Cosa fare a Segariu
Cosa vedere a Segariu: nuraghe quadrilobato Sant'Antonio, chiesetta romanica sul pozzo sacro, Museo delle argille, feste e dintorni.
Stiamo raccogliendo le prime esperienze per questa zona. Torna presto, oppure segnalaci un operatore che conosci.
Segariu è un piccolo borgo della Marmilla, quasi al confine con la Trexenta, a circa 50 km da Cagliari. Sorge in una valle attraversata da due torrenti, tra colline coperte di pinete e macchia mediterranea e campi coltivati. Ha poco più di mille abitanti, ma offre un nuraghe quadrilobato, una chiesetta romanica costruita sopra un pozzo sacro e una lunga tradizione nella lavorazione dell'argilla: è una scoperta per chi ama l'archeologia e i paesi autentici.
Cosa vedere a Segariu
Nuraghe Sant'Antonio
Simbolo del paese, si trova a breve distanza dall'abitato: è un nuraghe quadrilobato, con una torre centrale e quattro torri esterne, costruito in blocchi di calcare e marna. Nel settore orientale sono emerse tracce di un insediamento tardo-punico. Il complesso è stato scavato solo in parte e si visita immerso nella quiete della campagna.
Chiesa di Sant'Antonio e il pozzo sacro
Accanto al nuraghe sorge la chiesetta campestre di Sant'Antonio, in stile tardo romanico, costruita tra il XII e il XIV secolo. Una botola vicino all'ingresso conduce a un ipogeo con un pozzo sacro, forse coevo al nuraghe.
Chiesa di San Giorgio Martire
La parrocchiale seicentesca, dedicata al patrono, ha un presbiterio con volta stellare di gusto gotico-catalano.
Museo delle argille
Nel centro del paese ricostruisce un cantiere per la produzione delle tegole e ospita laboratori con gli artigiani; la mostra Perdas e Minas raccoglie fotografie d'epoca e attrezzi da lavoro.
Altri siti
Nel territorio si trovano il nuraghe Franghe Morus, il villaggio preistorico di Costa Faccia 'e Bidda, con resti di lavorazione del rame, e i ruderi del castello medievale di Rocca su Casteddu.
Cosa fare a Segariu
Visita il museo e partecipa a un laboratorio sull'argilla, poi cammina tra nuraghe e chiesetta e prosegui sulle colline intorno al paese, ideali per passeggiate e giri in bici. Segariu si abbina facilmente agli altri borghi della Marmilla e della Trexenta. D'estate, le prime ore del mattino e il tramonto sono i momenti migliori per visitare i siti all'aperto. Scopri qui sotto le esperienze proposte dagli operatori della zona.
Storia
Il territorio è abitato dalla preistoria. Il nome compare in documenti del 1180. Nel Medioevo Segariu apparteneva al Giudicato di Cagliari; dopo il 1258 passò a Pisa e dal 1324 agli Aragonesi. Nel 1414 entrò nella baronia di Furtei dei Sanjust. Quasi abbandonato nel Quattrocento, fu ripopolato nel Seicento e riscattato nel 1839. Unito a Furtei nel 1927, tornò comune autonomo nel 1945.
Cosa mangiare e cosa comprare
La cucina è quella contadina della Marmilla, con pane, formaggi, piatti a base di prodotti dei campi e dolci tradizionali preparati per le feste. Il ricordo da portare a casa è legato alla tradizione dell'argilla e delle tegole.
Feste e tradizioni
- San Giorgio (fine aprile): festa patronale con riti religiosi e musica.
- Tebajus (luglio): evento dedicato alle tegole, con prodotti tipici e artigianato.
- Sant'Antonio (inizio settembre): festa alla chiesetta campestre con degustazioni.
Dintorni
- Furtei (circa 3 km): i riti della Settimana Santa.
- Guasila (circa 5 km): la chiesa della Beata Vergine Assunta.
- Villanovafranca: il nuraghe e museo Su Mulinu.
- Sanluri: il castello medievale.
Come arrivare e quando andare
L'aeroporto e il porto di Cagliari sono a circa 50 minuti d'auto, via SS 131 e Serrenti o Furtei. Primavera e inizio autunno sono i periodi migliori per le passeggiate; luglio porta Tebajus.
Domande frequenti
Cosa non perdere a Segariu?
Il nuraghe Sant'Antonio con la chiesetta e il pozzo sacro, e il Museo delle argille.
Quanto tempo serve?
Mezza giornata basta; abbina Furtei e Villanovafranca per una giornata piena.
Segariu è adatto ai bambini?
Sì, i laboratori sull'argilla e la visita al nuraghe piacciono molto ai più piccoli.





