Cosa fare a Belvì
Cosa vedere a Belvì, in Barbagia: museo di scienze naturali, Trenino Verde, boschi di Su de Maccioni, caschettes e sagra delle ciliegie.
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Belvì è un piccolo paese di montagna a circa 660 metri, sul fianco del monte Genna de Crobu, e dà il nome all'intera Barbagia di Belvì. Si trova nel centro della Sardegna, a circa 70 km sia da Nuoro sia da Oristano, circondato da boschi di castagni, noccioli, ciliegi e lecci, con il Gennargentu a est. È una tappa piacevole per chi viaggia con il Trenino Verde, per le famiglie curiose di natura e per chi ama i dolci tradizionali.
Cosa vedere a Belvì
Museo di scienze naturali
È la sorpresa del paese: circa mille minerali provenienti dalle miniere sarde, 300 fossili, collezioni di insetti, circa 400 specie di uccelli sardi e 70 di mammiferi, conchiglie, rettili, anfibi e una grande tartaruga Caretta caretta.
Centro storico e chiese
Nel centro si trovano la parrocchiale di Sant'Agostino e le chiesette di San Sebastiano e Santa Margherita. Nel territorio restano anche vecchi forni per la calce e per tegole e mattoni, ricordo di un'attività un tempo importante.
Archeologia
Nei boschi si trovano domus de janas, tombe prenuragiche scavate nella roccia. Lungo la strada statale si trova la tomba dei giganti di Troculu, ricostruita.
La vecchia stazione
Il Trenino Verde ferma nella vecchia stazione di Belvì; subito dopo la linea disegna una curva panoramica sulle vallate.
Cosa fare a Belvì
Il territorio invita a camminare: l'oasi di Su de Maccioni, Punta Tonnai, la pineta di Pitz'e Pranu e la foresta di Uatzo con aree picnic, oltre alla valle de S'Iscara con frutteti e noci secolari. Un viaggio sul Trenino Verde è un modo lento e scenografico per arrivare. Per escursioni, giri in bici o esperienze nella natura, guarda le proposte degli operatori locali qui sotto.
Storia
Il territorio ha restituito testimonianze dal Neolitico all'età romanica. Nel Medioevo Belvì faceva parte del Giudicato di Arborea; nel 1388 passò agli Aragonesi e divenne centro della signoria della Barbagia di Belvì. Nel 1839, con la fine del feudalesimo, diventò comune autonomo. Lo scrittore Vittorio Angius, nel 1834, ne lodava la vegetazione e il paesaggio.
Cosa mangiare e cosa comprare
Il dolce simbolo è il caschettes: una sfoglia sottile lavorata a mano dal XVII secolo, ripiena di nocciole e miele e profumata all'arancia. I boschi danno ciliegie, nocciole, noci e castagne. L'artigianato locale comprende l'intaglio del legno e la lavorazione del ferro.
Feste e tradizioni
- Santa Margherita e sagra delle ciliegie, a inizio giugno, con una mostra di artigianato.
- Sant'Agostino, patrono, ad agosto.
- Autunno in Barbagia, in autunno, occasione per assaggiare i caschettes.
Dintorni
- Aritzo, a pochi minuti, borgo dei castagni.
- Meana Sardo e il nuraghe Nolza.
- Gadoni e la miniera di Funtana Raminosa.
- Desulo e il Gennargentu, verso Punta La Marmora.
Come arrivare e quando andare
Dall'aeroporto di Cagliari-Elmas servono circa due ore d'auto; Nuoro e Oristano sono a circa un'ora e un quarto. In estate si può arrivare con il Trenino Verde sulla linea Mandas-Sorgono. Inizio giugno è perfetto per le ciliegie, l'autunno per boschi e castagne; d'estate il fresco della montagna è un sollievo.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Belvì?
Mezza giornata per museo e paese; una giornata intera con una passeggiata nei boschi.
Belvì è adatta ai bambini?
Sì: il museo di scienze naturali piace molto ai più piccoli e le aree picnic nei boschi sono ideali.
Qual è il dolce tipico di Belvì?
Il caschettes, sfoglia ripiena di nocciole e miele all'aroma d'arancia.







