Cosa fare a Turri
Cosa vedere a Turri, paese dello zafferano in Marmilla: centro storico, Monte Granatico, nuraghi, sagra dello zafferano e Barumini vicina.

Stiamo raccogliendo le prime esperienze per questa zona. Torna presto, oppure segnalaci un operatore che conosci.
Turri è un piccolo paese di meno di quattrocento abitanti nella parte pianeggiante della Marmilla, tra la Giara di Gesturi e la Giara di Siddi, nella provincia del Sud Sardegna. È uno dei centri sardi dello zafferano, l'«oro rosso» dell'isola, che compare persino nel suo stemma. A una manciata di chilometri da Barumini, è una tappa ideale per chi vuole unire archeologia nuragica, borghi rurali e sapori autentici.
Cosa vedere a Turri
Il centro storico
Le vie del paese sono segnate dalle tradizionali case a corte, chiuse da alti muri, con il cortile davanti, l'orto sul retro e grandi portali d'ingresso, in buona parte tra Ottocento e Novecento.
Chiesa di San Sebastiano e Monte Granatico
La chiesa di San Sebastiano risale al Seicento. Di fronte sorge il palazzo del Monte Granatico, della seconda metà dell'Ottocento, l'antico deposito comunitario del grano, con eleganti decorazioni di gusto palladiano sopra le finestre.
Cimitero di Sant'Elia e Parco degli ulivi
Il vecchio cimitero monumentale di Sant'Elia, chiamato Su Campusantu Becciu, è un luogo suggestivo e raccolto; il Parco degli ulivi offre un angolo verde per una pausa.
Nuraghi
Il territorio è disseminato di nuraghi: a torre singola come Bruncu Monti Ari, Turriga e Sirissi, e complessi come Cabonu e Su Senzu.
Cosa fare a Turri
Turri è una base comoda per esplorare la Marmilla: in pochi minuti sei a Barumini, alla Giara con i suoi cavallini selvatici e ai nuraghi dei paesi vicini. Le strade di campagna, piatte e poco trafficate, sono perfette per la bici. In autunno, quando fiorisce lo zafferano, vale la pena scoprire come si raccolgono e si essiccano gli stimmi. Trovi qui sotto le esperienze proposte dagli operatori della zona.
Storia
Il territorio era abitato già in età nuragica e fu probabilmente conosciuto da Fenici e Punici. Nel Medioevo Turri faceva parte del Giudicato di Arborea, nella curatoria di Marmilla. Dopo il 1420 passò agli Aragonesi, nel feudo dei Carroz, e dal 1603 al marchesato di Quirra; con l'abolizione del feudalesimo, nel 1839, fu riscattato dall'ultimo feudatario e divenne comune libero.
Cosa mangiare e cosa comprare
Il prodotto da portare a casa è lo zafferano, coltivato nella pianura e usato in molte ricette sarde, dai dolci come le pardulas ai primi piatti. La campagna intorno produce anche grano, olio e ortaggi.
Feste e tradizioni
- Mostra degli spaventapasseri, a settembre: il paese si riempie di pupazzi creativi.
- Sagra dello zafferano, a novembre, nel periodo del raccolto.
Dintorni
- Barumini: Su Nuraxi, patrimonio UNESCO dal 1997, a circa 15 minuti.
- Tuili: Villa Asquer, la chiesa di San Pietro con il retablo del Maestro di Castelsardo e il parco Sardegna in Miniatura.
- Ussaramanna e Genuri, con i nuraghi San Pietro e San Marco.
- Lunamatrona, con il museo naturalistico Sa Corona Arrubia.
Come arrivare e quando andare
Dalla SS 131 Carlo Felice si prende la SS 197 verso Furtei e Villamar, poi si seguono le indicazioni per Lunamatrona e Ussaramanna fino a Turri. L'aeroporto e il porto di Cagliari sono a circa un'ora d'auto. La primavera è ideale per la campagna verde, l'autunno per lo zafferano in fiore; d'estate fa caldo, meglio muoversi al mattino.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Turri?
Un'ora o due per il paese; abbinalo a Barumini e alla Giara per una giornata completa.
Quando fiorisce lo zafferano a Turri?
In autunno, in genere tra fine ottobre e novembre: i fiori si raccolgono all'alba.
Turri è adatto alle famiglie?
Sì: la mostra degli spaventapasseri e i vicini Sardegna in Miniatura e Giara piacciono molto ai bambini.




