Cosa fare a Serri
Cosa vedere e fare a Serri: il santuario nuragico di Santa Vittoria, la Giara di Serri, chiese, escursioni, feste tradizionali e consigli per la visita.

Stiamo raccogliendo le prime esperienze per questa zona. Torna presto, oppure segnalaci un operatore che conosci.
Serri è un piccolo borgo a circa 600 metri d'altezza, sul margine della Giara di Serri, tra Sarcidano e Trexenta, a circa un'ora d'auto da Cagliari. Il suo nome è legato a uno dei luoghi più affascinanti della preistoria sarda: il santuario nuragico di Santa Vittoria, un vero museo a cielo aperto affacciato su un panorama che va dal Gennargentu alle colline della Marmilla. È la meta ideale per appassionati di archeologia, camminatori e per chi ama i paesi tranquilli dell'interno.
Cosa vedere a Serri
Il santuario nuragico di Santa Vittoria
All'estremità sud-occidentale della Giara, protetto da dirupi, sorge uno dei più grandi santuari nuragici dell'isola: l'area scavata copre circa tre ettari, ma in origine il complesso era molto più esteso. Frequentato dall'età del Bronzo, divenne tra il 1100 e l'800 a.C. un grande centro religioso e di incontro tra le comunità della zona. Si visitano il tempio a pozzo, in blocchi di basalto e calcare perfettamente squadrati, con una scala che scende all'acqua sacra; il recinto delle feste, una grande piazza ellittica con portici, botteghe e cucine, dove forse si tenevano feste e assemblee; la curia, una capanna circolare con sedile per una cinquantina di persone; la "capanna del capo" e altri edifici sacri. I bronzetti e gli oggetti più preziosi trovati qui, che rivelano contatti con Etruschi, Fenici e Ciprioti, sono oggi al Museo archeologico nazionale di Cagliari.
La chiesetta di Santa Vittoria
All'interno dell'area archeologica si trova la piccola chiesa romanica di Santa Vittoria, che dà il nome al sito. Le sue origini risalgono probabilmente all'età bizantina; fu poi ricostruita, forse dai monaci vittorini di Marsiglia, riutilizzando in parte le pietre del santuario. È ancora luogo di culto.
Le chiese del paese
La parrocchiale di San Basilio Magno, di impianto romanico-pisano, custodisce un altare maggiore in marmo del Settecento e altari lignei barocchi. Nella parte più antica del paese c'è la chiesetta di Sant'Antonio Abate, del 1770, con la facciata merlata e la piccola campana nell'arco. Sul versante orientale della Giara sorge il santuario campestre di Santa Lucia.
Cosa fare a Serri
Oltre alla visita guidata al santuario, che richiede almeno un paio d'ore, la Giara di Serri è perfetta per escursioni a piedi, in bici o a cavallo: è un altopiano simile, in piccolo, alla Giara di Gesturi, con lecci, querce secolari e macchia mediterranea. Dai bordi si gode un panorama larghissimo, splendido al tramonto. Molti visitatori uniscono Serri ad altri siti nuragici vicini in un itinerario archeologico di una giornata. Le esperienze proposte dagli operatori del posto, dalle visite alle escursioni, le trovi qui sotto, pronte da prenotare.
Storia
La Giara fu frequentata dal Neolitico, ma il momento di massimo splendore fu l'età nuragica, quando Santa Vittoria divenne un luogo sacro e di incontro tra i clan del territorio. In età romana un incendio devastò il complesso, che fu però frequentato ancora in epoca punica, romana, bizantina e medievale. Secondo la tradizione, il paese nacque dalla fuga degli abitanti della vicina città romana di Biora durante un'epidemia. Nel Medioevo Serri appartenne al Giudicato di Cagliari, poi a Pisani e Aragonesi, e fu feudo fino al riscatto del 1839. Gli scavi del santuario, iniziati nel 1909 dall'archeologo Antonio Taramelli, sono proseguiti fino a oggi.
Cosa mangiare e cosa comprare
La cucina locale si basa sui prodotti dei pascoli e dei campi: formaggi di pecora, carni, ortaggi, frutta, olio d'oliva e vino. L'artigianato tradizionale comprende la panificazione, il ricamo, i cestini intrecciati e l'intaglio del legno: un pane decorato o un cestino sono ricordi autentici.
Feste e tradizioni
- Sant'Antonio Abate (metà gennaio): il falò in paese, seguito pochi giorni dopo dalla festa di San Sebastiano.
- Santa Lucia (fine maggio): festa al santuario campestre, legata a una tradizionale fiera del bestiame.
- San Basilio Magno, il patrono (fine agosto).
- Santa Vittoria (11 settembre): processione fino alla chiesetta all'interno del santuario nuragico.
Dintorni
- Nuraghe Arrubiu di Orroli, il "gigante rosso", a circa 20 minuti.
- Isili, con il nuraghe Is Paras e il lago di Is Barrocus.
- Su Nuraxi di Barumini, patrimonio UNESCO, a circa mezz'ora.
- Giara di Gesturi, con i cavallini selvatici.
Come arrivare e quando andare
L'aeroporto e il porto più vicini sono a Cagliari, a circa un'ora d'auto, passando per la Trexenta o la SS128. Il paese ha una fermata sulla linea ferroviaria Cagliari–Isili, a circa un chilometro dall'abitato. I periodi migliori sono la primavera e l'autunno, con temperature miti per camminare sulla Giara; d'estate conviene visitare il santuario al mattino o nel tardo pomeriggio. A metà settembre la festa di Santa Vittoria unisce archeologia e tradizione.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Santa Vittoria?
Almeno due ore per il santuario; con mezza giornata puoi aggiungere una passeggiata sulla Giara e il paese.
Dove si vedono i reperti di Santa Vittoria?
I bronzetti e gli oggetti più importanti sono esposti al Museo archeologico nazionale di Cagliari, che vale la pena abbinare al viaggio.
Serri è adatto alle famiglie?
Sì: il sito è all'aperto e spazioso, e la Giara offre passeggiate facili. Porta cappello e acqua, perché l'ombra è poca.





