storia
Il nome deriva da San Lussorio, martire dei primi secoli cristiani: il paese crebbe nel Medioevo attorno al suo santuario. Fece parte del Giudicato di Torres e poi di quello di Arborea, per passare agli Aragonesi nel 1410; il dominio feudale terminò nel 1839. Nei secoli il paese fu un vivace centro di artigiani: falegnami, fabbri, sellai e coltellinai. Agli inizi del Novecento qui frequentò il ginnasio il giovane Antonio Gramsci.
Cosa mangiare e cosa comprare
Il prodotto simbolo è il casizolu, formaggio a pasta filata di latte vaccino, tradizionalmente ottenuto dalle vacche di razza sardo-modicana allevate al pascolo: è un presidio Slow Food. Dalla stessa pasta nasce la trizza, formaggio fresco intrecciato. Il paese è famoso anche per l'abbardente, acquavite ottenuta distillando direttamente il vino. Da portare a casa ci sono anche coltelli artigianali, oggetti in legno e i tappeti lavorati con la tecnica a pibiones, a piccoli grani in rilievo.
Feste e tradizioni
Santu Lussurgiu è una delle capitali del canto a cuncordu, il canto polifonico maschile a quattro voci (bassu, contra, oghe e cuntraltu), custodito dalle confraternite soprattutto nel repertorio sacro. Si ascolta in particolare durante Sa Chida Santa, la Settimana Santa, con i riti della Passione. Il carnevale è segnato da Sa Carrela 'e Nanti: coppie di cavalieri mascherati lanciano i cavalli al galoppo lungo la via principale del paese. A inizio giugno San Leonardo ospita la fiera regionale del cavallo; a inizio luglio si corre l'Ardia de su Coro 'e Zesus, e il 21 agosto la festa patronale di San Lussorio è accompagnata da un'altra ardia a cavallo.
Dintorni
- Bonarcado: il santuario della Madonna di Bonacattu e la chiesa romanica di Santa Maria, a pochi minuti.
- Seneghe: borgo dell'olio e della poesia, a circa un quarto d'ora.
- Cuglieri e la costa: S'Archittu e Santa Caterina di Pittinuri, a circa mezz'ora.
- Santa Cristina e il nuraghe Losa: due capolavori nuragici, a circa 25 minuti.
Come arrivare e quando andare
Santu Lussurgiu si raggiunge dalla SS131 uscendo a Paulilatino o ad Abbasanta e salendo per strade provinciali, oppure da Oristano in circa 40 minuti. L'aeroporto di Alghero è a circa un'ora e un quarto d'auto, quello di Cagliari a circa un'ora e mezza; i porti più comodi sono Porto Torres, Olbia e Cagliari. La primavera e l'autunno sono perfetti per i boschi e le cascate; l'estate, più fresca che sulla costa, è ideale per i picnic a San Leonardo. Carnevale e Settimana Santa sono i momenti migliori per le tradizioni.
Domande frequenti
Cosa vedere a Santu Lussurgiu in un giorno?
Il centro storico e Sa Rocca, il Museo della tecnologia contadina e, nel pomeriggio, San Leonardo de Siete Fuentes o le cascate di Sos Molinos.
Santu Lussurgiu è adatto alle famiglie?
Sì: il bosco e le sorgenti di San Leonardo sono perfetti per i bambini, e il museo contadino è molto coinvolgente.
Quando vedere la Carrela 'e Nanti?
Nei giorni di carnevale, quando le pariglie di cavalieri corrono lungo la via principale del paese.







