Cosa fare a Gonnostramatza
Cosa vedere a Gonnostramatza: la chiesa di San Michele con il retablo, il museo dei pirati Turcus e Morus, San Paolo di Serzela e la sagra di su gattou.

Stiamo raccogliendo le prime esperienze per questa zona. Torna presto, oppure segnalaci un operatore che conosci.
Gonnostramatza è un paese agricolo di circa ottocento abitanti nell'alta Marmilla, in provincia di Oristano, in una valle fertile coltivata a vigneti, oliveti e mandorleti. Nel Medioevo fu capoluogo della curatoria di Parte Montis ed è stato a lungo uno dei centri più importanti della zona. Oggi vale la visita per la parrocchiale con il suo retablo cinquecentesco, per il curioso museo dedicato alle incursioni dei pirati barbareschi e per la campagna disseminata di siti archeologici. È una tappa adatta a chi ama la storia e i borghi tranquilli dell'interno.
Cosa vedere a Gonnostramatza
La chiesa di San Michele Arcangelo
La parrocchiale fu ricostruita tra fine Seicento e inizio Settecento su una chiesa gotico-aragonese più antica, di cui restano l'abside con volta a crociera e parte della sacrestia. Il campanile a canna quadrata è coronato da una cupola rivestita di tessere colorate. Nell'abside si trova il retablo dell'Annunziata, dei primi del Cinquecento, attribuito a Lorenzo Cavaro, capostipite della scuola pittorica cagliaritana di Stampace.
Il museo Turcus e Morus
Allestito in un antico monte granatico restaurato, sulla piazza principale, è un museo multimediale dedicato alle incursioni barbaresche sulle coste sarde, con modellini di torri costiere e velieri, diorami di battaglie e pannelli che raccontano secoli di razzie e difese.
Le chiese minori e il centro
Lungo la via principale sorge la chiesetta di Sant'Antonio Abate. In campagna, la chiesa di San Paolo era la parrocchia del villaggio scomparso di Serzela: nata nel Duecento e ricostruita nel Seicento, è la meta di una processione estiva. Nel centro storico si conservano case in stile campidanese.
L'archeologia
Le campagne conservano nuraghi, necropoli e resti di abitati antichi. Nella tomba eneolitica di Bingia 'e Monti è stato trovato il più antico gioiello d'oro della Sardegna, una collana preistorica.
Cosa fare a Gonnostramatza
Le strade di campagna tra vigne e mandorli sono ideali per passeggiate e giri in bicicletta, soprattutto a fine inverno, quando i mandorli fioriscono. Il paese è una buona base per esplorare la Marmilla e il Monte Arci. Scopri subito qui sotto le esperienze proposte dagli operatori della zona.
Storia
Il territorio fu abitato in età nuragica e romana; sul rio Mogoro c'era un ponte romano a cinque arcate, demolito nel 1928. Nel Medioevo il paese apparteneva al Giudicato di Arborea come capoluogo di Parte Montis. Dopo la caduta del giudicato entrò nel Marchesato di Oristano e poi, dal 1478, nei possedimenti aragonesi dei Carroz e della contea di Quirra, fino al riscatto del feudo nel 1839.
Cosa mangiare e cosa comprare
Le mandorle sono il simbolo del paese, tanto da comparire nello stemma: con esse si prepara su gattou, il croccante di mandorle e zucchero, protagonista di una sagra. Da assaggiare anche vino, olio e pane della Marmilla.
Feste e tradizioni
- Sant'Antonio Abate, il 17 gennaio, con la benedizione del falò.
- Settimana Santa, con i riti tradizionali della Pasqua.
- 1º maggio, esposizione di arti e mestieri e sagra di su gattou.
- San Paolo, il 29 giugno, con la processione fino alla chiesa di Serzela.
- San Michele Arcangelo e Santa Teresina, il 29 e 30 settembre.
Dintorni
- Mogoro, con il nuraghe Cuccurada e la fiera dell'artigianato.
- Masullas e il GeoMuseo del Monte Arci.
- Siddi e la tomba dei giganti Sa Domu 'e s'Orku.
- Lunamatrona e il museo Sa Corona Arrubia.
Come arrivare e quando andare
Il paese si raggiunge dalla statale 131, uscendo all'altezza di Mogoro: Oristano è a circa mezz'ora, Cagliari, con aeroporto e porto, a circa un'ora. La primavera è il periodo migliore, con la campagna verde e la sagra di maggio; anche l'autunno è piacevole.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Gonnostramatza?
Due o tre ore bastano per la chiesa e il museo; conviene abbinarlo a Mogoro o Siddi.
Il museo Turcus e Morus piace ai bambini?
Sì: modellini, diorami e storie di pirati lo rendono una visita coinvolgente per tutta la famiglia.
Cos'è su gattou?
È il croccante di mandorle tipico della Sardegna, festeggiato in paese il 1º maggio.





