Sud-Ovest · Provincia del Sulcis Iglesiente

Cosa fare a Carloforte

Cosa vedere e fare a Carloforte, isola di San Pietro: borgo tabarchino, Capo Sandalo, Le Colonne, spiagge, giri in barca, tonno e Girotonno.

Carloforte, Sardegna
© trolvag · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

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Carloforte è l'unico paese dell'isola di San Pietro, nel sud-ovest della Sardegna, a una manciata di miglia dalla costa del Sulcis. Fondato nel Settecento da famiglie di origine ligure arrivate dalla Tunisia, ha un'anima tutta sua: si parla il tabarchino, un dialetto genovese, le case colorate del lungomare sembrano una cartolina della Riviera e la cucina mescola Liguria, Nord Africa e Sardegna attorno al tonno rosso. Intorno, scogliere vulcaniche, calette, faraglioni e un mare limpido da esplorare in barca. È perfetta per chi cerca un'isola a misura d'uomo, buona cucina, mare e natura, ed è adatta anche alle famiglie.

Cosa vedere a Carloforte

Il centro storico e il lungomare

Il cuore di Carloforte è il lungomare, con le facciate pastello, le palme e il porto dove arrivano i traghetti e rientrano le barche dei pescatori. Qui si trova il monumento a Carlo Emanuele III, il re sabaudo che concesse l'isola ai fondatori e da cui prende il nome il paese. Alle spalle si arrampicano i carruggi, vicoli in salita in stile ligure, fino ai resti delle mura difensive settecentesche e alla Porta del Leone. La passeggiata al tramonto, quando tutti escono in piazza, è un rito da non perdere.

Torre San Vittorio

Costruita nel 1768 per difendere il paese, la torre sulla collina fu poi usata come osservatorio astronomico per lo studio delle variazioni della latitudine. Oggi ospita un museo multimediale ed è uno dei punti panoramici più belli sul paese e sul canale che separa l'isola dalla Sardegna.

Le chiese

La parrocchiale di San Carlo Borromeo domina il centro, mentre la chiesa della Madonna dello Schiavo custodisce la statua più amata dagli abitanti: secondo la tradizione fu ritrovata su una spiaggia tunisina da un carlofortino rapito dai pirati, durante gli anni di schiavitù, e riportata sull'isola dopo la liberazione. Piccola e suggestiva anche la chiesetta delle Fontane.

Capo Sandalo e la costa occidentale

Il lato ovest dell'isola è un susseguirsi di falesie vulcaniche a picco sul mare. All'estremità si trova Capo Sandalo, con il faro e uno dei tramonti più spettacolari della Sardegna. Qui nidifica una delle colonie più importanti del Mediterraneo di falco della regina (falco di Eleonora), che arriva in primavera e riparte in autunno verso il Madagascar; parte della costa è tutelata come oasi LIPU.

Le Colonne e le saline

A sud, due faraglioni di trachite, Le Colonne, si alzano dal mare vicino alla spiaggia della Bobba: sono uno dei simboli dell'isola. Alle porte del paese, le saline sono una zona umida frequentata da fenicotteri rosa e altri uccelli acquatici.

Cosa fare a Carloforte

  • Giro dell'isola in barca, a vela o in gommone: grotte marine, calette raggiungibili solo dal mare, Capo Sandalo e Le Colonne visti dall'acqua.
  • Immersioni e snorkeling tra fondali rocciosi ricchi di vita, grotte e secche.
  • Pescaturismo e uscite con i pescatori locali, per scoprire i mestieri del mare.
  • Trekking e bici sui sentieri e le strade dell'isola, verso Capo Sandalo, Cala Fico e la Punta, tra macchia mediterranea e palma nana, l'unica palma spontanea d'Europa.
  • Kayak lungo le coste riparate dal vento.
  • Birdwatching alle saline e sulle falesie del falco della regina.
  • Esperienze di cucina per imparare il cascà e le ricette del tonno.

Subito qui sotto trovi le esperienze proposte dagli operatori di Carloforte: giri in barca, immersioni, escursioni e degustazioni. Scegli la tua e prenota prima di partire.

Spiagge di Carloforte

La Caletta

Detta anche Spalmatore, è la spiaggia più ampia dell'isola: sabbia chiara, mare turchese e fondale che digrada dolcemente, chiusa tra due promontori. La scelta più comoda per le famiglie con bambini.

La Bobba e Le Colonne

Piccola spiaggia di sabbia e scogli sulla costa sud, con la vista sui faraglioni delle Colonne. Ideale per lo snorkeling nelle giornate calme.

Guidi, Girin e Punta Nera

Sulla costa meridionale si trovano piccole spiagge di sabbia e calette tra gli scogli, come Guidi e Girin, raccolte e intime. Verso Punta Nera si apre la spiaggia del Giunco, una delle più ampie dell'isola.

Cala Fico e le cale rocciose

Sulla costa occidentale e settentrionale il mare si fa più selvaggio: Cala Fico è un'insenatura di roccia vulcanica con acqua profondissima e trasparente, amata da chi nuota e si tuffa dagli scogli. Non è adatta ai bambini piccoli.

Storia

L'isola di San Pietro era nota a Fenici e Romani, che la chiamavano "isola degli sparvieri" per i rapaci che vi nidificavano; secondo la tradizione il nome attuale ricorda un approdo dell'apostolo Pietro. Per secoli rimase però quasi disabitata. La storia di Carloforte inizia nel 1738, quando un gruppo di famiglie liguri, i tabarchini, ottenne dal re Carlo Emanuele III di Savoia il permesso di stabilirsi sull'isola. Erano discendenti di pescatori di corallo partiti da Pegli, vicino a Genova, nel Cinquecento per l'isolotto di Tabarka, in Tunisia. Nel 1798 un'incursione di pirati tunisini portò in schiavitù oltre novecento abitanti, che tornarono a casa solo dopo cinque anni. Nei secoli successivi il paese visse di pesca, della tonnara e del commercio marittimo, e mantenne lingua e tradizioni liguri fino a oggi.

Cosa mangiare e cosa comprare

Il protagonista è il tonno rosso, pescato con l'antica tonnara di Isola Piana: si gusta fresco e in mille preparazioni tradizionali, dalla ventresca alla bottarga di tonno, dal musciame (filetto essiccato) alle conserve. Le radici liguri e tunisine si ritrovano nel cascà, il cuscus tabarchino con verdure, nella fainà, farinata di ceci cotta nel forno, e nel pesto, spesso abbinato al tonno. Da portare a casa: conserve di tonno, bottarga, prodotti a base di pesce e oggetti d'artigianato legati al mare.

Feste e tradizioni

  • Sagra del cuscus tabarchino, nella seconda metà di aprile, dedicata al cascà.
  • Girotonno, tra fine maggio e inizio giugno, nel periodo della pesca del tonno: gare di cucina, degustazioni e spettacoli.
  • Festa di San Pietro, il 29 giugno, con la processione in mare e le barche addobbate.
  • Madonna dello Schiavo, a metà novembre, la festa più sentita dai carlofortini.

Accanto all'italiano, il tabarchino è ancora la lingua di casa per la maggior parte degli abitanti: ascoltarlo al mercato o al porto è parte del viaggio.

Dintorni

  • Calasetta e Sant'Antioco, raggiungibili con il traghetto: Calasetta è anch'essa di fondazione tabarchina, Sant'Antioco ha catacombe e un importante museo archeologico.
  • Portoscuso, vicino al porto di Portovesme, con la sua tonnara storica.
  • Nebida, Masua e il Pan di Zucchero, sulla costa di Iglesias, con le miniere sul mare e Porto Flavia.
  • Carbonia, con il museo del carbone nella miniera di Serbariu.

Come arrivare e quando andare

Carloforte si raggiunge in traghetto da Portovesme, sulla costa del Sulcis, in circa 35–40 minuti, oppure da Calasetta, sull'isola di Sant'Antioco, in circa mezz'ora; la tratta da Calasetta è più riparata quando c'è mare grosso. L'aeroporto più vicino è Cagliari-Elmas, a circa un'ora e un quarto d'auto da Portovesme. Il periodo migliore va da maggio a ottobre; giugno e settembre uniscono mare caldo, meno folla e, a inizio estate, il Girotonno. Ad agosto conviene prenotare il traghetto con l'auto. L'isola è esposta al maestrale: nelle giornate ventose scegli le spiagge della costa orientale.

Domande frequenti

Quanti giorni servono per visitare Carloforte?

Una gita in giornata permette di vedere il paese e una spiaggia, ma per goderti davvero l'isola, con il giro in barca e Capo Sandalo, servono almeno tre giorni.

Serve l'auto sull'isola di San Pietro?

Non è indispensabile: il paese si gira a piedi e le spiagge sono a pochi chilometri, raggiungibili anche in bici o in scooter. L'auto è comoda per esplorare la costa occidentale.

Carloforte è adatta alle famiglie?

Sì: La Caletta ha fondali bassi, il paese è tranquillo e sicuro, e le gite in barca piacciono molto ai bambini.

Perché a Carloforte si parla genovese?

Perché il paese fu fondato da famiglie tabarchine di origine ligure, che hanno conservato per quasi tre secoli il loro dialetto, il tabarchino, ancora parlato dalla maggior parte degli abitanti.

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