Cosa fare a Gonnosnò
Cosa vedere a Gonnosnò, in Marmilla: pozzo sacro di San Salvatore, tombe di giganti, nuraghe Nieddiu sulla Giara, chiese di Sant'Elena e di Figu.
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Gonnosnò è un paese di circa settecento abitanti dell'alta Marmilla, a circa 200 metri di quota ai piedi della Giara, con la piccola frazione di Figu. Il nome richiama le alture (gon-) che lo sovrastano. Vale la visita per il pozzo sacro nuragico di San Salvatore, per le tombe di giganti e per il nuraghe Nieddiu affacciato dall'orlo dell'altopiano. È una meta per appassionati di archeologia, camminatori e per chi ama i paesi agricoli con feste sentite.
Cosa vedere a Gonnosnò
Il pozzo sacro di San Salvatore
Il tempio a pozzo nuragico di San Salvatore è costruito con blocchi di pietra lavorati e si trova a breve distanza dalla sorgente. I pozzi sacri erano luoghi di culto dell'acqua, tra i monumenti più raffinati della civiltà nuragica.
Le tombe di giganti di is Lapideddas
Sono quattro tombe collettive dell'età del Bronzo, chiamate "tombe di giganti" per le loro grandi dimensioni.
Il nuraghe Nieddiu
È il più importante del territorio: sorge su uno sperone della Giara, costruito in basalto sbozzato, con un diametro di circa 11 metri. Nelle campagne si contano anche una decina di nuraghi a torre singola e, sulla Giara, un recinto in pietra lastricato.
Le chiese
La parrocchiale di Sant'Elena imperatrice ha un campanile del 1645, un tempo coperto di tegole colorate; dentro custodisce due cappelle del 1690, un fonte battesimale seicentesco e un altare maggiore con paliotto in marmo policromo. A Figu, su una collina, la chiesa della Natività di Maria, del 1624, ha una navata unica con copertura in legno.
Cosa fare a Gonnosnò
Dal paese si sale sulla Giara, l'altopiano basaltico dei cavallini selvatici, delle sughere e degli stagni stagionali: perfetta per escursioni a piedi, in bici o a cavallo. Le colline intorno, tra uliveti e campi, invitano a lunghe passeggiate tra un sito archeologico e l'altro. Scopri le escursioni e le visite guidate proposte dagli operatori del posto, qui sotto.
Storia
Il territorio fu abitato in età prenuragica, nuragica, punica e romana. Nel Medioevo appartenne al Giudicato di Arborea, nella curatoria di Parte Usellus; poi al Marchesato di Oristano e, dal 1478, agli Aragonesi come feudo dei Carroz, quindi al Marchesato di Quirra. Nel 1678 a Figu nacque un monte granatico, una "banca del grano" per i contadini, tra i primi in Sardegna. Riscattato nel 1839, nel 1928 fu aggregato a Baressa; nel 1947 nacque il comune di Figu-Gonnosnò, che dal 1964 si chiama Gonnosnò.
Cosa mangiare e cosa comprare
L'economia è agropastorale: olio d'oliva, formaggi di pecora e pane casereccio sono i prodotti di casa, come ricorda lo stemma con il ramo d'ulivo e le pecore. Il paese ha anche una tradizione artigiana.
Feste e tradizioni
- Metà gennaio: i fuochi di Sant'Antonio Abate; il 20 gennaio San Sebastiano.
- Martedì dopo Pasquetta: la festa di San Salvatore.
- Maggio: San Bernardino da Siena e San Priamo.
- Metà agosto: Sant'Elena, la patrona.
- Inizio ottobre: Santa Vitalia.
Dintorni
- Giara di Gesturi: i cavallini selvatici.
- Albagiara e Usellus: il bosco di su Padenti e la chiesa di Santa Reparata.
- Ales: la cattedrale e il Museo del giocattolo tradizionale.
- Barumini: Su Nuraxi, patrimonio UNESCO, a circa mezz'ora.
Come arrivare e quando andare
L'aeroporto di Cagliari-Elmas dista circa un'ora e un quarto lungo la SS131, uscendo verso Uras e proseguendo verso Ales; Oristano è a circa 45 minuti. Primavera e autunno sono i periodi migliori per visitare i siti archeologici e camminare sulla Giara.
Domande frequenti
Cosa vedere a Gonnosnò in poco tempo?
Il pozzo sacro di San Salvatore e la parrocchiale di Sant'Elena; se hai mezza giornata, aggiungi il nuraghe Nieddiu sulla Giara.
Gonnosnò è adatta alle famiglie?
Sì, con passeggiate facili e la possibilità di vedere i cavallini della Giara a pochi minuti d'auto.
Cos'è il monte granatico di Figu?
Un'istituzione del 1678 che prestava grano da semina ai contadini: una delle prime della Sardegna.




