Cosa fare a Nuoro
Cosa vedere a Nuoro: Museo Deleddiano, Museo del Costume, MAN, Monte Ortobene e il Redentore, sagra di fine agosto, cucina barbaricina e dintorni.

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Nuoro è il capoluogo della Barbagia e una delle città più sorprendenti della Sardegna: sorge su un altopiano granitico a circa 550 metri di quota, ai piedi del Monte Ortobene, nel cuore dell'isola. Tra Ottocento e Novecento fu chiamata l'Atene sarda per i talenti che vi nacquero, a cominciare da Grazia Deledda, premio Nobel per la Letteratura nel 1926. Oggi offre musei di primo piano, un centro storico raccolto, la montagna a pochi minuti e, a meno di un'ora, il mare del Golfo di Orosei. È perfetta per chi ama la cultura, la letteratura, le tradizioni e vuole una base comoda per esplorare il Nuorese.
Cosa vedere a Nuoro
Il Museo Deleddiano e il rione di Santu Predu
Il Museo Deleddiano è dedicato a Grazia Deledda, unica donna italiana premiata con il Nobel per la Letteratura, e si trova nella sua casa natale, nel quartiere storico di Santu Predu. Le stanze, il cortile e gli oggetti di famiglia restituiscono il mondo che ritroviamo nei suoi romanzi. Passeggiare poi tra i vicoli di Santu Predu, il rione dei pastori, e di Seuna, quello dei contadini, aiuta a capire la Nuoro di un tempo.
Il Museo del Costume
Il Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde, conosciuto come Museo del Costume e gestito dall'ISRE, fu fondato nel 1972 ed è il più importante museo etnografico dell'isola. Raccoglie centinaia di abiti tradizionali, gioielli, tessuti, maschere e pani rituali da tutta la Sardegna: una visita che vale da sola il viaggio.
Il MAN, Museo d'arte della provincia di Nuoro
Il MAN alterna mostre temporanee di respiro internazionale a una collezione permanente di artisti sardi dell'Ottocento e del Novecento. È uno dei musei d'arte contemporanea più vivaci d'Italia.
Il Museo archeologico nazionale
Espone reperti dal Paleolitico al basso Medioevo provenienti dal territorio, con un'attenzione particolare alla civiltà nuragica e ai suoi bronzetti.
Piazza Satta e il centro
Piazza Sebastiano Satta, dedicata al poeta nuorese, è una piccola opera d'arte: lo scultore Costantino Nivola la trasformò con massi di granito e statuette in bronzo del poeta. Da qui si raggiunge il Corso Garibaldi, la via dello struscio, e la Cattedrale di Santa Maria della Neve, chiesa neoclassica consacrata nel 1853.
La Chiesa della Solitudine
Ai piedi dell'Ortobene sorge la Chiesa della Solitudine, dove riposa Grazia Deledda; all'interno si trova anche un omaggio alla scrittrice firmato da Maria Lai. Nella chiesa di San Carlo è invece sepolto lo scultore Francesco Ciusa, sotto una copia della sua celebre opera La madre dell'ucciso.
Il Monte Ortobene e il Redentore
Il monte simbolo dei nuoresi raggiunge i 955 metri, a pochi chilometri dalla città. Tra lecci e massi di granito si sale alla grande statua bronzea del Redentore, eretta nel 1901, da cui il panorama spazia sulla città, sul Supramonte e sulla valle del Cedrino. È il luogo preferito per passeggiate e picnic.
Cosa fare a Nuoro
Nuoro è una città da vivere a piedi e una base perfetta per escursioni in tutta la Sardegna centro-orientale.
- Itinerari letterari: sulle tracce di Deledda, Sebastiano e Salvatore Satta (autore de Il giorno del giudizio) tra case, chiese e piazze.
- Trekking e mountain bike sull'Ortobene: sentieri tra boschi e graniti, con vista sul Supramonte.
- Escursioni nel Supramonte: a meno di mezz'ora si raggiungono Oliena, Su Gologone e la valle di Lanaittu, porta d'accesso al villaggio nuragico di Tiscali.
- Tour in fuoristrada: piste nella Barbagia e nel Supramonte con guide locali.
- Mare e barca: in circa 45 minuti si arriva a Cala Gonone, da dove partono le gite in barca lungo il Golfo di Orosei.
- Cultura e sapori: degustazioni di Cannonau e formaggi, visite alle botteghe artigiane, pranzi con i pastori nei dintorni.
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Storia
Il territorio fu abitato fin dalla preistoria e conserva nuraghi e villaggi di età nuragica sulle alture attorno alla città. Per secoli Nuoro fu un grosso villaggio di pastori e contadini, diviso tra i rioni di Santu Predu e Seuna. Nel 1868 la città fu teatro dei moti di Su Connottu ("il conosciuto"), la rivolta popolare contro la vendita delle terre comuni. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento visse una straordinaria stagione culturale con Grazia Deledda, Sebastiano Satta, Francesco Ciusa e altri, tanto da meritarsi il nome di Atene sarda. Nel 1927 divenne capoluogo di provincia e crebbe fino a diventare il centro amministrativo e culturale della Sardegna interna.
Cosa mangiare e cosa comprare
La cucina nuorese è quella della Barbagia: pane carasau e pane guttiau (carasau condito con olio e sale), formaggi pecorini, salumi, maialetto e agnello arrosto, minestre di pasta fatta a mano. La specialità più rara è su filindeu ("fili di Dio"), una pasta sottilissima tirata a mano da pochissime donne e servita in brodo di pecora durante la festa di San Francesco di Lula. Tra i dolci, le seadas al formaggio e miele e i dolci di mandorla delle feste. Da portare a casa: Cannonau del Nuorese, pecorino, miele, tessuti e gioielli tradizionali, ceramiche e oggetti d'arte delle botteghe cittadine.
Feste e tradizioni
- Sant'Antonio Abate (metà gennaio): falò nei rioni storici.
- San Francesco di Lula (inizio maggio e inizio ottobre): pellegrinaggio dei nuoresi al santuario di Lula, con i pasti comunitari e su filindeu.
- Sagra del Redentore (fine agosto): la festa più importante della città dura circa una settimana, con la grande sfilata dei costumi tradizionali di tutta la Sardegna, gruppi di canto e ballo, e si chiude il 29 agosto con la processione e la messa ai piedi della statua sull'Ortobene.
- Mastros in Nugoro (novembre): nei rioni di Santu Predu e Seuna si aprono case storiche e musei, con artigiani al lavoro e sapori del territorio.
Dintorni
- Oliena e Su Gologone: il Monte Corrasi, la sorgente carsica più famosa dell'isola e la valle di Lanaittu, a circa 20 minuti.
- Orgosolo: il paese dei murales, a circa mezz'ora.
- Mamoiada: i Mamuthones, il museo delle maschere e le cantine di Cannonau, a circa 20 minuti.
- Cala Gonone e il Golfo di Orosei: grotte, calette e gite in barca, a circa 45 minuti.
- Orune e Su Tempiesu: uno dei pozzi sacri nuragici meglio conservati, a circa mezz'ora.
Come arrivare e quando andare
L'aeroporto più vicino è Olbia Costa Smeralda, a circa un'ora e un quarto lungo la SS131 DCN, che collega Nuoro anche al porto di Olbia; Cagliari Elmas è a poco più di due ore lungo la SS131, Alghero a circa un'ora e tre quarti. Nuoro è servita da autobus regionali e dalla linea ferroviaria per Macomer. La città è piacevole tutto l'anno: la primavera e l'autunno sono ideali per musei ed escursioni, l'estate porta la Sagra del Redentore e il mare vicino, l'inverno le feste del fuoco e i carnevali dei paesi intorno.
Domande frequenti
Quanti giorni servono per visitare Nuoro?
Una giornata piena basta per i musei principali e l'Ortobene; con tre o quattro giorni puoi usare Nuoro come base per Supramonte, Barbagia e Golfo di Orosei.
Nuoro ha il mare?
No, Nuoro è nell'interno, ma le spiagge del Golfo di Orosei e di Cala Gonone sono a circa 40–45 minuti d'auto.
Nuoro è adatta alle famiglie?
Sì: il Museo del Costume affascina anche i bambini, e l'Ortobene offre aria aperta, boschi e aree per il picnic a pochi minuti dal centro.
Quando si svolge la sfilata del Redentore?
Tradizionalmente a fine agosto, durante la settimana della Sagra del Redentore che si conclude il 29 agosto.





