Cosa fare a Onanì
Cosa vedere e fare a Onanì: la chiesa romanica di San Pietro, il nuraghe Santu Pedru, murales, escursioni verso il Mont'Albo, sapori e feste.

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Onanì è un piccolo paese della Barbagia di Bitti, con meno di 400 abitanti, a circa 500 metri di quota tra Bitti e Lula, ai piedi della catena del Mont'Albo. Inserito tra i Borghi Autentici d'Italia, è circondato da colline di roverelle e macchia mediterranea e custodisce una delle chiese romaniche più suggestive del Nuorese. È ideale per chi cerca silenzio, natura, archeologia e la vita pastorale di un tempo.
Cosa vedere a Onanì
San Pietro e il nuraghe Santu Pedru
La chiesa di San Pietro apostolo, gioiello romanico in granito e scisto costruito tra la fine dell'XI e il XII secolo, sorge in posizione panoramica ed è il simbolo del paese, presente anche nello stemma. Quasi a contatto con la chiesa si trova il nuraghe Santu Pedru: un incontro tra età del Bronzo e Medioevo in pochi metri.
Le altre chiese e i murales
In paese si visitano la chiesa cinquecentesca della Madonna di Loreto, in forme gotiche, e la parrocchiale ottocentesca del Sacro Cuore. Nelle campagne sorgono le chiesette di Sant'Elena e dei Santi Cosma e Damiano e i santuari di San Bachisio e San Francesco. Sui muri del centro, i murales del pittore Pietro Asproni e di allievi dell'Accademia di Brera raccontano la vita agropastorale.
Archeologia
Il territorio è ricco di testimonianze: numerosi nuraghi, le tombe dei giganti di San Bachisio e Tanca Pettorale, il pozzo sacro di Muros d'Avria e le domus de janas (tombe scavate nella roccia) di Sorastru e Nuragheddu.
Cosa fare a Onanì
Le colline e i pascoli della valle del riu Mannu sono perfetti per escursioni a piedi, in mountain bike o a cavallo. Nei vicini salti di Mamone nidifica l'aquila reale, e il Mont'Albo, con le sue pareti calcaree, offre itinerari di trekking indimenticabili. Scopri qui sotto le esperienze proposte dagli operatori della zona e prenota la tua giornata in questa Sardegna intatta.
Storia
Domus de janas, tombe dei giganti e nuraghi raccontano una lunga presenza umana. Nel Medioevo Onanì apparteneva al Giudicato di Gallura, nella curatoria della Barbagia di Bitti; passò poi ad Arborea e nel 1478 agli Aragonesi. Nel 1617 entrò nel marchesato di Orani e nel 1839 fu riscattato dai feudatari. Nel Novecento l'emigrazione ha ridotto molto la popolazione, ma il paese conserva usi e costumi antichissimi.
Cosa mangiare e cosa comprare
La pastorizia è l'attività principale: da assaggiare il pane carasau con il pecorino degli allevamenti locali e i pani tradizionali. L'artigianato locale lavora il legno e il ferro.
Feste e tradizioni
- San Bachisio, a metà maggio, nel santuario campestre.
- San Francesco, a metà ottobre.
- Autunno in Barbagia, quando il paese apre le porte e offre i suoi prodotti.
Dintorni
- Bitti, con il santuario nuragico di Su Romanzesu e il museo del canto a tenore.
- Lula e il Mont'Albo.
- Orune e la fonte sacra di Su Tempiesu.
- La costa di Siniscola, per una giornata al mare.
Come arrivare e quando andare
L'aeroporto e il porto di Olbia distano circa un'ora d'auto, lungo la SS 131 DCN; da Nuoro servono circa 45 minuti. Primavera e autunno sono le stagioni migliori per camminare tra colline e boschi.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Onanì?
Mezza giornata per San Pietro, il nuraghe e il paese; una giornata se aggiungi un'escursione.
Onanì ha il mare?
No, è nell'interno, ma le spiagge della costa di Siniscola sono a meno di un'ora d'auto.
Onanì è adatto alle famiglie?
Sì, se ai bambini piacciono la natura e i nuraghi: è un luogo tranquillo e sicuro.






