Cosa fare a Siris
Cosa vedere a Siris, borgo ai piedi del Monte Arci: il nuraghe de Inus, l'olivo millenario di San Vincenzo, escursioni, mela cotogna e feste.
Stiamo raccogliendo le prime esperienze per questa zona. Torna presto, oppure segnalaci un operatore che conosci.
Siris è un minuscolo paese di poco più di duecento abitanti in provincia di Oristano, adagiato in una valle verde ai piedi del Monte Arci, al confine con l'Alta Marmilla. Il suo nome è un palindromo, una curiosità che condivide con pochissimi altri comuni italiani. È una meta per chi cerca silenzio, campagna e archeologia: il suo gioiello è il nuraghe de Inus, affacciato sulla vallata dal bordo di un piccolo altopiano.
Cosa vedere a Siris
Nuraghe de Inus
Conosciuto anche come Pranu Nuracci, sorge a circa 440 metri sul margine della piccola giara di Tanca Manna (un altopiano basaltico), a circa 3 km dal paese. È un nuraghe complesso in basalto, con una torre centrale e tre torri collegate, e conserva vicino i resti di un villaggio. Il panorama sulla valle ripaga la salita.
Chiesa di San Vincenzo e l'olivo millenario
La piccola chiesa di San Vincenzo, a pianta centrale e con il tetto interamente in legno, è stata riconsacrata nel 2000 dopo un lungo abbandono. Accanto cresce un olivo millenario, simbolo del paese: la leggenda dice che tra le sue radici sia nascosto il tesoro del santo, destinato solo a chi ha il cuore puro.
Chiesa di San Sebastiano
La parrocchiale, nel centro del paese, custodisce statue di santi, alcune molto antiche.
Cosa fare a Siris
Una parte del Monte Arci ricade nel territorio di Siris: pareti di trachite, grotte, sorgenti e boschi di lecci, querce e sughere fanno da cornice a passeggiate ed escursioni a piedi o in mountain bike. Sul massiccio si trovano anche domus de janas, le tombe preistoriche scavate nella roccia, e le tracce dell'ossidiana lavorata nella preistoria. Puoi abbinare il nuraghe de Inus agli altri nuraghi della zona, come Pranu Forru e Su Sensu. Dai un'occhiata qui sotto alle esperienze proposte dagli operatori del territorio.
Storia
I numerosi nuraghi mostrano che l'area era densamente abitata già nell'età del bronzo, e nei dintorni sono stati trovati resti di epoca romana. Nel Medioevo Siris faceva parte del Giudicato di Arborea; passò poi agli Aragonesi e, dal 1603, al marchesato di Quirra, fino al riscatto del 1839. Nel 1927 fu unito a Masullas e Pompu e tornò autonomo nel 1961.
Cosa mangiare e cosa comprare
Siris è un paese di pastori e i suoi pascoli danno ottimi formaggi. Il prodotto più caratteristico è però la mela cotogna, che cresce spontanea nel territorio ed è la base di dolci e conserve tradizionali.
Feste e tradizioni
- San Sebastiano, a gennaio, con la processione e il grande falò della vigilia.
- Sagra dei formaggi, in primavera, con la curiosa gara di lancio della forma di formaggio.
- San Vincenzo, tra fine agosto e inizio settembre, nella piazza accanto all'olivo millenario; il 1° novembre la statua del santo torna in processione alla parrocchiale.
- Festa della mela cotogna, a novembre.
Dintorni
- Masullas, a pochi minuti: chiesa di San Leonardo e GeoMuseo Monte Arci.
- Pompu, con il nuraghe Santu Miali.
- Morgongiori, con il sito di Sa Scaba 'e Cresia.
- Simala, il paese dei portali.
Come arrivare e quando andare
Siris si raggiunge dalla SS 131 Carlo Felice uscendo verso Uras e proseguendo per Masullas. Oristano è a circa mezz'ora d'auto, l'aeroporto e il porto di Cagliari a poco più di un'ora. La primavera, con i prati fioriti, e l'autunno sono i momenti ideali per camminare; novembre unisce clima mite e festa della mela cotogna.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Siris?
Un paio d'ore per il paese e il nuraghe de Inus; abbinalo a Masullas e Pompu per una giornata piena.
Siris è adatto alle famiglie?
Sì, se ai bambini piace camminare: il nuraghe e i sentieri del Monte Arci sono un'avventura all'aria aperta.
Perché il nome Siris è speciale?
Si legge uguale nei due sensi: è uno dei pochissimi comuni italiani con un nome palindromo.





