Cosa fare a Ozieri
Cosa vedere a Ozieri: grotta di San Michele, museo archeologico, cattedrale, Sant'Antioco di Bisarcio, Pont'Ezzu, i dolci suspiros e il Premio Ozieri.

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Ozieri è il centro più grande del Logudoro, una cittadina elegante adagiata ad anfiteatro in una conca verde, a circa 50 km da Sassari. Il suo nome è noto agli archeologi di tutto il mondo: qui si trova la grotta di San Michele, che ha dato il nome alla "cultura di Ozieri", una delle più importanti della preistoria sarda. Tra palazzi ottocenteschi, chiese, musei, un ponte romano e una delle più belle basiliche romaniche dell'isola, è la meta ideale per chi ama storia, arte e cucina tradizionale, lontano dalle folle della costa.
Cosa vedere a Ozieri
Il centro storico e la Fontana Grixoni
Il cuore della città è piazza Carlo Alberto, con la Fontana Grixoni, detta anche Su Cantaru, fontana pubblica con elementi che vanno dal Cinquecento all'Ottocento. Attorno si sviluppano vie in salita e palazzi signorili come Palazzo Costi, testimonianza del periodo in cui Ozieri era il secondo centro del nord-ovest sardo. Merita uno sguardo anche l'edificio delle antiche Carceri Borgia.
La Cattedrale dell'Immacolata e il Museo di arte sacra
La cattedrale, costruita nel Quattrocento e trasformata nell'Ottocento, custodisce un polittico cinquecentesco della Madonna di Loreto. Il Museo diocesano di arte sacra raccoglie le opere del Maestro di Ozieri, pittore anonimo del XVI secolo tra i più importanti del Rinascimento sardo.
Il Museo archeologico e la Grotta di San Michele
Nell'ex convento delle Clarisse, il Museo civico archeologico racconta il territorio dalla preistoria all'età moderna, con ceramiche decorate della cultura di Ozieri, un lingotto di rame a forma di pelle di bue e il ripostiglio di Chilivani. A pochi passi dal centro si visita la Grotta di San Michele, dove gli scavi del 1914 portarono alla luce questa civiltà del Neolitico recente (fine IV millennio a.C.).
Sant'Antioco di Bisarcio
A circa 10 km, sulla piana di Chilivani, sorge la basilica di Sant'Antioco di Bisarcio, antica cattedrale costruita in più fasi a partire dall'XI secolo: è una delle massime espressioni del romanico in Sardegna, con un panorama splendido sulla campagna.
Il Pont'Ezzu
Il "ponte vecchio" sul rio Mannu è un ponte romano del II secolo d.C. a sei arcate, il meglio conservato dei tre ponti antichi della zona.
Cosa fare a Ozieri
- Itinerari archeologici: il territorio conta oltre cento nuraghi, tra cui Burghidu e Sa Mandra 'e Sa Jua, e circa 150 domus de janas (tombe scavate nella roccia).
- Il mondo del cavallo: Chilivani ha una lunga tradizione ippica, raccontata anche in un museo dedicato; si possono fare passeggiate a cavallo in campagna.
- Visite culturali tra musei, chiese e il museo etnografico del centro.
- Laboratori di cucina e dolci per scoprire i suspiros e le ricette del Logudoro.
- Bici ed escursioni nelle campagne del Monte Acuto.
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Storia
Il territorio è abitato dal Neolitico: la cultura di Ozieri (circa 4000-3200 a.C.) si diffuse in tutta l'isola. Seguirono i nuraghi e i Romani, che lasciarono il Pont'Ezzu e un busto di Cerere. Il nome antico era Othieri. Nel Medioevo apparteneva al Giudicato di Torres, mentre Bisarcio era sede vescovile; la diocesi, soppressa nel 1503 e ripristinata nel 1803, prese nel 1915 il nome di Ozieri. Nel Trecento Ozieri era capoluogo del Monte Acuto, sotto gli Aragonesi divenne feudo e nel Settecento crebbe fino a essere uno dei centri più importanti del nord. Nel 1836 Carlo Alberto le concesse il titolo di città.
Cosa mangiare e cosa comprare
Ozieri è famosa per i suspiros (sospiri), dolcetti noti dall'Ottocento a base di mandorle, miele e zucchero, ricoperti di glassa, e per le copulettas, altro dolce tipico della città. La tavola del Logudoro offre pane di grano duro, formaggi di pecora, carni arrosto e minestre tradizionali. Da portare a casa: dolci, formaggi e prodotti dell'artigianato locale.
Feste e tradizioni
Ozieri è una capitale della lingua sarda: dal 1956 ospita il Premio Ozieri di letteratura sarda, il più antico concorso letterario in lingua sarda, e ha una lunga tradizione di poesia e canto. Le feste religiose dei quartieri e delle chiese campestri animano il calendario, con processioni e momenti di festa popolare.
Dintorni
- Pattada (circa 25 minuti): il paese dei celebri coltelli.
- Lago del Coghinas e Oschiri (circa 25 minuti), con la chiesa di Nostra Signora di Castro.
- Codrongianos e Saccargia (circa 40 minuti): la basilica romanica bicolore.
- Torralba e il Nuraghe Santu Antine (circa 35 minuti).
Come arrivare e quando andare
Ozieri si raggiunge da Sassari in circa 45 minuti e da Olbia in circa un'ora d'auto; la stazione ferroviaria di Chilivani, a pochi chilometri, è un nodo della rete sarda. Gli aeroporti più vicini sono Olbia e Alghero. Primavera e autunno sono ideali per visitare siti archeologici e campagne; in estate il centro è una piacevole alternativa culturale al mare.
Domande frequenti
Quanti giorni servono per visitare Ozieri?
Una giornata intera basta per centro, musei e grotta di San Michele; con due giorni aggiungi Bisarcio, il Pont'Ezzu e qualche nuraghe.
Cos'è la cultura di Ozieri?
È una civiltà del Neolitico recente diffusa in tutta la Sardegna, nota per le ceramiche decorate e le domus de janas; prende il nome dalla grotta di San Michele.
Ozieri è adatta alle famiglie?
Sì: grotta, museo e campagne con i cavalli sono esperienze piacevoli anche per i bambini.







