Cosa fare a Ittireddu
Cosa vedere a Ittireddu: il museo archeologico, la chiesa romanica di San Giacomo, domus de janas, nuraghi, pozzo sacro e ponte romano.

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Ittireddu è un piccolo paese di meno di 500 abitanti del Logudoro, a circa 50 km da Sassari, costruito sul Monte Ruiu («monte rosso») e circondato da antichi vulcani spenti. Il nome significa «piccola Ittiri». Nonostante le dimensioni, il suo territorio è uno scrigno archeologico: decine di domus de janas, nuraghi, un pozzo sacro, un ponte romano e un museo che racconta tutto questo. È la meta giusta per chi ama la preistoria, le chiese romaniche e i paesi autentici lontani dalle folle.
Cosa vedere a Ittireddu
Museo archeologico ed etnografico
Il Civico museo archeologico ed etnografico espone reperti dalla preistoria al Medioevo, tra cui i materiali del nuraghe Funtana: tavolini in pietra, vasellame e un vaso che conteneva circa 20 kg di lingotti di rame. La sezione etnografica illustra la vita contadina e pastorale, la lavorazione di latte, pane e dolci, l'intreccio e la tessitura.
Le chiese
A circa 1 km dal paese sorge San Giacomo, chiesa romanica del XII secolo con muri in pietra a vista, una sola navata e tetto a capriate. In paese, Santa Croce ha origini bizantine ed è affiancata da una fontana del 1861 in tufo rosato; la parrocchiale di Nostra Signora Inter Montes custodisce una statua lignea del Seicento.
Siti archeologici
- Domus de janas: circa sessanta tombe scavate nel tufo, tra cui la necropoli di Monte Pira, con 26 sepolture del Neolitico finale e dell'Eneolitico.
- Nuraghe Funtana, complesso con torre principale e torri aggiunte, e Sa Domo 'e s'Orku, un arcaico nuraghe a corridoio.
- Funtana 'e Baule, pozzo sacro nuragico in blocchi di tufo.
- Ponte 'Etzu («ponte vecchio»), ponte romano in basalto nero e tufo chiaro al confine con Mores.
- Olensas, cisterne e vasche scavate nella roccia per la lavorazione dell'olio.
Cosa fare a Ittireddu
Il modo migliore per scoprire Ittireddu è a piedi: brevi escursioni tra colline vulcaniche e campagne portano alle necropoli, ai nuraghi e al ponte romano. Con una guida potrai leggere i segni lasciati da cinquemila anni di storia, e in bici puoi collegare i siti con i paesi vicini. Scopri qui sotto le esperienze proposte dagli operatori della zona e prenota la tua escursione.
Storia
Il territorio è stato abitato nel Neolitico, in età nuragica e in epoca romana, quando qui c'era una mansio, una stazione di sosta lungo la strada verso Turris Libisonis (Porto Torres). Nel Medioevo appartenne al Giudicato di Torres, poi ai Doria e all'Arborea; dopo il 1420 divenne feudo aragonese. Il paese fu riscattato con l'abolizione del feudalesimo nel 1839. Nel 1870 fu l'epicentro del terremoto del Logudoro.
Cosa mangiare e cosa comprare
La cucina è quella agropastorale del Logudoro: formaggi di pecora, pane casereccio e dolci tradizionali, temi che ritrovi anche nella sezione etnografica del museo. Il toponimo Olensas ricorda l'antica produzione di olio.
Feste e tradizioni
La festa principale è quella del patrono Santu Jagu (San Giacomo), a fine luglio. Il sardo parlato in paese è il logudorese settentrionale.
Dintorni
- Mores, con il dolmen di Sa Coveccada.
- Ozieri, con la grotta di San Michele e il museo archeologico.
- Nughedu San Nicolò e la necropoli di Sos Furrighesos ad Anela.
Come arrivare e quando andare
Ittireddu si trova nei pressi della SS 597 Sassari-Olbia, vicino a Ozieri. Gli aeroporti più comodi sono Alghero-Fertilia e Olbia, entrambi a circa un'ora e mezza d'auto o poco meno; i porti di riferimento sono Porto Torres e Olbia. Primavera e autunno sono ideali per camminare tra i siti archeologici; a fine luglio il paese si anima per Santu Jagu.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Ittireddu?
Mezza giornata per il museo e le chiese; una giornata intera se vuoi raggiungere necropoli, nuraghi e ponte romano.
Ittireddu è adatto ai bambini?
Sì: il museo e le brevi passeggiate verso le domus de janas sono un'ottima lezione di storia all'aria aperta.
Cosa abbinare a Ittireddu?
Il dolmen di Mores e la grotta di San Michele a Ozieri, entrambi a pochi chilometri.







