Oristanese e Sinis · Provincia di Oristano

Cosa fare a Solarussa

Cosa vedere a Solarussa: San Gregorio, la Madonna delle Grazie, i nuraghi e la fonte di Mitza Pidighi, le cantine di Vernaccia e le feste del paese.

Solarussa, Sardegna
© Gianni Careddu · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

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Solarussa è un paese della bassa valle del Tirso, a circa 12 km da Oristano, in una delle zone agricole più fertili della Sardegna. È uno dei centri storici della Vernaccia, il vino ambrato dell'Oristanese, e custodisce chiese di pregio, nuraghi e un'antica fonte sacra. È la meta giusta per chi ama vino, archeologia e feste di paese, magari abbinata a una giornata al mare nel Sinis.

Cosa vedere a Solarussa

Chiesa di San Gregorio Magno

Su un colle fuori dal paese sorge la chiesa campestre di San Gregorio, costruita tra il XII e il XIII secolo in forme romaniche semplici, con trachite e basalto. Vicino si trovano resti nuragici e, in località Putz'e Angius, i ruderi di un pozzo di epoca romana.

Le chiese del paese

La parrocchiale di San Pietro Apostolo, consacrata nel 1835, conserva due dipinti settecenteschi di Pietro Angeletti. La chiesa delle Anime, del 1749, ha un altare in marmi policromi e un pulpito in legno. Nella parte alta del paese, la Madonna delle Grazie, antica chiesa di pellegrinaggio, colpisce per il loggiato a tre ordini e i due campanili.

Nuraghi e fonte di Mitza Pidighi

Il complesso di Pidighi comprende due nuraghi simili, Pidighi e Muru Accas. Accanto, la sorgente di Mitza Pidighi era frequentata già nel IV millennio a.C.; intorno al 1000 a.C. vi fu costruito un recinto, forse con un altare, e l'acqua sgorga ancora oggi.

Centro storico

Le case tradizionali in mattoni e tegole prodotti fino a metà Novecento nelle fornaci locali, alcune decorate con murales, raccontano la vita contadina. Casa Sanna, con balconi in ferro battuto, ospita eventi culturali.

Cosa fare a Solarussa

Visita le cantine e assaggia la Vernaccia, coltivata soprattutto nelle campagne di Bennaxi; percorri in bici le strade piane tra vigne e uliveti fino all'ansa del Tirso. Qui sotto trovi le esperienze proposte dagli operatori della zona: degustazioni, escursioni e visite guidate per scoprire il territorio.

Storia

Il nome deriva forse dal colore rossastro della terra. Abitato in epoca nuragica, il territorio conobbe la presenza fenicio-punica e, in età romana, ospitò una stazione di sosta lungo la strada per Tharros: monete e ceramiche sono emerse a Cuccuru Madau. Dal Medioevo fece parte del Giudicato di Arborea e nel 1388 i suoi rappresentanti sottoscrissero la pace tra Eleonora d'Arborea e la Corona d'Aragona. Seguirono feudi, epidemie e, nell'Ottocento, la crisi della fillossera che spinse molti a emigrare.

Cosa mangiare e cosa comprare

La Vernaccia di Oristano è il prodotto simbolo, da accompagnare ai dolci di mandorle. La campagna dà olive, carciofi, pomodori, angurie e meloni.

Feste e tradizioni

  • Carnevale: la maschera del paese è su Bingiatteri, il vignaiolo.
  • Madonna delle Grazie: a fine maggio.
  • San Gregorio: a metà ottobre, la festa più importante del paese.
  • Festa della Vernaccia: con degustazioni e piatti tipici.

Dintorni

  • Siamaggiore (circa 1 km): la sagra del carciofo e San Ciriaco.
  • Zerfaliu: gli agrumeti e il nuraghe 'e Mesu.
  • Paulilatino: il pozzo sacro di Santa Cristina.
  • Oristano e Tharros: storia giudicale e città antica sul mare.

Come arrivare e quando andare

Solarussa è vicina alla statale 131 e ha una stazione sulla linea ferroviaria Cagliari–Oristano–Sassari. Gli aeroporti più comodi sono Cagliari-Elmas (circa un'ora e un quarto d'auto) e Alghero (circa un'ora e mezza). Primavera e autunno sono ideali; a metà ottobre c'è la festa di San Gregorio.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per visitare Solarussa?

Mezza giornata per chiese, Pidighi e una degustazione.

Cos'è la Vernaccia?

Un vino bianco ambrato da vitigno locale, invecchiato a lungo, tipico della bassa valle del Tirso.

Si arriva in treno?

Sì, Solarussa ha una stazione sulla dorsale ferroviaria sarda.

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