Barbagia e Nuorese · Provincia di Nuoro

Cosa fare a Nuoro

Cosa vedere a Nuoro: Museo Deleddiano, Museo del Costume, MAN, Monte Ortobene e il Redentore, sagra di fine agosto, cucina barbaricina e dintorni.

Nuoro, Sardegna
© Max.oppo · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

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Nuoro è il capoluogo della Barbagia e una delle città più sorprendenti della Sardegna: sorge su un altopiano granitico a circa 550 metri di quota, ai piedi del Monte Ortobene, nel cuore dell'isola. Tra Ottocento e Novecento fu chiamata l'Atene sarda per i talenti che vi nacquero, a cominciare da Grazia Deledda, premio Nobel per la Letteratura nel 1926. Oggi offre musei di primo piano, un centro storico raccolto, la montagna a pochi minuti e, a meno di un'ora, il mare del Golfo di Orosei. È perfetta per chi ama la cultura, la letteratura, le tradizioni e vuole una base comoda per esplorare il Nuorese.

Cosa vedere a Nuoro

Il Museo Deleddiano e il rione di Santu Predu

Il Museo Deleddiano è dedicato a Grazia Deledda, unica donna italiana premiata con il Nobel per la Letteratura, e si trova nella sua casa natale, nel quartiere storico di Santu Predu. Le stanze, il cortile e gli oggetti di famiglia restituiscono il mondo che ritroviamo nei suoi romanzi. Passeggiare poi tra i vicoli di Santu Predu, il rione dei pastori, e di Seuna, quello dei contadini, aiuta a capire la Nuoro di un tempo.

Il Museo del Costume

Il Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde, conosciuto come Museo del Costume e gestito dall'ISRE, fu fondato nel 1972 ed è il più importante museo etnografico dell'isola. Raccoglie centinaia di abiti tradizionali, gioielli, tessuti, maschere e pani rituali da tutta la Sardegna: una visita che vale da sola il viaggio.

Il MAN, Museo d'arte della provincia di Nuoro

Il MAN alterna mostre temporanee di respiro internazionale a una collezione permanente di artisti sardi dell'Ottocento e del Novecento. È uno dei musei d'arte contemporanea più vivaci d'Italia.

Il Museo archeologico nazionale

Espone reperti dal Paleolitico al basso Medioevo provenienti dal territorio, con un'attenzione particolare alla civiltà nuragica e ai suoi bronzetti.

Piazza Satta e il centro

Piazza Sebastiano Satta, dedicata al poeta nuorese, è una piccola opera d'arte: lo scultore Costantino Nivola la trasformò con massi di granito e statuette in bronzo del poeta. Da qui si raggiunge il Corso Garibaldi, la via dello struscio, e la Cattedrale di Santa Maria della Neve, chiesa neoclassica consacrata nel 1853.

La Chiesa della Solitudine

Ai piedi dell'Ortobene sorge la Chiesa della Solitudine, dove riposa Grazia Deledda; all'interno si trova anche un omaggio alla scrittrice firmato da Maria Lai. Nella chiesa di San Carlo è invece sepolto lo scultore Francesco Ciusa, sotto una copia della sua celebre opera La madre dell'ucciso.

Il Monte Ortobene e il Redentore

Il monte simbolo dei nuoresi raggiunge i 955 metri, a pochi chilometri dalla città. Tra lecci e massi di granito si sale alla grande statua bronzea del Redentore, eretta nel 1901, da cui il panorama spazia sulla città, sul Supramonte e sulla valle del Cedrino. È il luogo preferito per passeggiate e picnic.

Cosa fare a Nuoro

Nuoro è una città da vivere a piedi e una base perfetta per escursioni in tutta la Sardegna centro-orientale.

  • Itinerari letterari: sulle tracce di Deledda, Sebastiano e Salvatore Satta (autore de Il giorno del giudizio) tra case, chiese e piazze.
  • Trekking e mountain bike sull'Ortobene: sentieri tra boschi e graniti, con vista sul Supramonte.
  • Escursioni nel Supramonte: a meno di mezz'ora si raggiungono Oliena, Su Gologone e la valle di Lanaittu, porta d'accesso al villaggio nuragico di Tiscali.
  • Tour in fuoristrada: piste nella Barbagia e nel Supramonte con guide locali.
  • Mare e barca: in circa 45 minuti si arriva a Cala Gonone, da dove partono le gite in barca lungo il Golfo di Orosei.
  • Cultura e sapori: degustazioni di Cannonau e formaggi, visite alle botteghe artigiane, pranzi con i pastori nei dintorni.

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Storia

Il territorio fu abitato fin dalla preistoria e conserva nuraghi e villaggi di età nuragica sulle alture attorno alla città. Per secoli Nuoro fu un grosso villaggio di pastori e contadini, diviso tra i rioni di Santu Predu e Seuna. Nel 1868 la città fu teatro dei moti di Su Connottu ("il conosciuto"), la rivolta popolare contro la vendita delle terre comuni. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento visse una straordinaria stagione culturale con Grazia Deledda, Sebastiano Satta, Francesco Ciusa e altri, tanto da meritarsi il nome di Atene sarda. Nel 1927 divenne capoluogo di provincia e crebbe fino a diventare il centro amministrativo e culturale della Sardegna interna.

Cosa mangiare e cosa comprare

La cucina nuorese è quella della Barbagia: pane carasau e pane guttiau (carasau condito con olio e sale), formaggi pecorini, salumi, maialetto e agnello arrosto, minestre di pasta fatta a mano. La specialità più rara è su filindeu ("fili di Dio"), una pasta sottilissima tirata a mano da pochissime donne e servita in brodo di pecora durante la festa di San Francesco di Lula. Tra i dolci, le seadas al formaggio e miele e i dolci di mandorla delle feste. Da portare a casa: Cannonau del Nuorese, pecorino, miele, tessuti e gioielli tradizionali, ceramiche e oggetti d'arte delle botteghe cittadine.

Feste e tradizioni

  • Sant'Antonio Abate (metà gennaio): falò nei rioni storici.
  • San Francesco di Lula (inizio maggio e inizio ottobre): pellegrinaggio dei nuoresi al santuario di Lula, con i pasti comunitari e su filindeu.
  • Sagra del Redentore (fine agosto): la festa più importante della città dura circa una settimana, con la grande sfilata dei costumi tradizionali di tutta la Sardegna, gruppi di canto e ballo, e si chiude il 29 agosto con la processione e la messa ai piedi della statua sull'Ortobene.
  • Mastros in Nugoro (novembre): nei rioni di Santu Predu e Seuna si aprono case storiche e musei, con artigiani al lavoro e sapori del territorio.

Dintorni

  • Oliena e Su Gologone: il Monte Corrasi, la sorgente carsica più famosa dell'isola e la valle di Lanaittu, a circa 20 minuti.
  • Orgosolo: il paese dei murales, a circa mezz'ora.
  • Mamoiada: i Mamuthones, il museo delle maschere e le cantine di Cannonau, a circa 20 minuti.
  • Cala Gonone e il Golfo di Orosei: grotte, calette e gite in barca, a circa 45 minuti.
  • Orune e Su Tempiesu: uno dei pozzi sacri nuragici meglio conservati, a circa mezz'ora.

Come arrivare e quando andare

L'aeroporto più vicino è Olbia Costa Smeralda, a circa un'ora e un quarto lungo la SS131 DCN, che collega Nuoro anche al porto di Olbia; Cagliari Elmas è a poco più di due ore lungo la SS131, Alghero a circa un'ora e tre quarti. Nuoro è servita da autobus regionali e dalla linea ferroviaria per Macomer. La città è piacevole tutto l'anno: la primavera e l'autunno sono ideali per musei ed escursioni, l'estate porta la Sagra del Redentore e il mare vicino, l'inverno le feste del fuoco e i carnevali dei paesi intorno.

Domande frequenti

Quanti giorni servono per visitare Nuoro?

Una giornata piena basta per i musei principali e l'Ortobene; con tre o quattro giorni puoi usare Nuoro come base per Supramonte, Barbagia e Golfo di Orosei.

Nuoro ha il mare?

No, Nuoro è nell'interno, ma le spiagge del Golfo di Orosei e di Cala Gonone sono a circa 40–45 minuti d'auto.

Nuoro è adatta alle famiglie?

Sì: il Museo del Costume affascina anche i bambini, e l'Ortobene offre aria aperta, boschi e aree per il picnic a pochi minuti dal centro.

Quando si svolge la sfilata del Redentore?

Tradizionalmente a fine agosto, durante la settimana della Sagra del Redentore che si conclude il 29 agosto.

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