Cosa fare a San Nicolò Gerrei
Cosa vedere a San Nicolò Gerrei: il sito di Santu Iaci e la colonna trilingue, nuraghi, fonti sacre, feste di San Nicola e consigli utili.

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San Nicolò Gerrei è un paese agropastorale di circa 700 abitanti nel Gerrei, la zona collinare a sud del Flumendosa, a circa un'ora d'auto da Cagliari. In sardo si chiama Pauli Gerrei: fino al 1863 il paese era noto come Pauli, cioè «palude», perché sorge in una conca ricca di acque. È famoso tra gli archeologi per la colonna trilingue di Santu Iaci, una delle iscrizioni antiche più importanti della Sardegna. È la meta giusta per chi cerca archeologia, silenzio e campagne poco battute.
Cosa vedere a San Nicolò Gerrei
Santu Iaci e la colonna trilingue
A circa 4 km dal paese si trova il sito di Su Putzu de Santu Iacci, dove in età nuragica una sorgente era raccolta in un pozzo sacro. Oggi restano ruderi e frammenti di ceramica che vanno dall'età nuragica a quella romana. Qui nel 1861 fu trovata la base di colonna in bronzo con un'iscrizione in latino, greco e punico, della metà del II secolo a.C.: è la dedica di un ringraziamento per una guarigione al dio Eshmun, l'Asclepio dei Greci. L'originale non è in paese, ma il luogo racconta bene quanto questa terra fosse crocevia di culture.
Nuraghi e fonti sacre
Nel territorio si trovano i nuraghi Monti Taccu e Su Nuraxi, la capanna sacra nuragica di Forreddus, il circolo megalitico di Mont'Ixi e tre fonti sacre, tra cui quella ben conservata di Su Musuleu.
Il paese
Nel centro sorge la chiesa del patrono San Nicola, da cui il paese prende il nome.
Cosa fare a San Nicolò Gerrei
Il territorio ondulato, fatto di altopiani, sorgenti e pascoli, si presta a passeggiate e itinerari in bici o a cavallo tra un sito archeologico e l'altro. Il monte Ixi, al confine con Silius, è il rilievo più alto della zona. Da qui raggiungi facilmente il Flumendosa e il parco dei Sette Fratelli. Scopri più sotto le esperienze proposte dagli operatori del territorio.
Storia
L'area è abitata dal Neolitico e conserva numerose tracce nuragiche; in epoca punica e romana il paese era già un centro abitato, come mostrano anche un tesoretto di monete romane e un sarcofago di marmo con Apollo e le Muse, oggi lontano dalla Sardegna. Nel Medioevo, con il nome di Pauli Gerrei, fu capoluogo della curatoria del Gerrei nel Giudicato di Cagliari. Passò poi ai Pisani e, intorno al 1324, agli Aragonesi. Nel 1681 entrò nella contea di Villasalto e poi nel marchesato di Villaclara; nel 1839 fu riscattato con la fine del feudalesimo.
Cosa mangiare e cosa comprare
La cucina segue la tradizione pastorale del Gerrei: formaggi di pecora e di capra, carni ovine, pane fatto in casa e dolci sardi a base di mandorle e miele. Nelle campagne si coltivano cereali e vite.
Feste e tradizioni
Il patrono San Nicola viene festeggiato due volte l'anno: a metà maggio e all'inizio di dicembre, con riti religiosi e momenti di festa in paese.
Dintorni
- Silius: i ruderi del castello di Sassai.
- Villasalto: la miniera di antimonio di Su Suergiu.
- Armungia: il nuraghe in piazza e la casa di Emilio Lussu.
- Goni: il parco dei menhir di Pranu Muttedu.
Come arrivare e quando andare
Aeroporto e porto più vicini sono a Cagliari, a circa un'ora d'auto lungo la statale 387 via Dolianova. Il periodo migliore è la primavera, quando le campagne sono verdi, oppure l'autunno; d'estate visita i siti al mattino presto.
Domande frequenti
Dove si trova la colonna trilingue?
È stata trovata a Santu Iaci, nel territorio del paese, ma l'originale è conservato fuori dalla Sardegna, a Torino.
Quanto tempo serve per visitare San Nicolò Gerrei?
Mezza giornata basta per il paese e un sito archeologico; abbinalo a Silius o Villasalto per una giornata nel Gerrei.
È una meta adatta a chi non ama l'archeologia?
Sì, se cerchi tranquillità, natura e cucina di campagna: è un ottimo punto di partenza per esplorare la valle del Flumendosa.




