Logudoro, Meilogu e Goceano · Città metropolitana di Sassari

Cosa fare a Padria

Cosa vedere a Padria: l'antica Gurulis Vetus, il museo archeologico, la chiesa di Santa Giulia, i ponti romani e il canyon di Su Entale.

Padria, Sardegna
© Gianni Careddu · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

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Padria è un borgo di circa 580 abitanti del Meilogu, nella valle del fiume Temo, a circa 50 chilometri da Alghero e 60 da Sassari. Sorge ai piedi di tre colli, San Giuseppe, San Paolo e San Pietro, e ha alle spalle una storia sorprendente: qui sorgeva Gurulis Vetus, città punica e romana. Archeologia, palazzi in pietra e un canyon con cascate ne fanno una meta per viaggiatori curiosi ed escursionisti.

Cosa vedere a Padria

Museo civico archeologico

Ospitato nell'antico monte granatico, espone reperti dal Neolitico (cultura di Ozieri) all'età punica e romana, con numerose terrecotte votive databili tra il III secolo a.C. e il III d.C.

Colle San Paolo e su Palattu

Sul colle che domina il paese resta un bastione lungo circa 65 metri, rudere di una fortezza di età punica. Nel Cinquecento vi sorse il palazzo baronale dei De Ferrera, detto su Palattu.

Chiesa di Santa Giulia

La parrocchiale, riedificata nel 1520, è un bell'esempio di gotico di influenza iberica: una sola navata con cinque campate a crociera e un portale decorato. In paese ci sono anche le chiese di Santa Maria degli Angeli, Santa Croce e San Giuseppe, e architravi scolpiti dai picapedras, gli scalpellini locali, con motivi di gusto catalano.

Nuraghi e ponti romani

Il territorio conta circa 40 nuraghi, quasi uno per chilometro quadrato, in gran parte a torre singola; il nuraghe Longu è un complesso. Sul Temo restano tre ponti di origine romana: Ettòri, Ulumu ed Enas.

Cosa fare a Padria

Il canyon del rio Su Entale, lungo circa due chilometri e con cascate suggestive, è la meta più amata dagli escursionisti. Il territorio offre percorsi di trekking e mountain bike tra la valle del Temo e i colli, mentre la strada statale 292 verso Bosa, tutta curve e panorami, è amata dai motociclisti. Trovi qui sotto le esperienze degli operatori della zona per esplorare Padria e il Meilogu con una guida.

Storia

Domus de janas, tombe dei giganti e nuraghi raccontano una presenza neolitica e nuragica. Il sito è identificato con Gurulis Vetus, citata dal geografo Tolomeo; secondo la tradizione i suoi abitanti fondarono poi Gurulis Nova, l'attuale Cuglieri. I Romani costruirono i ponti sul Temo e sfruttarono la miniera d'argento di Salghertalzu. Nel Medioevo Padria fu capoluogo della curatoria di Cabuabbas, nel giudicato di Torres; passò poi ai Doria e agli Aragonesi, fino al riscatto del 1839.

Cosa mangiare e cosa comprare

La cucina è quella pastorale del Meilogu: formaggi pecorini, ricotta, agnello e pani tradizionali, accompagnati dai vini della zona.

Feste e tradizioni

  • Sant'Antonio Abate: 17 gennaio.
  • San Giuseppe: 19 marzo.
  • Santa Giulia, patrona: 22 maggio.

Dintorni

  • Bosa e il suo mare, lungo la valle del Temo.
  • Pozzomaggiore e il Museo del Cavallo.
  • Mara e il santuario di Bonu Ighinu.
  • Monteleone Rocca Doria e il lago del Temo.

Come arrivare e quando andare

L'aeroporto di Alghero è a circa un'ora d'auto; Sassari e il porto di Porto Torres sono a poco più di un'ora. Il mare di Bosa dista circa 40 minuti. Primavera e autunno sono perfetti per il canyon e i sentieri; in estate puoi alternare il borgo e la costa.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per visitare Padria?

Mezza giornata per museo e borgo; una giornata intera con il canyon di Su Entale.

Padria ha il mare?

No, è nell'interno, ma le spiagge di Bosa sono a circa 40 minuti d'auto.

Cos'era Gurulis Vetus?

Un centro abitato di età punica e romana ricordato da Tolomeo, identificato con l'area dell'attuale Padria.

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