Planargia e Montiferru · Provincia di Oristano

Cosa fare a Bosa

Cosa vedere a Bosa: Sa Costa, Castello di Serravalle, concerie sul Temo, spiagge di Bosa Marina, Malvasia, Carnevale e grifoni. Guida con consigli utili.

Bosa, Sardegna
© Sailko · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

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Bosa è una cittadina della costa occidentale della Sardegna, nella regione storica della Planargia, distesa lungo le rive del fiume Temo a pochi chilometri dal mare. Le sue case color pastello salgono sulla collina fino al castello di Serravalle, mentre lungo il fiume si specchiano le antiche concerie: è uno dei paesaggi urbani più belli dell'isola. Unisce un centro storico da girare a piedi, un mare di scogliere e calette, vino dolce e tradizioni vivissime come il Carnevale. È adatta a chi ama i borghi, la fotografia, la natura selvaggia e una Sardegna autentica e meno affollata.

Cosa vedere a Bosa

Il quartiere di Sa Costa

Il borgo medievale di Sa Costa ("il pendio") si arrampica sotto il castello con un intreccio di vicoli acciottolati, scalinate e case strette e alte dipinte di rosa, azzurro, giallo e verde. Perdersi qui, tra panni stesi e scorci sul fiume, è l'esperienza più bella di Bosa.

Il Castello di Serravalle e Nostra Signora de Regnos Altos

In cima alla collina sorge il castello costruito dai marchesi Malaspina nel Duecento, di cui restano la lunga cinta muraria e le torri. Dai camminamenti si vedono la città, la valle del Temo e il mare. All'interno, la cappella di Nostra Signora de Regnos Altos conserva un ciclo di affreschi del Trecento-Quattrocento riscoperto negli anni Settanta, con l'unica rappresentazione in Sardegna dell'"Incontro dei tre vivi e dei tre morti".

Le concerie, Sas Conzas

Sulla riva sinistra del Temo, di fronte al centro, si allineano gli edifici delle antiche concerie, attive per secoli e chiuse negli anni Sessanta. Oggi sono monumento nazionale e uno dei simboli della città; in una di esse ha sede il museo dedicato alla lavorazione delle pelli.

Il Ponte Vecchio, il Corso e la Cattedrale

Il Ponte Vecchio in trachite rossa, a tre arcate, collega le due sponde. Dall'altra parte si apre il Corso Vittorio Emanuele, la strada principale, con palazzi signorili e botteghe; qui si trova anche Casa Deriu, residenza ottocentesca che conserva arredi e oggetti di una famiglia borghese. Sul lungofiume si alza la Cattedrale dell'Immacolata, ricostruita all'inizio dell'Ottocento con un ricco interno barocco.

La chiesa di San Pietro extra muros

A circa due chilometri dal centro, risalendo il fiume, si trova una delle più antiche chiese romaniche della Sardegna, consacrata nel 1073, nel luogo dove sorgeva la Bosa più antica. La facciata in trachite e il silenzio della valle la rendono una visita speciale.

Bosa Marina e la Torre dell'Isola Rossa

Alla foce del Temo, la frazione di Bosa Marina è la porta sul mare della città. La torre aragonese dell'Isola Rossa, su un isolotto oggi collegato alla terraferma, sorveglia il porto e la spiaggia.

Cosa fare a Bosa

Bosa è l'unica città sarda costruita sulla riva di un fiume navigabile, e il Temo è il primo modo per scoprirla: in barca, in kayak o in canoa si risale la corrente tra canneti, uccelli acquatici e le facciate colorate del centro. Il mare, a due passi, offre gite in barca lungo una costa alta e selvaggia, con grotte e calette raggiungibili solo dall'acqua.

  • Kayak e SUP sul Temo: un'esperienza tranquilla, adatta anche a chi non ha mai pagaiato.
  • Gite in barca e snorkeling lungo la costa verso nord, tra scogliere vulcaniche e fondali limpidi.
  • Osservazione dei grifoni: sulle falesie tra Bosa e Alghero vive una delle ultime colonie di grifoni della Sardegna; la strada costiera è tra le più panoramiche dell'isola.
  • Trekking e bici sulle colline della Planargia e lungo i sentieri costieri.
  • Degustazioni di Malvasia nelle cantine dei paesi vicini.
  • Laboratori di filet, il ricamo tipico bosano.
  • Passeggiate fotografiche a Sa Costa e lungo il fiume, al tramonto.

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Spiagge di Bosa

  • Bosa Marina: la spiaggia principale, ampia e sabbiosa, alla foce del fiume e accanto alla torre; comoda, con servizi, perfetta per famiglie.
  • Turas: poco a sud di Bosa Marina, una spiaggia di sabbia più raccolta, chiusa tra le rocce.
  • S'Abba Drucche: lungo la strada costiera verso nord, una spiaggetta tra le scogliere con acqua trasparente, che prende il nome da una sorgente di acqua dolce.
  • Cumpoltittu: piccola caletta rocciosa a nord, amata da chi cerca tranquillità e snorkeling.

Le calette della costa nord si raggiungono con brevi sentieri o in barca: scarpette da scoglio consigliate.

Storia

La zona era abitata in epoca nuragica, e la città fu probabilmente fondata dai Fenici; in età romana fu un municipio, sviluppato nella valle vicino all'attuale chiesa di San Pietro. Nel Medioevo i Malaspina costruirono il castello di Serravalle e la popolazione si spostò sulla collina, dando vita al borgo di Sa Costa. Sotto gli Aragonesi Bosa divenne città regia (1499). Nel Cinquecento la foce del Temo fu ostruita per difendersi dai Francesi, e il porto decadde. Tra Settecento e Ottocento la città conobbe un nuovo slancio grazie alle concerie, al commercio e all'agricoltura, come raccontano i palazzi del Corso.

Cosa mangiare e cosa comprare

Il simbolo è la Malvasia di Bosa, vino DOC dai profumi intensi, prodotto in Planargia sia dolce sia secco: si abbina ai dolci di mandorle ma anche ai formaggi. Dal mare arrivano aragoste, pesce e frutti di mare; dalla campagna formaggi di pecora, olio e carni. Tra i ricordi più belli c'è il filet di Bosa, un raffinato ricamo su rete a nodi lavorato a mano dalle donne del paese, per tovaglie, centrini e tende. Si trovano anche oggetti in corallo e in pelle.

Feste e tradizioni

  • Carnevale bosano: è uno dei più originali della Sardegna, ironico e spontaneo. Il martedì grasso, di giorno, va in scena S'Attittidu, il finto lamento funebre: i bosani vestiti a lutto piangono il Carnevale che muore, con battute e satira. La sera arriva Giolzi: i partecipanti, avvolti in lenzuola bianche e con una lanterna in mano, girano per le vie alla ricerca del Carnevale.
  • Santa Maria del Mare, all'inizio di agosto: la statua della Madonna risale il Temo in processione sulle barche dei pescatori, tra Bosa Marina e la città.
  • Nostra Signora de Regnos Altos, a settembre: i vicoli di Sa Costa si riempiono di altarini, luci e addobbi.

Dintorni

  • La strada costiera Bosa-Alghero (circa 50 minuti): falesie, grifoni e calette.
  • I paesi della Malvasia, come Magomadas, Tresnuraghes e Suni (circa 10-20 minuti): cantine, borghi e panorami.
  • Il nuraghe Nuraddeo, nel territorio di Suni, tra i nuraghi più notevoli della zona.
  • Il Montiferru e Santu Lussurgiu (circa 45 minuti): boschi, sorgenti e un centro storico in pietra.
  • Alghero (circa 50 minuti): bastioni, Capo Caccia e Grotta di Nettuno.

Come arrivare e quando andare

L'aeroporto più vicino è Alghero-Fertilia, a circa un'ora d'auto lungo la costiera; da Cagliari servono circa 2 ore, da Olbia circa 2 ore. Da sud si arriva da Macomer, uscendo dalla SS 131 (circa 30 minuti), o da Oristano lungo la costa (circa un'ora). Bosa è bella tutto l'anno: in estate per il mare, in primavera e autunno per il clima mite e le passeggiate, a febbraio per il Carnevale e ad agosto per la festa sul fiume.

Domande frequenti

Quanti giorni servono per visitare Bosa?

Un giorno basta per Sa Costa, il castello, le concerie e il lungofiume. Con due o tre giorni aggiungi il kayak sul Temo, le spiagge, la costiera verso Alghero e una degustazione di Malvasia.

Bosa è adatta alle famiglie?

Sì: Bosa Marina ha una spiaggia ampia e comoda, il kayak sul fiume è facile e divertente, e il castello affascina i bambini. Le salite di Sa Costa sono ripide, meglio un marsupio che il passeggino.

Il fiume Temo è navigabile?

Sì, per alcuni chilometri dalla foce: è l'unico tratto di fiume navigabile in Sardegna e si percorre in barca, kayak o canoa.

Quando si vedono i grifoni?

Si possono avvistare tutto l'anno lungo le falesie a nord di Bosa, soprattutto nelle ore centrali quando sfruttano le correnti calde per planare.

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