Cosa fare a Bottidda
Cosa vedere a Bottidda: il convento francescano del Monte Rasu, i murales, 26 nuraghi, l'olivastro millenario e i fuochi di Sant'Antonio.

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Bottidda è un paese di circa 650 abitanti del Goceano, a circa 400 metri di quota, ai piedi del Monte Rasu e accanto al colle di Sa Corona. Boschi di lecci, querce e castagni, ruscelli e nuraghi circondano un centro con piazzette decorate da murales. È la porta d'accesso a un luogo speciale: il convento del Monte Rasu, considerato il primo insediamento francescano della Sardegna.
Cosa vedere a Bottidda
Convento francescano del Monte Rasu
A circa 900 metri di quota, secondo la tradizione fu fondato intorno al 1220 da un discepolo di San Francesco. Restaurato all'inizio del Novecento, conserva le celle dei frati e un antico lavabo in pietra; accanto cresce un castagno secolare che, si racconta, fu piantato dai primi frati.
Chiese del paese
La parrocchiale della Madonna del Rosario, neoclassica di fine Ottocento, custodisce un crocifisso ligneo molto particolare. La chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta di Sant'Antonio, sorgeva accanto a un convento seicentesco oggi scomparso.
Murales
Diverse piazze del centro sono decorate da murales di artisti sassaresi e locali: una passeggiata colorata tra le case antiche.
Nuraghi e tomba dei giganti
Il territorio conta 26 nuraghi, tra cui Sa Corona, che dà il nome al colle, Arvas, Gallisai e Ortivai. C'è anche la tomba dei giganti di Pasciarzu, sepoltura collettiva nuragica.
Cosa fare a Bottidda
Il Monte Rasu e l'area forestale di Monte Pisanu sono ideali per trekking e mountain bike tra boschi di castagni e piccoli laghi. Da non perdere l'olivastro millenario di S'Orculana, vicino all'omonimo nuraghe, con un tronco enorme e una chioma imponente. Il sentiero verso il convento unisce natura, panorama e spiritualità. Scopri qui sotto le escursioni proposte dagli operatori del territorio.
Storia
Il nome deriva dall'antico villaggio di Gocille, poi Gotille e Botille. Abitata fin dalla preistoria, nel Medioevo Bottidda fece parte del giudicato di Torres e della diocesi di Ottana. Dopo il 1259 passò ai Doria e ai Malaspina, poi alla contea del Goceano sotto l'Arborea; nel 1478 venne agli Aragonesi e nel 1839 fu riscattata dal feudalesimo. Un tempo viveva soprattutto di vigneti; oggi prevale la pastorizia.
Cosa mangiare e cosa comprare
Il dolce simbolo sono sas tiliccas, offerte ai visitatori durante la festa di gennaio. A tavola trovi formaggi di pecora, carni e pane della tradizione del Goceano.
Feste e tradizioni
- Fuochi di Sant'Antonio, 16 gennaio: attorno al grande falò un cavaliere compie sei giri portando su pani 'e s'ardia e lo stendardo del santo, nel rito di s'inghiriu; poi i fedeli lo ripetono a piedi.
- Feste di San Francesco al convento del Monte Rasu: 2 agosto e 4 ottobre.
Dintorni
- Burgos: castello del Goceano e Museo dei Castelli di Sardegna.
- Nuraghe Costa e la foresta di Burgos.
- Bono e la foresta di tassi di Sos Nibberos.
- Esporlatu e Illorai.
Come arrivare e quando andare
Gli aeroporti di Olbia e Alghero sono a circa un'ora e mezza d'auto. Il periodo migliore va dalla primavera all'autunno; il 16 gennaio vale il viaggio per vivere i fuochi di Sant'Antonio.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Bottidda?
Mezza giornata per paese e murales; una giornata intera includendo il convento del Monte Rasu.
Il convento del Monte Rasu è il primo francescano della Sardegna?
Così vuole la tradizione, che ne fa risalire la fondazione al 1220 circa.
Bottidda è adatta alle famiglie?
Sì: boschi, murales e la festa dei fuochi sono esperienze adatte anche ai bambini.







