Cosa fare a Baressa
Cosa vedere a Baressa, il paese dei mandorli in Marmilla: chiesa di San Giorgio, casa museo, Parco Marrogali, dolci di mandorle e sagra.

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Baressa è un borgo di circa cinquecento abitanti dell'Alta Marmilla, in provincia di Oristano, tra il Monte Arci e il Monte Grighine. È il paese dei mandorli: alla fine dell'inverno le colline intorno si coprono di fiori bianchi e rosati, uno spettacolo che da solo vale il viaggio. Tranquillo e autentico, è adatto a chi cerca natura, tradizioni contadine e dolci di mandorle.
Cosa vedere a Baressa
Chiesa di San Giorgio
La parrocchiale fu costruita intorno al 1600 su una chiesa più antica. Ha una navata con volta a botte, quattro cappelle laterali, un altare maggiore in marmi policromi e un campanile con cuspide rivestita di piastrelle rosse. Custodisce una statua della Madonna molto amata dagli abitanti.
Casa museo
Nel centro storico, una casa di fine Ottocento ricostruisce la vita agropastorale: la stalla, il mulino, il focolare, la camera da letto, la dispensa, il granaio e la stanza del telaio, s'omu de su trobaxiu. Nel cortile si vedono aratri, un torchio e una macina.
Santa Maria di Atzeni
Una piccola cappella campestre ricorda il villaggio medievale di Atzeni, sorto su un insediamento di epoca punico-romana. Il territorio conserva anche i nuraghi Molas, Monte Majore e Su Sensu e diversi siti romani.
Cosa fare a Baressa
A circa 1 km dal paese, il Parco Marrogali è un bosco di lecci e roverelle di circa tre ettari con oltre mille olivi secolari, ideale per una passeggiata all'ombra. Le strade di campagna tra mandorleti, vigne e uliveti sono perfette in bici o a piedi, soprattutto durante la fioritura. Dal paese si raggiungono facilmente il Monte Arci e la Giara. Scorri la pagina per trovare le esperienze proposte dagli operatori del posto.
Storia
I nuraghi testimoniano un insediamento già nell'età del bronzo, e numerosi siti raccontano la presenza romana. Nel Medioevo Baressa apparteneva al Giudicato di Arborea; dopo la caduta del giudicato passò agli Aragonesi, nel feudo dei Carroz, e dal 1603 al marchesato di Quirra, fino al riscatto del 1839. Nel 1927 le fu unito il vicino comune di Baradili, che tornò poi autonomo.
Cosa mangiare e cosa comprare
Le mandorle sono protagoniste di dolci tradizionali come amaretti, gueffus e il gateau, il croccante di mandorle e zucchero caramellato. Si producono anche vino, olio e pan'e sapa, il pane dolce al mosto cotto. Tra l'artigianato spiccano i cestini scatteddus, intrecciati con canna e olivastro.
Feste e tradizioni
L'appuntamento più atteso è la Sagra della mandorla, tra fine agosto e inizio settembre, con mostra mercato dei prodotti e dell'artigianato, dimostrazioni di preparazione e degustazione di pani e dolci tradizionali.
Dintorni
- Baradili, a circa 2 km: il comune più piccolo della Sardegna.
- Siddi: la tomba di giganti Sa Dom'e s'Orku, il museo ornitologico e la Giara di Siddi.
- Ussaramanna, con il nuraghe San Pietro.
- Barumini e Su Nuraxi, patrimonio UNESCO, a circa 20 minuti.
Come arrivare e quando andare
Dalla SS 131 Carlo Felice si esce a Uras e si prosegue verso l'interno passando per Mogoro; in alternativa si arriva da Villamar e Lunamatrona. L'aeroporto e il porto di Cagliari sono a circa un'ora e un quarto d'auto. Il momento più bello è la fine dell'inverno, con i mandorli in fiore; anche la primavera e l'inizio di settembre, con la sagra, sono ottimi.
Domande frequenti
Quando fioriscono i mandorli a Baressa?
In genere tra fine gennaio e febbraio, a seconda dell'andamento dell'inverno.
Quanto tempo serve per visitare Baressa?
Mezza giornata per paese, casa museo e Parco Marrogali; abbinala a Baradili e Barumini per una giornata piena.
Baressa è adatta alle famiglie?
Sì: il parco con gli olivi secolari e la casa museo sono perfetti per i bambini.





