Cosa fare a Nule
Cosa vedere a Nule, nel Goceano: il nuraghe Voes, il bronzetto di Santu Lisei, le chiese, i tappeti a framas tessuti a mano e la festa di Sant'Antonio.

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Nule è un paese del Goceano, nella Sardegna centro-settentrionale, a circa 700 metri di quota sull'estremità dell'altopiano di Buddusò. Dal belvedere lo sguardo abbraccia tutto il Goceano, fino alla valle del Tirso. È famoso in tutta l'isola per i suoi tappeti tessuti a mano e custodisce uno dei nuraghi più imponenti del nord Sardegna: una meta per chi ama l'artigianato autentico, l'archeologia e i paesaggi d'altura.
Cosa vedere a Nule
Il nuraghe Voes
A circa 7 km dal paese, il nuraghe Voes è il monumento più imponente e meglio conservato del territorio. Risale a circa il 1200-1000 a.C.: una torre centrale, in origine a due piani, e un bastione trilobato in granito con cortile interno, che ricorda il celebre Santu Antine di Torralba. Vi sono state trovate anche monete romane e un frammento di ceramica punica.
Santu Lisei
Nella parte nord del territorio, verso Osidda, la zona di Santu Lisei conserva tracce di un villaggio preistorico e un dolmen. Qui è stato trovato il bronzetto di Nule, una statuetta con corpo di toro e testa umana oggi esposta al Museo archeologico nazionale di Cagliari.
Altri nuraghi e tombe
Il territorio conta numerosi nuraghi, tra cui il complesso Istelai, e diverse tombe dei giganti, come quelle di Isporo.
Le chiese
La parrocchiale di Santa Maria Assunta, in stile gotico-aragonese e datata 1601, ha due campanili, uno dei quali cilindrico, un altare ligneo barocco e dipinti di pregio. L'ex parrocchiale di Santa Croce, del Cinquecento, conserva un crocifisso in legno.
Cosa fare a Nule
- Visitare le tessitrici e vedere i telai verticali al lavoro.
- Escursioni archeologiche al nuraghe Voes e a Santu Lisei.
- Panorami dal belvedere sul Goceano e sul monte Tolidda.
- Trekking sull'altopiano e nelle foreste vicine di Fiorentini e Forest'Anela.
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Storia
Il territorio era abitato in epoca prenuragica e nuragica, come mostrano dolmen, menhir, tombe dei giganti e nuraghi; nel territorio sono state trovate anche urne cinerarie di età fenicio-punica. Nel Medioevo Nule, allora detta Nuel, apparteneva al Giudicato di Torres, nella curatoria di Monte Acuto; dopo il 1259 passò ai Doria, poi all'Arborea e dalla metà del Trecento agli Aragonesi. Nel Settecento entrò nel ducato di Monte Acuto e fu riscattato nel 1839.
Cosa mangiare e cosa comprare
Il souvenir per eccellenza è un tappeto di Nule: lana sarda tessuta su telaio verticale, con il caratteristico motivo a framas, a fiamme sottili dai colori vivaci. Il tessuto è fitto e ha i due lati uguali con i colori invertiti; alcuni disegni moderni portano la firma dell'artista Eugenio Tavolara. A tavola, pecorino, paste, pani e dolci della tradizione pastorale.
Feste e tradizioni
- Nule, idda 'e manos bonas ("paese dalle mani buone"), tradizionalmente a fine aprile: le botteghe artigiane aprono le porte ai visitatori.
- Sant'Antonio da Padova, il 13 giugno, preceduto dai giorni di S'Impinnu (il voto): si distribuisce il pane benedetto con il formaggio, preparato dalle donne del paese e donato dai pastori.
Dintorni
- Benetutti e le terme di San Saturnino.
- Osidda e Buddusò, sull'altopiano.
- Bitti e il santuario nuragico di Romanzesu.
- Bultei e la foresta di Fiorentini.
Come arrivare e quando andare
Olbia, con aeroporto e porto, è a circa un'ora e un quarto d'auto. Primavera e inizio estate sono il periodo ideale: c'è la festa delle botteghe e quella di Sant'Antonio, e l'altopiano è verde.
Domande frequenti
Dove si comprano i tappeti di Nule?
Direttamente dalle tessitrici del paese, che lavorano su ordinazione e mostrano volentieri il telaio.
Quanto tempo serve per visitare Nule?
Mezza giornata per paese e botteghe; una giornata con il nuraghe Voes.
Nule è adatta alle famiglie?
Sì: vedere un telaio al lavoro e salire su un nuraghe sono esperienze che i bambini ricordano.






