Cosa fare a Pimentel
Cosa vedere a Pimentel: le domus de janas di Corongiu e la necropoli di s'Acqua Salida, la chiesa del Carmine, feste e dintorni in Trexenta.

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Pimentel (Pramantellu in sardo) è un piccolo centro agricolo di circa 1.100 abitanti nella Trexenta, a circa 35 km a nord di Cagliari, in una valle circondata da colline coltivate a cereali, vigneti, frutteti e orti. Il paese è conosciuto dagli appassionati di archeologia per le sue domus de janas, tra le più interessanti del sud Sardegna, con decorazioni scolpite e dipinte di oltre cinquemila anni fa. È una meta ideale per chi ama la preistoria e i paesaggi rurali dell'interno.
Cosa vedere a Pimentel
Domus de janas di Corongiu
Lungo la strada per Guasila si trova la tomba di Corongiu, una domus de janas (tomba preistorica scavata nella roccia, «casa delle fate») del Neolitico recente: si entra da un pozzetto e si passa da un'anticella alla cella. Su una parete è inciso e dipinto in rosso un motivo con due spirali, interpretato come il volto stilizzato della Dea Madre.
Necropoli di s'Acqua Salida
Poco distante, sul pianoro di Pranu Efis, la necropoli di s'Acqua Salida è scavata in due grandi massi di arenaria: in uno si aprono quattro domus, nell'altro tre tombe a pozzetto. La tomba principale ha un lungo corridoio, un'anticella con portello dipinto e una cella con tre camerette. Altre tombe mostrano rilievi che imitano le travi delle capanne e protomi taurine, simboli legati al culto della fertilità.
Il paese
La parrocchiale della Madonna del Carmine, di fine Seicento, conserva un altare in marmo ottocentesco e un antico organo. Il paese nacque proprio in quel periodo dall'unione di due rioni, Nuraxi e Saceni, separati dal torrente che lo attraversa.
Cosa fare a Pimentel
L'esperienza principale è una visita guidata alle necropoli, da abbinare a una passeggiata o a un giro in bici tra le colline coltivate, i resti nuragici del territorio e le grotte di sa Ruta. Con un'auto puoi costruire in una giornata un itinerario archeologico in Trexenta, tra Pimentel, Senorbì e Barumini. Scorri in basso per trovare le esperienze proposte dagli operatori locali e prenotare.
Storia
Il territorio fu abitato dalla preistoria, come mostrano le necropoli, e in età nuragica. Nel Medioevo apparteneva al giudicato di Cagliari, nella curatoria della Trexenta; passò poi brevemente all'Arborea, a Pisa e nel 1324 agli Aragonesi. Dal Quattrocento fu feudo e poi parte della contea, quindi marchesato, di Villasor, fino all'abolizione dei feudi nel 1839. Tra il 1936 e il 1946 fu unito al vicino comune di Samatzai.
Cosa mangiare e cosa comprare
La Trexenta era chiamata «granaio di Roma»: qui il protagonista è il grano duro, con pane e paste tradizionali del Campidano. Le campagne producono frutta, uva e ortaggi; da cercare vino, olio e formaggi delle aziende della zona.
Feste e tradizioni
A febbraio si svolge la processione della Madonna di Lourdes fino alle grotte di sa Ruta. La festa patronale della Madonna del Carmine, a metà luglio, è tra gli appuntamenti più antichi della Trexenta, con processioni in abito tradizionale.
Dintorni
- Samatzai, con la chiesa gotico-aragonese di San Giovanni Battista.
- Senorbì: Parco archeologico di Monte Luna e museo Sa Domu Nosta.
- Ortacesus: il Museo del grano.
- Barumini e il nuraghe Su Nuraxi, patrimonio UNESCO, a circa 40 minuti.
Come arrivare e quando andare
Pimentel si raggiunge da Cagliari in circa 40 minuti d'auto, passando per la SS 131 e le strade provinciali verso Samatzai o Ortacesus. L'aeroporto di Cagliari-Elmas e il porto di Cagliari sono le porte d'ingresso; le spiagge più vicine, come il Poetto, sono a circa 45 minuti. Primavera e autunno sono perfetti per visitare le necropoli senza il caldo estivo.
Domande frequenti
Si possono visitare le domus de janas di Pimentel?
Sì, sono tra i siti più noti della Trexenta; ti consigliamo una visita guidata per conoscerne decorazioni e significato.
Quanto tempo serve per visitare Pimentel?
Mezza giornata per necropoli e paese; abbinala a Senorbì o Barumini per una giornata completa.
Pimentel è adatta alle famiglie?
Sì: le tombe preistoriche scavate nella roccia incuriosiscono molto i bambini.





