Oristanese e Sinis · Provincia di Oristano

Cosa fare a Sedilo

Cosa vedere a Sedilo: santuario di San Costantino e l'Ardia di luglio, parco nuragico di Iloi, domus de janas di Ispiluncas, lago Omodeo e consigli.

Sedilo, Sardegna
© Gianni Careddu · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

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Sedilo è un paese di poco meno di duemila abitanti nel Guilcer, in provincia di Oristano, affacciato sul lago Omodeo, il grande bacino nato dallo sbarramento del Tirso, il fiume più lungo della Sardegna. È conosciuto in tutta l'isola per l'Ardia, la corsa a cavallo sfrenata che ogni luglio si svolge attorno al santuario di San Costantino. Ma il territorio, sul bordo dell'altopiano di Abbasanta, custodisce anche un bel parco archeologico nuragico e paesaggi lacustri tranquilli. È una meta ideale per chi ama le tradizioni più autentiche, l'archeologia e la natura dell'interno.

Cosa vedere a Sedilo

Il santuario di San Costantino

Fuori dall'abitato sorge il santuario dedicato a Santu Antine, come in Sardegna viene chiamato l'imperatore Costantino, venerato qui come santo secondo un culto di origine bizantina. La chiesa, di origine medievale, fu ricostruita nel Seicento in forme gotico-catalane e custodisce quadri, argenti, ex voto e perfino sculture di età nuragica, tra cui una perda fitta, una pietra infissa. Attorno al santuario si trovano le muristenes, le casette dei pellegrini, che ospitano anche uno spazio museale dedicato al santo e all'Ardia.

Il parco archeologico di Iloi

Su un'altura affacciata sulla valle del Tirso, il complesso di Iloi comprende un nuraghe trilobato, un villaggio e due tombe dei giganti dell'età del Bronzo, indagati con gli scavi dell'Università di Sassari. Poco lontano si apre la valle di Ispiluncas, con una necropoli di oltre trenta domus de janas, le tombe scavate nella roccia, alcune delle quali visitabili, e la fonte nuragica di Puntanarcu.

Il paese e il lago Omodeo

Nel centro si visitano la parrocchiale di San Giovanni Battista e le chiese di Sant'Antonio abate e di San Basilio. Dal paese si gode la vista sul lago Omodeo, con le sponde orlate di pioppi e salici.

Cosa fare a Sedilo

  • Canoa e kayak sul lago Omodeo: le acque calme del lago si prestano a uscite in canoa, tra anse silenziose e uccelli acquatici.
  • Trekking archeologico: un itinerario a piedi collega Iloi, Ispiluncas e Puntanarcu, tra muretti a secco e pascoli.
  • Cavallo: in un paese dove il rapporto con i cavalli è parte dell'identità, le passeggiate a cavallo nella campagna hanno un sapore speciale.
  • Bici e passeggiate: strade secondarie sull'altopiano e lungo il lago, con panorami aperti.

Per scoprire il lago, i nuraghi e la campagna con chi li conosce bene, guarda qui sotto le esperienze proposte dagli operatori del posto.

Storia

Le prime comunità neolitiche hanno lasciato le domus de janas; nell'età del Bronzo si aggiungono nuraghi, villaggi e tombe dei giganti. In epoca romana la zona era attraversata da una strada lastricata, e in età bizantina arrivano i culti di San Basilio e di San Costantino, che segnano ancora l'identità del paese. Nel Medioevo Sedilo appartiene al Giudicato di Arborea, nella curatoria del Guilcier; dopo la conquista aragonese passa a diverse famiglie feudali fino all'abolizione del feudalesimo nel 1839. Parte della provincia di Cagliari fino al 1974, oggi è in quella di Oristano.

Cosa mangiare e cosa comprare

L'economia del paese si basa sull'allevamento ovino, e la cucina è quella pastorale del centro Sardegna: pecorino e formaggi freschi, carni arrosto, pane casereccio e dolci tradizionali preparati soprattutto per le feste. Vale la pena acquistare formaggi direttamente dai produttori della zona.

Feste e tradizioni

L'Ardia di San Costantino, la sera del 6 luglio e all'alba del 7, è uno degli eventi più emozionanti della Sardegna. Un gran numero di cavalieri si lancia al galoppo giù dal colle verso il santuario, guidati dalla prima pandela, il portatore dello stendardo, e dalle sue scorte, mentre gli altri cavalieri cercano di superarlo. La corsa ricorda la vittoria di Costantino a Ponte Milvio, nel 312, legata alla visione della croce con il motto in hoc signo vinces. È uno spettacolo intenso e pericoloso: va seguito dai punti indicati, con grande prudenza. Circa otto giorni dopo si ripete il percorso con una corsa a piedi. Durante l'anno ci sono altre feste molto sentite: il grande falò di Sant'Antonio abate a metà gennaio, la processione di Sant'Isidoro a metà maggio con carri e attrezzi agricoli decorati di fiori, e il 1° settembre la sfilata e corsa degli asinelli per San Basilio.

Dintorni

  • Nuraghe Losa (Abbasanta): uno dei nuraghi più imponenti dell'isola, a circa 15 minuti.
  • Santa Cristina (Paulilatino): il celebre pozzo sacro nuragico, a circa 25 minuti.
  • Santu Lussurgiu e il Montiferru: boschi, sorgenti e un centro storico in pietra, a circa mezz'ora.
  • Ghilarza: la casa museo di Antonio Gramsci e la torre aragonese, a pochi minuti.

Come arrivare e quando andare

Sedilo si trova vicino allo svincolo di Abbasanta, dove la SS131 incontra la strada per Nuoro. L'aeroporto di Cagliari è a circa un'ora e mezza d'auto, quello di Alghero a circa un'ora e un quarto e quello di Olbia a circa un'ora e mezza; i porti più comodi sono Olbia, Porto Torres e Cagliari. Il momento più coinvolgente è l'inizio di luglio, per l'Ardia (in quei giorni conviene prenotare con largo anticipo). Primavera e autunno sono perfetti per i siti archeologici e il lago.

Domande frequenti

Quando si corre l'Ardia di Sedilo?

Tradizionalmente la sera del 6 luglio e la mattina presto del 7 luglio, attorno al santuario di San Costantino.

Si può visitare Sedilo fuori dal periodo dell'Ardia?

Sì: il santuario, il parco di Iloi, la necropoli di Ispiluncas e il lago Omodeo meritano la visita in ogni stagione.

Quanto tempo serve per Sedilo?

Mezza giornata basta per il santuario e Iloi; una giornata intera permette di aggiungere il lago o il vicino nuraghe Losa.

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