Cosa fare a Bonorva
Cosa vedere a Bonorva: la necropoli di Sant'Andrea Priu con la Tomba del Capo, il borgo di Rebeccu, la fonte di Su Lumarzu, il pane su zichi e le feste.

Stiamo raccogliendo le prime esperienze per questa zona. Torna presto, oppure segnalaci un operatore che conosci.
Bonorva è un paese del Meilogu, nel Logudoro, aggrappato a un pendio a circa 500 metri di quota sul bordo settentrionale dell'altopiano della Campeda, a circa 50 km da Sassari. Il suo territorio custodisce uno dei luoghi archeologici più straordinari della Sardegna, la necropoli di Sant'Andrea Priu, oltre al borgo medievale quasi abbandonato di Rebeccu e a una fonte sacra preistorica. È la meta giusta per chi ama l'archeologia, i paesaggi aperti dell'interno, il pane e le tradizioni contadine.
Cosa vedere a Bonorva
La necropoli di Sant'Andrea Priu
A circa 10 km dal paese, una parete di trachite ospita una ventina di domus de janas ("case delle fate"), tombe scavate nella roccia tra il IV e il III millennio a.C. dalla cultura di Ozieri. La più famosa è la Tomba del Capo, con 18 ambienti su circa 250 metri quadrati: tra le più grandi del Mediterraneo. In epoca romana e bizantina divenne una chiesa rupestre dedicata a Sant'Andrea, e al suo interno restano affreschi paleocristiani e medievali con scene del Nuovo Testamento. Sopra le tombe si alza un monolite chiamato "il Campanile" o "il Toro" per la sua forma.
Rebeccu
A circa 6 km dal paese, sul fianco di un costone roccioso, Rebeccu è l'unica frazione di Bonorva. Nel Medioevo era un centro importante del Meilogu e capoluogo di curatoria; oggi è un borgo quasi disabitato di case in pietra, dal fascino silenzioso. Qui si trovano le chiese di San Lorenzo e di Santa Giulia, del XII secolo, e una leggenda popolare racconta di una maledizione che avrebbe condannato il villaggio a restare per sempre piccolo.
La fonte sacra di Su Lumarzu
A poche centinaia di metri da Rebeccu, la fonte di Su Lumarzu è un piccolo santuario dell'acqua preistorico, ben conservato, chiuso da una cupola in pietra e con sedili laterali per le cerimonie.
Il paese e il museo archeologico
Nel paese meritano una visita la parrocchiale della Natività di Maria, in stile tardo gotico, e il Museo Civico Archeologico, ospitato nell'ex convento di Sant'Antonio, con reperti del territorio ordinati per epoche. Nei dintorni ci sono anche la chiesa di San Giovanni Battista e i nuraghi Puttu de Inza e Monte Donna.
Cosa fare a Bonorva
- Visite guidate archeologiche a Sant'Andrea Priu e Su Lumarzu, per capire la preistoria sarda.
- Escursioni a piedi, in bici o a cavallo sull'altopiano della Campeda e nella piana di Santa Lucia, tra campi di grano, sughere e muretti a secco.
- Passeggiata a Rebeccu, per fotografare un borgo sospeso nel tempo.
- Artigianato: tappeti e arazzi tessuti al telaio orizzontale e ricami.
Sotto trovi le escursioni e le visite proposte dagli operatori del territorio: scegli la tua e prenota.
Storia
Il territorio fu molto popolato in età prenuragica e nuragica, come mostrano necropoli, fonti sacre e nuraghi. In epoca romana lo attraversava una strada consolare. Nel Medioevo appartenne al Giudicato di Torres e Rebeccu ne era un centro di riferimento; nel 1388 vi si riunirono i rappresentanti locali per approvare la pace tra Eleonora d'Arborea e il re d'Aragona. Passato ai Doria e poi agli Aragonesi, il feudo restò alla famiglia Amat fino all'abolizione del sistema feudale nel 1839. La fertile piana di Santa Lucia valse a Bonorva il soprannome di "granaio della Sardegna".
Cosa mangiare e cosa comprare
Il simbolo di Bonorva è su zichi, un antico pane di grano duro a cui il paese ha dedicato perfino un monumento, opera dello scultore Giuseppe Carta. Si accompagna a formaggi di pecora, carni arrosto e dolci della tradizione logudorese. Da portare a casa: pane, formaggi e i tappeti tessuti a mano.
Feste e tradizioni
Il calendario è ricco: la festa campestre di Santa Lucia il 1° maggio, San Giovanni Battista il 24 giugno, la Sagra de su zichi ad agosto, con mercato e dolci tipici, e la festa patronale a settembre. Il Carnevale di Bonorva è famoso in tutto il Logudoro per i carri e le mascherate. Il paese ha anche una tradizione di canto corale.
Dintorni
- Torralba e il Nuraghe Santu Antine (circa 20 minuti): uno dei nuraghi più imponenti dell'isola, nella Valle dei Nuraghi.
- Ozieri (circa 40 minuti): grotta di San Michele e museo archeologico.
- Macomer (circa 20 minuti): porta del centro Sardegna.
- Sassari (circa 45 minuti): il capoluogo con il suo centro storico.
Come arrivare e quando andare
Bonorva si trova lungo la statale 131 Carlo Felice, a circa 45 minuti d'auto da Sassari; gli aeroporti più vicini sono Alghero (circa un'ora) e Olbia (circa un'ora e mezza). La primavera e l'autunno sono ideali per visitare i siti archeologici e camminare sull'altopiano; agosto è il mese della sagra del pane, febbraio quello del Carnevale.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per Sant'Andrea Priu?
Calcola circa un'ora e mezza per la visita della necropoli; con Rebeccu e Su Lumarzu si riempie una giornata piacevole.
Bonorva è adatta alle famiglie?
Sì: le "case delle fate" affascinano i bambini e le distanze sono brevi. Servono solo scarpe comode.
Bonorva è vicina al mare?
No, è un paese dell'interno: le spiagge più vicine, sulla costa di Bosa e di Alghero, si raggiungono in circa un'ora.







