Cosa fare a Villanovaforru
Cosa vedere a Villanovaforru: il nuraghe Genna Maria, il Museo archeologico, la Marmilla, le feste di Santa Marina e i dintorni di Barumini.

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Villanovaforru è un piccolo paese della Marmilla, la regione di dolci colline del centro-sud della Sardegna, a circa un'ora d'auto da Cagliari. Conta poco più di 800 abitanti ma è conosciuto in tutta l'isola per l'archeologia: qui si trovano il nuraghe Genna Maria e uno dei musei civici più curati della regione. È la meta giusta per chi ama la Sardegna dei nuraghi, i paesaggi agricoli e i ritmi lenti, e si abbina perfettamente a una visita a Barumini e alla Giara.
Cosa vedere a Villanovaforru
Il nuraghe Genna Maria
Sulla sommità di una collina appena fuori dal paese sorge il complesso nuragico di Genna Maria. Comprende una torre centrale, un bastione con torri laterali e, tutt'intorno, i resti del villaggio di capanne. Il sito fu frequentato a lungo dopo l'età nuragica, e tra le rovine sono state trovate numerose offerte votive di epoca punica e romana. Dall'altura lo sguardo spazia su tutta la Marmilla, fino alla Giara di Gesturi: vale la pena salire anche solo per il panorama, specialmente nelle ore del tardo pomeriggio.
Il Museo archeologico Genna Maria
Il museo civico, inaugurato nel 1982, occupa un elegante edificio ottocentesco che un tempo ospitava il Monte di soccorso, l'istituto che prestava grano ai contadini. Espone soprattutto reperti nuragici del nuraghe Genna Maria e di altri siti della zona, come Collinas, Lunamatrona, Siddi e Gesturi, insieme a materiali di età punica e romana. È una visita compatta e chiara, ideale per capire il contesto prima o dopo aver visto i nuraghi del territorio.
Il centro e le chiese
Il paese è ordinato e raccolto, con case in pietra e ladiri (mattoni di fango e paglia) tipiche della Marmilla. La chiesa parrocchiale di San Francesco si affaccia su piazza Costituzione; la piccola chiesa di Santa Marina, che compare anche nello stemma comunale, è legata alla festa più sentita del paese.
Cosa fare a Villanovaforru
Villanovaforru è un'ottima base per un itinerario archeologico e rurale nel cuore dell'isola. Le esperienze più adatte al territorio sono:
- Visite guidate ai siti nuragici: Genna Maria, il museo e, a breve distanza, Su Nuraxi di Barumini, patrimonio UNESCO.
- Escursioni a piedi e in bicicletta tra le colline coltivate a grano, le strade di campagna e i panorami della Marmilla.
- La Giara: un'uscita sull'altopiano per vedere i cavallini selvatici, le querce da sughero e i piccoli stagni stagionali chiamati paulis.
- Esperienze enogastronomiche con prodotti dell'entroterra: pane, formaggi, olio e vino della zona.
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Storia
Il territorio fu abitato intensamente in età nuragica, come mostrano i tanti nuraghi delle colline, e poi in epoca punica e romana, di cui restano tombe e materiali. Nel Medioevo il villaggio faceva parte del Giudicato di Arborea, nella curatoria di Marmilla. Dopo la caduta del giudicato entrò nel Marchesato di Oristano e, con la battaglia di Macomer del 1478, passò sotto il dominio aragonese, nella contea di Quirra; seguirono i Centelles e poi gli Osorio, fino al riscatto dal feudalesimo nel 1839. In tempi recenti il paese è diventato un riferimento culturale: nel 1977 vi si celebrò una delle prime messe in lingua sarda dell'epoca contemporanea. Il nome sardo del paese è Biddanòa 'e Forru.
Cosa mangiare e cosa comprare
La cucina è quella contadina della Marmilla: pane di semola cotto nel forno a legna, pasta fresca come i malloreddus e i ravioli di formaggio, agnello e maialetto arrosto, formaggi di pecora e dolci di mandorle e sapa. Da portare a casa ci sono olio extravergine, miele, formaggi e i prodotti dei piccoli laboratori della zona. Un simbolo del paese è il basilico: le donne lo coltivano con cura per la festa di Santa Marina.
Feste e tradizioni
- Santa Marina: festeggiata il lunedì e martedì dopo Pasqua e di nuovo a metà luglio, con processione, cocchio trainato dai buoi, canti religiosi in sardo e la distribuzione del basilico benedetto ai fedeli. A questa usanza è dedicato il film Is frabbicas de Santa Marina.
- Sant'Isidoro: a metà maggio, festa degli agricoltori con la processione dei trattori.
- San Francesco, patrono: all'inizio di ottobre.
- San Sebastiano: a fine gennaio.
Dintorni
- Barumini (circa 15 minuti): Su Nuraxi, patrimonio UNESCO, e il Polo museale di Casa Zapata.
- La Giara di Gesturi: altopiano basaltico con i cavallini selvatici.
- Las Plassas: il castello di Marmilla sulla collina conica che domina la piana.
- Sardara: il pozzo sacro di Santa Anastasia e le terme di Santa Maria de is Aquas.
- Sanluri: il castello medievale legato alla battaglia del 1409.
Come arrivare e quando andare
L'aeroporto più vicino è Cagliari-Elmas, a circa un'ora d'auto; anche il porto di Cagliari è a distanza simile. Si arriva percorrendo la SS131 Carlo Felice fino all'uscita di Sanluri e proseguendo verso nord nella Marmilla. L'auto è indispensabile. Il periodo migliore è la primavera, quando le colline sono verdi e fiorite, e l'autunno: d'estate fa caldo, ma le visite al mattino presto e al tramonto restano piacevoli.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Villanovaforru?
Mezza giornata basta per il nuraghe Genna Maria e il museo. Con una giornata intera puoi aggiungere Barumini o la Giara.
Villanovaforru è adatta alle famiglie?
Sì: il museo è compatto, il nuraghe si visita facilmente e la vicina Giara, con i cavallini, piace molto ai bambini.
Villanovaforru ha il mare?
No, è nell'entroterra. Le spiagge più vicine sono quelle della Costa Verde e del golfo di Oristano, a circa un'ora d'auto.
Si può abbinare la visita a Barumini?
Sì, è l'abbinamento ideale: i due paesi distano pochi chilometri e insieme offrono un quadro completo della civiltà nuragica.






