Marmilla e Sarcidano · Città metropolitana di Cagliari

Cosa fare a Samatzai

Cosa vedere a Samatzai: la chiesa gotico-aragonese di San Giovanni Battista, il centro contadino, domus de janas, nuraghi e dintorni.

Samatzai, Sardegna
© Piantisergio · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

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Samatzai è un paese di circa 1.500 abitanti all'estremità orientale del Campidano, dove la pianura incontra le colline della Trexenta, a circa 30 km a nord di Cagliari. È un centro agricolo da sempre legato al grano, con un piccolo centro storico di case contadine a corte e una bella parrocchiale gotico-aragonese. Nel territorio si trovano domus de janas e nuraghi. È una tappa tranquilla per chi esplora il sud Sardegna lontano dalla costa e ama l'architettura rurale e la storia dei piccoli borghi.

Cosa vedere a Samatzai

Chiesa di San Giovanni Battista

La parrocchiale di San Giovanni Battista risale al Quattrocento ed è in stile gotico-aragonese: navata unica con copertura in legno, archi a sesto acuto e cappelle laterali. Custodisce statue lignee di santi e una croce astile in argento del Cinquecento.

Santa Barbara e San Pietro

La chiesa di Santa Barbara, del Seicento, ha un piccolo portale sormontato da una finestra e un campanile a vela. In campagna sorge la chiesa di San Pietro, meta di una festa estiva.

Il centro storico

Passeggiando si incontrano le tradizionali case contadine a due piani con ampi cortili, il monte granatico settecentesco (l'antica «banca del grano», oggi centro culturale) e il palazzo baronale. Il piccolo museo Casa del Fabbro racconta il mestiere del fabbro di paese.

Archeologia

Nella località Sa Rocca Pertunta si trova una necropoli di domus de janas (tombe preistoriche scavate nella roccia), mentre in località Domu is Abis sorge il nuraghe Su Nuraxi. Restano anche le rovine dell'antico villaggio di Santu Maccari.

Cosa fare a Samatzai

Samatzai si scopre a piedi, tra cortili e chiese, oppure in bicicletta sulle strade di campagna pianeggianti tra campi di grano, che in primavera si colorano di verde. È un ottimo punto di partenza per un itinerario archeologico nella vicina Trexenta, con le domus de janas di Pimentel a pochi minuti. Qui sotto trovi le esperienze proposte dagli operatori della zona: scegli e prenota.

Storia

Il territorio era abitato già in epoca prenuragica e nuragica. Nel Medioevo Samatzai faceva parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria di Nuraminis; dopo il 1258 passò ai Pisani e, intorno alla metà del Trecento, agli Aragonesi, che ne fecero una baronia. Le cinque famiglie feudatarie che si sono succedute sono ricordate dai cinque scudetti dello stemma, insieme al covone di grano. Il feudo fu abolito nel 1839.

Cosa mangiare e cosa comprare

Siamo nella terra del grano duro: pane tradizionale del Campidano, pasta fatta in casa come i malloreddus, dolci di mandorle e i formaggi di pecora delle aziende della zona. Da cercare anche vino e olio locali.

Feste e tradizioni

A metà luglio si celebra San Pietro nella chiesa di campagna, mentre a fine agosto si tiene la festa del patrono San Giovanni Battista, insieme alla Madonna delle Grazie e a San Raimondo Nonnato, con processioni e serate in piazza.

Dintorni

  • Pimentel: le domus de janas di Corongiu e s'Acqua Salida.
  • Serrenti: il santuario campestre di Santa Vitalia.
  • Ortacesus: il Museo del grano.
  • Sanluri: il castello medievale, a circa 25 minuti.

Come arrivare e quando andare

Samatzai si raggiunge dalla SS 131 e dalla SS 128. L'aeroporto di Cagliari-Elmas e il porto di Cagliari sono a circa 35 minuti d'auto; le spiagge più vicine, come il Poetto, a circa 40 minuti. Primavera e autunno sono le stagioni più piacevoli; d'estate fa caldo, meglio visitare al mattino presto o la sera.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per visitare Samatzai?

Un paio d'ore per il centro e le chiese; mezza giornata con le domus de janas di Pimentel.

Samatzai è adatta alle famiglie?

Sì, è un paese tranquillo, ideale per una sosta durante un tour del sud Sardegna.

Cosa significa lo stemma di Samatzai?

Il covone ricorda il grano, principale prodotto agricolo; i cinque scudetti le famiglie feudatarie che governarono il paese.

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