Cosa fare a Mara
Cosa vedere a Mara: il santuario di Bonu Ighinu con le cumbessias, le grotte di Filiestru e Tintirriolu, i nuraghi e la chiesa di San Giovanni.

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Mara è un paese di circa 530 abitanti del Meilogu, su un pianoro tra colline e valli coperte di macchia mediterranea, a circa 50 chilometri da Sassari e da Alghero. Il suo nome è legato a una delle pagine più antiche della preistoria sarda: le grotte del suo territorio hanno dato il nome alla cultura di Bonu Ighinu, del Neolitico medio. Santuario campestre, grotte e nuraghi ne fanno una meta per appassionati di archeologia, natura e devozione popolare.
Cosa vedere a Mara
Santuario di Nostra Signora di Bonu Ighinu
Su un colle tra due rilievi, il santuario fu ampliato nel Seicento e restaurato nel 1797. Ha una facciata rococò e, all'interno, tre altari lignei barocchi. Attorno sorgono le cumbessias, le casette dei pellegrini, con logge e piccoli palazzi. La leggenda racconta che la Madonna apparve per riportare la pace tra comunità vicine in lite.
Grotte di Filiestru e Sa Ucca de su Tintirriolu
La «bocca del pipistrello» e la grotta di Filiestru furono abitate dal VI millennio a.C. fino alla fine dell'età del Bronzo. La grotta principale ha una galleria con volte alte 20–25 metri, stalattiti, stalagmiti e un torrente sotterraneo. I reperti sono custoditi al Museo Sanna di Sassari.
Chiese del paese
La parrocchiale di San Giovanni Battista, del Settecento, ha un campanile gotico-aragonese, una facciata barocca, altari lignei, un retablo del Seicento e tele del Settecento. Nella parte antica del paese si trova la chiesa di Santa Croce, del XVII secolo.
Nuraghi e castello
Il territorio conta 17 nuraghi, alcuni ben conservati come il Tomasu e il Coladolzos, e l'insediamento di sa Mura. Su una cima restano i ruderi del castello di Bonu Ighinu, di origine medievale.
Cosa fare a Mara
Le colline attorno al paese e il monte Traesu, a nord, uno dei crateri vulcanici del Meilogu, offrono belle camminate tra macchia e pascoli. Un itinerario tra il santuario, le grotte (da visitare informandosi in loco o con una guida) e i nuraghi racconta millenni di storia in pochi chilometri. Scopri qui sotto le esperienze proposte dagli operatori della zona.
Storia
Le grotte testimoniano una presenza umana dal Neolitico; in età nuragica sorsero diversi nuraghi. Il paese nacque intorno al XIV secolo vicino al castello di Bonu Ighinu, costruito forse dai Doria alla fine del Duecento, passato poi all'Arborea e agli Aragonesi, che lo smantellarono nel 1432. Mara entrò quindi nella baronia di Bonvehì; nel 1790 passò agli Amat e nel 1839 fu riscattata con la fine del feudalesimo.
Cosa mangiare e cosa comprare
La tradizione è agropastorale, raccontata anche in un centro di documentazione sulla civiltà contadina: formaggi di pecora, ricotta, carni e pani del Meilogu.
Feste e tradizioni
La festa più importante è quella della Madonna di Bonu Ighinu, a fine settembre, quando il santuario e le cumbessias si riempiono di fedeli.
Dintorni
- Pozzomaggiore: Museo del Cavallo e Ardia.
- Padria: museo archeologico e canyon di Su Entale.
- Semestene e San Nicola di Trullas.
- Bosa e il mare.
Come arrivare e quando andare
L'aeroporto di Alghero è a circa un'ora d'auto, così come Sassari e il porto di Porto Torres. Primavera e autunno sono ideali; a fine settembre la festa del santuario è un'occasione speciale.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Mara?
Mezza giornata per paese e santuario; di più se aggiungi grotte e nuraghi.
Cos'è la cultura di Bonu Ighinu?
Una cultura del Neolitico medio sardo, chiamata così dai ritrovamenti nelle grotte di Mara.
Mara è adatta alle famiglie?
Sì: santuario, grotte e campagne aperte sono una bella scoperta anche per i ragazzi.







