Cosa fare a Sardara
Cosa vedere e fare a Sardara: le terme, il pozzo sacro di Sant'Anastasia, il castello di Monreale, il museo Villa Abbas, la festa di Santa Mariàcuas.

Stiamo raccogliendo le prime esperienze per questa zona. Torna presto, oppure segnalaci un operatore che conosci.
Sardara, Sàrdara in sardo, è un borgo agricolo e termale al confine tra la pianura del Campidano e le colline della Marmilla, quasi a metà strada tra Cagliari e Oristano. È famosa per le sue acque calde, usate fin dall'epoca romana, ma custodisce anche un pozzo sacro nuragico in pieno centro e i resti del castello di Monreale, che domina la pianura. Bandiera Arancione del Touring Club dal 2005, è perfetta per chi cerca relax, storia e una base comoda per esplorare il sud dell'isola.
Cosa vedere a Sardara
Il pozzo sacro di Sant'Anastasia
Nel cuore del paese si trova il santuario nuragico di Sant'Anastasia, con un tempio a pozzo in basalto e calcare tra i più antichi e meglio conservati dell'isola. Una scala di dodici gradini scende in una camera circolare coperta a tholos, dove si praticava il culto delle acque, ritenute curative. Attorno restano parte del villaggio nuragico, da cui è nato l'abitato, e la chiesetta di Sant'Anastasia, di origine bizantina e rifatta nel Quattrocento, che custodisce al suo interno un secondo pozzo nuragico.
Il Museo Villa Abbas
Il museo archeologico Villa Abbas espone i reperti del villaggio di Sant'Anastasia e del territorio, dal Neolitico al tardo Medioevo, tra cui un altare a forma di nuraghe e oggetti in terracotta, piombo e bronzo. È uno dei pochi musei sardi con un percorso tattile per non vedenti.
Il castello di Monreale
Su un colle conico a sud-ovest del paese svettano i resti del castello di Monreale, la più importante roccaforte meridionale del Giudicato di Arborea. In origine aveva un mastio, otto torri e una cinta muraria di circa un chilometro che racchiudeva un borgo. Qui soggiornarono Mariano IV ed Eleonora d'Arborea. Dall'alto si domina il Campidano dal golfo di Oristano a quello di Cagliari.
Chiese e centro storico
Il centro, con strade in selciato e case campidanesi in pietra con grandi portali, conserva la chiesa romanico-gotica di San Gregorio Magno, del primo Trecento, con una bella bifora, e la parrocchiale della Beata Vergine Assunta, del Seicento, con un organo del 1758. Vicino alle terme sorge il santuario di Santa Maria de is Acuas, la "Madonna delle acque", meta di pellegrinaggi.
Cosa fare a Sardara
L'esperienza più classica è una giornata alle terme, a circa 2 km dal paese, in una valle verde ai piedi del Monreale: le acque sgorgano tra i 50 e i 68 °C e vengono usate per bagni, fanghi e trattamenti benessere. Accanto agli stabilimenti moderni restano i ruderi delle terme romane, le Aquae Neapolitanae. Puoi salire a piedi al castello di Monreale per il panorama, fare un itinerario archeologico tra pozzo sacro, museo e nuraghi del territorio, o pedalare tra campi e colline. Sardara è anche una base strategica per gite di un giorno verso la Giara, Barumini e la Costa Verde. Scopri subito sotto le esperienze proposte dagli operatori del posto.
Storia
In epoca nuragica il territorio era densamente abitato, con una trentina di nuraghi, villaggi e pozzi sacri; vicino a Sant'Anastasia, nel 1912, furono trovati i celebri bronzetti di arcieri. In età romana le terme facevano parte del territorio della città di Neapolis. Il paese attuale crebbe nel Medioevo nel Giudicato di Arborea, all'ombra del Monreale, protagonista delle guerre contro gli Aragonesi: nel 1324 vi soggiornò Teresa d'Entenza, moglie del futuro re Alfonso IV, e nel 1409, dopo la battaglia di Sanluri, vi si rifugiò l'ultimo giudice d'Arborea. Passato agli Aragonesi, il paese fu feudo fino al 1839.
Cosa mangiare e cosa comprare
La cucina è quella del Campidano: pane casereccio, pasta fresca come i malloreddus, verdure dell'orto, formaggi e carni arrosto, con dolci di mandorla e i vini della zona. A pochi chilometri, a San Gavino Monreale, si coltiva lo zafferano di Sardegna DOP, ottimo come souvenir insieme all'olio e ai formaggi.
Feste e tradizioni
- Santa Maria de is Acuas (settembre): la festa più importante, di quattro giorni attorno al penultimo lunedì del mese, con decine di migliaia di devoti; il simulacro viene portato in processione dalla parrocchia al santuario. A maggio si celebra anche sa festa de is pastoris, più raccolta.
- Beata Vergine Assunta, la patrona, a metà agosto.
- San Gregorio Magno (inizio settembre) e Sant'Anastasia (novembre).
Dintorni
- Villanovaforru, con il nuraghe Genna Maria e il museo archeologico, a pochi minuti.
- Sanluri, con il castello medievale, a circa 10 minuti.
- Su Nuraxi di Barumini, patrimonio UNESCO, a circa mezz'ora.
- Costa Verde e le dune di Piscinas, per il mare più vicino, a circa un'ora.
Come arrivare e quando andare
Sardara è lungo la SS131 Carlo Felice, con uscita dedicata: l'aeroporto e il porto di Cagliari sono a circa 50 minuti d'auto, Oristano a circa 40. Le terme si frequentano tutto l'anno e sono particolarmente piacevoli in autunno e inverno; la primavera è ideale per salire al Monreale e girare il territorio; settembre unisce clima mite e la grande festa di Santa Mariàcuas.
Domande frequenti
Le terme di Sardara sono aperte tutto l'anno?
Gli stabilimenti lavorano in gran parte dell'anno, ma è bene verificare periodi e servizi prima di partire.
Quanto tempo serve per visitare Sardara?
Mezza giornata per pozzo sacro, museo e centro; una giornata intera aggiungendo il castello di Monreale o le terme.
Sardara è adatta alle famiglie?
Sì: il pozzo sacro e il castello incuriosiscono i bambini, e la posizione centrale permette gite facili verso parchi tematici e siti nuragici vicini.







